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Crippa: “Autonomia, cantieri e cinque ministri. I lombardi ringrazino il partito nazionale”

Andrea Crippa 

 

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Intervista al vicesegretario leghista: “Nessuno può prendere il posto del nostro leader Bossi? Grati per sempre, è lui che ci ha permesso di fare politica”
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Onorevole Andrea Crippa, lei era in prima fila al congresso della Lega lombarda. Che effetto le hanno fatto le frasi di Massimiliano Romeo e Attilio Fontana sulla necessità di un ritorno alla Lega Nord?

«Da vice segretario ho ascoltato in silenzio sia l’intervento di Fontana sia quello di Romeo, come quello di Salvini e di tutti gli iscritti. Ma dal mio punto di vista, la forza della Lega oggi è quella di un partito nazionale. È grazie alla Lega nazionale se stiamo arrivando all’Autonomia. È la Lega nazionale che sta ridando centralità alla Lombardia».

In che cosa si è concretizzata questa centralità della Lombardia?

«Oggi abbiamo cinque ministri lombardi. Né con Umberto Bossi né con Roberto Maroni abbiamo avuto questo peso quando siamo stati al governo. Tra l’altro uno dei ministri ha la delega forte all’Economia e sono certo che faccia anche gli interessi del territorio lombardo. Aggiungo: se ci saranno le Olimpiadi nel 2026 lo dobbiamo anche a Giorgetti e Salvini. E, ancora, Salvin…

Onorevole Andrea Crippa, lei era in prima fila al congresso della Lega lombarda. Che effetto le hanno fatto le frasi di Massimiliano Romeo e Attilio Fontana sulla necessità di un ritorno alla Lega Nord?

«Da vice segretario ho ascoltato in silenzio sia l’intervento di Fontana sia quello di Romeo, come quello di Salvini e di tutti gli iscritti. Ma dal mio punto di vista, la forza della Lega oggi è quella di un partito nazionale. È grazie alla Lega nazionale se stiamo arrivando all’Autonomia. È la Lega nazionale che sta ridando centralità alla Lombardia».

In che cosa si è concretizzata questa centralità della Lombardia?

«Oggi abbiamo cinque ministri lombardi. Né con Umberto Bossi né con Roberto Maroni abbiamo avuto questo peso quando siamo stati al governo. Tra l’altro uno dei ministri ha la delega forte all’Economia e sono certo che faccia anche gli interessi del territorio lombardo. Aggiungo: se ci saranno le Olimpiadi nel 2026 lo dobbiamo anche a Giorgetti e Salvini. E, ancora, Salvini, che è un lombardo, sta sbloccando nella sua regione decine di cantieri, tra questi l’autostrada della Val Trompia e il ponte della Becca».

Allora perché questo malumore nella Lega lombarda e come spiega il j’accuse di Fontana e Romeo?

«Secondo me, ed è anche fisiologico, la Lega ha avuto una contrazione di consenso negli ultimi anni nel Nord. Ma questa contrazione è dovuta a un aumento di voti verso Fratelli d’Italia che è il primo partito in Veneto e anche in Lombardia. Il motivo di questa dinamica? Ritengo che un pezzo dell’elettorato che era della Lega ha apprezzato il posizionamento di FdI in opposizione al governo Draghi. Ma noi siamo entrati in quel governo con Pd e 5 stelle perché i dirigenti della Lega hanno chiesto questo passo a Salvini. Mica Matteo lo ha fatto da solo».

Secondo Romeo a far perdere consensi è anche lo spostamento a destra e il parlare troppo di Trump e Orbán.

«La Lega è stata un partito sempre a vocazione territoriale e non ho visto mai nessun segretario girare i territori come fa il nostro. Trump e Orbán? Credo che il futuro dell’Europa e dell’Italia debba essere più vicino alle loro idee e non a quelle di Macron e Scholz».

Nel partito pensa ci sia qualcuno che sia stanco della leadership di Salvini?

«Non penso ci sia qualcuno che voglia, e possa in fondo, prendere oggi il posto di Matteo. Il nostro segretario ha portato la Lega a risultati che non abbiamo mai raggiunto nella nostra storia. In ogni caso il lavoro che fa Salvini è difficile da replicare per qualsiasi altro esponente della Lega».

Un’altra critica arrivata da Milano a Salvini è quella di aver messo da parte Umberto Bossi.

«Bossi in questo momento è parlamentare della Lega e sono sicuro che Salvini ogni giorno è disposto ad ascoltare i suoi consigli. Per noi Bossi è colui grazie al quale possiamo fare politica e finché vivrà sarà un parlamentare della Lega. Matteo vede in Umberto un secondo padre».

È preoccupato per Salvini in vista della sentenza Open Arms?

«Io so solo che Matteo per difendere i confini dell’Italia e per difendere i valori della Lega rischia sei anni. Alcuni processi sono politici e quello che è accaduto al nostro segretario è la dimostrazione che serve una riforma della giustizia».

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