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Corti di giustizia Ue e diritto d’asilo, la difesa di Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani durante la Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia, presso la Farnesina, Roma, 16 dicembre 2024. ANSA/ANGELO CARCONI (ansa)

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Il presidente segnala i pericoli del “settarismo nazionalistico”. Stoccata a Musk senza citarlo: rischi da chi cura servizi essenziali in regime di monopolio
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Garantire il diritto d’asilo allo straniero a cui venga impedito nel suo Paese l’esercizio delle libertà democratiche. Una stoccata a Elon Musk, seppur non menzionato. La difesa delle Corti di giustizia europee poste talvolta in discussione dalla nostra destra (come ha fatto Matteo Salvini col caso Netanyahu). La messa in guardia dalle sirene del «settarismo nazionalistico».

Per la seconda volta in pochi giorni Sergio Mattarella si è ritrovato dinanzi ai diplomatici sentendo il bisogno di ricordare i fondamentali della collocazione internazionale dell’Italia: atlantismo, europeismo, multilateralismo. Sono concetti che un tempo si sarebbero detti scontati. Da un po’ non è più così, tra amicizie con Trump, Milei, Orbàn e Musk. E quindi non stupisca che aprendo alla Farnesina gli stati generali della diplomazia, l’incontro annuale dei nostri ambasciatori, abbia ribadito convinzioni già espresse venerdì ai diplomatici stranieri. È come se volesse tracciare il perimetro politico e morale …

Garantire il diritto d’asilo allo straniero a cui venga impedito nel suo Paese l’esercizio delle libertà democratiche. Una stoccata a Elon Musk, seppur non menzionato. La difesa delle Corti di giustizia europee poste talvolta in discussione dalla nostra destra (come ha fatto Matteo Salvini col caso Netanyahu). La messa in guardia dalle sirene del «settarismo nazionalistico».

Per la seconda volta in pochi giorni Sergio Mattarella si è ritrovato dinanzi ai diplomatici sentendo il bisogno di ricordare i fondamentali della collocazione internazionale dell’Italia: atlantismo, europeismo, multilateralismo. Sono concetti che un tempo si sarebbero detti scontati. Da un po’ non è più così, tra amicizie con Trump, Milei, Orbàn e Musk. E quindi non stupisca che aprendo alla Farnesina gli stati generali della diplomazia, l’incontro annuale dei nostri ambasciatori, abbia ribadito convinzioni già espresse venerdì ai diplomatici stranieri. È come se volesse tracciare il perimetro politico e morale del nostro stare nel mondo. «Le istituzioni multilaterali faticano ad agire in modo efficace. Minacce transnazionali e non convenzionali, di natura ambientale, energetica, aggravano il quadro» ha messo nero su bianco tutta la sua preoccupazione per le pieghe della storia.

Davanti aveva il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che lo ha ringraziato per la spinta che ha dato per la nomina di Raffaele Fitto a commissario europeo. Il diritto d’asilo, ha ribadito Mattarella, è stabilito dalla Costituzione, citando l’articolo 10. Il riferimento è ai muri alzati per impedire la protezione umanitaria dei profughi siriani. Nei giorni scorsi il governo, insieme ad altri undici paesi europei, «ha deciso di sospendere i procedimenti relativi alle domande di asilo dalla Siria», nella convinzione che caduto Assad siano venute meno le ragioni di chi può sentirsi minacciato dal nuovo potere. Mattarella ricorda che un diritto della Costituzione non si può sospendere. Difende il principio. Vale per tutti i migranti. L’aveva già detto mercoledì ricevendo il re di Spagna al Quirinale. L’ha ripetuto ieri.

L’altro allarme riguarda le Corti di giustizia. Ora la sopravvivenza del centro migranti d’Albania passa anche per la decisione affidata Corte di giustizia di Lussemburgo. «Il perseguimento di pace e giustizia tra le nazioni passa anche attraverso limitazioni alla sovranità, in condizioni di parità con gli altri Stati. Di qui l’integrazione d’Europa, le Convenzioni internazionali, di cui tutelano l’applicazione degli ordinamenti», inquadra la cornice il capo dello Stato. E a chi mostra insofferenza per questi organismi ricorda che stare in Europa impone dei limiti, ma ne deriva anche una protezione, che spesso si sottovaluta. Così come il posizionamento tra Ue, Nato, Onu, ha come interesse supremo il mantenimento della pace.

C’è poi il timore che «operatori internazionali svincolati da ogni patria, la cui potenza finanziaria supera oggi quella di Stati di media dimensione, e la cui gestione di servizi essenziali sfiora, sovente, una condizione monopolistica», mettano in discussione le democrazie. È la critica al mondo di Elon Musk, dove il capitalismo selvaggio pretende di condizionare la politica e gli Stati. «Viene spontaneo chiedersi quale posto abbia la diplomazia in questo contesto rispetto ad atteggiamenti e a forze — anche di natura non statuale — che si propongono di intaccare la cornice di norme e principi». Si coglie il timore che le elezioni possano essere alterate, «con ostili strumenti di manipolazione delle informazioni e di condizionamento di opinione».

Sui teatri di guerra in corso ha detto che va «perseguito l’obiettivo della statualità palestinese, offrire al popolo della Cisgiordania e di Gaza un traguardo di giustizia, irrinunciabile condizione anche per una finalmente solida garanzia di sicurezza per Israele». Ha definito quella di Gaza «una delle più sconvolgenti tragedie umanitarie».

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