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Perilli: “Sui migranti l’Europa ci guarda. Gli attacchi del governo sono incomprensibili”

LUCA PERILLI MAGISTRATO 

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Intervista al giudice di Catania: “Occorre essere grati al nostro Capo dello Stato per le parole spese sui capisaldi del diritto d’asilo in Italia e nell’Unione”
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«Anche l’Europa guarda con attenzione alla grande conflittualità montata intorno alle decisioni dei giudici italiani sui migranti. Quindi credo occorra essere grati al nostro Capo dello Stato per le parole spese sui capisaldi del diritto d’asilo in Italia e nell’Unione». Luca Perilli è giudice a Catania nella sezione Immigrazione, da anni (come è stato per Trento e Milano), si occupa di protezione internazionale. È referente dell’Agenzia dell’Unione europea dell’asilo.

Giudice Perilli, che effetto fanno le parole del Capo dello Stato?

«Non mi permetto di interpretare. Ma il presidente indica a tutti due principi molto importanti: il diritto d’asilo, che nella nostra Costituzione ha un’ampiezza anche maggiore di quanto sia previsto dalla Carta dei diritti europea; poi ricorda anche che il nostro Paese ha ceduto una parte di sovranità e quindi l’ambito della protezione internazionale è interamente regolato dal diritto dell’Unione».

«Anche l’Europa guarda con attenzione alla grande conflittualità montata intorno alle decisioni dei giudici italiani sui migranti. Quindi credo occorra essere grati al nostro Capo dello Stato per le parole spese sui capisaldi del diritto d’asilo in Italia e nell’Unione». Luca Perilli è giudice a Catania nella sezione Immigrazione, da anni (come è stato per Trento e Milano), si occupa di protezione internazionale. È referente dell’Agenzia dell’Unione europea dell’asilo.

Giudice Perilli, che effetto fanno le parole del Capo dello Stato?

«Non mi permetto di interpretare. Ma il presidente indica a tutti due principi molto importanti: il diritto d’asilo, che nella nostra Costituzione ha un’ampiezza anche maggiore di quanto sia previsto dalla Carta dei diritti europea; poi ricorda anche che il nostro Paese ha ceduto una parte di sovranità e quindi l’ambito della protezione internazionale è interamente regolato dal diritto dell’Unione».

Il presidente Mattarella ristabilisce ciò che dovrebbe essere scontato e non lo è?

«Su questo, non ci sono dubbi. Esprime con le sue rituali chiarezza e autorevolezza concetti inossidabili del nostro ordinamento democratico».

E perché il governo mette all’indice i giudici che chiedono alla Corte europea di sciogliere un dubbio interpretativo?

«Da magistrato posso solo dire che ciò è incomprensibile. Diversi giudici hanno fatto il loro dovere, assunto decisioni che il governo è libero di contestare in sedi giurisdizionali, mentre sono sempre più frequenti gli attacchi alla persona del giudice».

È avvenuto contro il giudice Gattuso, e ancor prima contro la collega Apostolico.

«E non si tratta solo di Bologna. Oggi i alla Corte di Giustizia europea ci sono ben 14 rinvii pregiudiziali depositati da giudici italiani. Non a caso la Corte ha deciso di dedicare loro una corsia privilegiata: 7-8 mesi invece dei 2 anni di media».

Altro dato: a Catania, su 70 casi sono state respinte 65 trattenimenti, a Roma 19 no dei giudici su 19 richieste in relazione al protocollo Albania e a Palermo poche convalide.

«I giudici italiani sono i primi in Europa a confrontarsi con le cosiddette procedure accelerate di frontiera e sono chiamati ad applicare la Carta dei diritti fondamentali».

Da noi, diritto d’asilo compresso?

«I regolamenti approvati in Europa prevedono in modo ampio il ricorso ai trattenimenti, che in realtà sono in lingua originale “detenzione”: ma al contempo riservano al giudice il controllo sia sulle procedure, sia sul rispetto dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo. È quello che si chiama “rimedio effettivo”».

Insomma, la politica si rassegni: il giudice non si bypassa ?

«Nella giurisprudenza della Corte europea è data molta importanza al concetto del “rimedio”, cioè alla valutazione ultima del giudice: è il cardine».

Ma da noi le convalide passano dal primo grado all’ Appello.

«Anomalia assoluta: perché la convalida vive come incidente in un processo che resta alprimo grado. E la ragionevolezza di tale scelta chissà che non sia messa in discussione».

L’eccezione di costituzionalità?

«Per esempio, Valuterà l’appello».

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