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Meloni alla Camera, Lega assente in aula. Al Pd: le macumbe non funzionano. Schlein: scenda dal ring

La premier in vista del consiglio Ue parla della nomina dell’ex ministro a Bruxelles, di Ucraina (“sostegno a Kiev”) e dell’incontro con Zelensky, Siria e migranti. Semivuoto l’emiciclo di Montecitorio, i deputati del Carroccio: “Colpa dei ritardi dei treni”, poi il richiamo in chat. Ok a risoluzione di maggioranza. Via libera alla risoluzione di con 193 voti favorevoli
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Giorgia Meloni parla alla Camera per le comunicazioni in vista del primo consiglio europeo dell’Ursula bis, che si svolgerà domani a Bruxelles, e i banchi della Lega sono deserti. FdI è presente al gran completo, per applaudire la leader. Anche Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli oltre al vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c’è. E dall’alto dell’emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz’ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. “Nervosismi vari dei leghisti”, sostengono fonti azzurre. A domanda di Repubblica sulle tantissime assenze in Aula mentre parla la presidente del Consiglio, uno dei pochissimi deputati leghisti presenti, Stefano Candiani, risponde così: “Perché non c’è quasi nessuno? Perché non ce ne frega un c… Succede così quando c’è la sessione di bilancio. Ora arriveranno per il voto finale”. Candiani mostra anche un messaggio della collega Simona…

Giorgia Meloni parla alla Camera per le comunicazioni in vista del primo consiglio europeo dell’Ursula bis, che si svolgerà domani a Bruxelles, e i banchi della Lega sono deserti. FdI è presente al gran completo, per applaudire la leader. Anche Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli oltre al vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c’è. E dall’alto dell’emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz’ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. “Nervosismi vari dei leghisti”, sostengono fonti azzurre. A domanda di Repubblica sulle tantissime assenze in Aula mentre parla la presidente del Consiglio, uno dei pochissimi deputati leghisti presenti, Stefano Candiani, risponde così: “Perché non c’è quasi nessuno? Perché non ce ne frega un c… Succede così quando c’è la sessione di bilancio. Ora arriveranno per il voto finale”. Candiani mostra anche un messaggio della collega Simona Bordonali: “Alcuni come lei, vedete, sono in ritardo per i treni”. Colpa di Salvini? Risata: “Siete i soliti giornalisti”. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier è passata con 193 voti favorevoli, 118 contrari e 9 astenuti.

L'aula di Montecitorio semi vuota durante le comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio Ue 

Dalla Lega il richiamo in chat

Passa qualche ora, la premier conclude il suo intervento e si animano le chat dei leghisti. "Tra circa venti minuti c’è la replica della premier. Essere tutti in aula", è la disposizione arrivata per messaggio. Non basta. Il Carroccio precisa poi con una nota che “voterà compatta e con convinzione, come sempre, la risoluzione del centrodestra per confermare pieno sostegno a Giorgia Meloni in occasione del Consiglio europeo del 19 dicembre".

Meloni e la nomina a Fitto

Davanti a una maggioranza non a ranghi serrati, però, la premier in giacca rossa spiega che “il prossimo Consiglio europeo” quello di giovedì 19 dicembre, sarà “il primo di questa legislatura", i lavori "saranno più snelli e concreti", è "una impostazione che condivido molto", occorre "focalizzare l'attenzione sulla missione dell'Europa", dice. Meloni parla subito della nomina di Raffaele Fitto a Bruxelles: "Con orgoglio mi sento di poter dire, nonostante le aspre polemiche: missione compiuta. Una persona stimata e perbene. Non si tratta di un titolo onorifico, ma di uno strumento concreto, che consentirà al commissario italiano di supervisionare e coordinare le politiche dell'unione europea in settori strategici come l'agricoltura, la pesca, i trasporti, il turismo, l'economia del mare, l'housing sociale", aggiunge il presidente del Consiglio riferendosi al suo ex ministro ora vicepresidente esecutivo della commissione europea. "La nomina di Fitto è adeguato al peso della nostra nazione in Europa, è un risultato che conferma la centralità dell'Italia", sottolinea.

Entra nel dettaglio Meloni: “A lui, a Raffaele Fitto è stato affidato un portafoglio importante che vale complessivamente circa mille miliardi di euro, tra i fondi delle politiche di coesione del bilancio 2021-2027 circa 400 milioni di euro ai quali vanno sommati quelli della nuova programmazione che verrà in ogni caso definita da questa Commissione e le risorse del Next Generation EU, circa 600 milioni di euro, competenza che Fitto condividerà con il commissario Dombrovskis”.

Meloni cita Moro

Parlando ancora di Europa, Giorgia Meloni cita Aldo Moro. Il segretario della Dc, partecipando in rappresentanza dell'Italia alla prima riunione del Consiglio europeo (di cui la premier ha ricordato che quest'anno è il 50esimo anniversario) disse che "l'Europa è il luogo in cui le nazioni diventano più grandi senza perdere la loro anima. È una casa comune per le differenze". Parole riprese dalla premier a cui ha aggiunto: “È una lettura che condivido molto più di quelle che ho sentito dare decisamente più di recente. Forse per andare avanti dobbiamo soprattutto tornare all'origine del progetto. E credo che questa legislatura europea ci dia l'occasione storica per farlo perché le crisi, come sempre nascondono anche delle opportunità, sta a noi saper cogliere quelle opportunità e l'Italia ovviamente intende fare la sua parte fino in fondo".

L’incontro con Zelensky e il sostegno a Kiev

Poi l’annuncio alla vigilia del Consiglio europeo. "Incontrerò il presidente ucraino Volodymyr Zelensky", sarà "un'occasione importante per discutere del futuro del conflitto", riferisce Meloni. Che parla anche della guerra in Ucraina alla Camera, ricordando la linea di credito da 50 miliardi per Kiev, "un prestito che sarà presto erogato", si è trattato di "un successo della presidenza italiana al G7. Desta preoccupazione l'aggressione russa", dice la premier, "l'Italia continua a sostenere finanziariamente e militarmente" le iniziative a sostegno dell'Ucraina, occorre difendere "il diritto internazionale. Non c'è convenienza per noi a vivere in un mondo sopraffatto dalle armi", sottolinea nelle comunicazioni in Aula prima del Consiglio europeo. "L'Italia continuerà a fare la propria parte nel rispetto delle sanzioni" contro la Russia, sottolinea ancora.

Siria

L'Italia, continua ancora Meloni, è “l'unica tra le nazioni del G7 ad avere un'ambasciata aperta a Damasco ed è pronta a interloquire con la nuova leadership siriana, ovviamente in un contesto di valutazioni e azioni condiviso con i partner europei e internazionali".

Siria, Meloni: "Pronti a interloquire con nuova leadership, ma alle parole devono seguire i fatti"

Migranti e giudici

Ripete poi quanto detto sui migranti ad Atreju, ma con un tono più pacato. “I centri in Albania funzioneranno”, ha scandito dal Circo Massimo alla festa del partito urlando dal palco. Un discorso che l’ha lasciata senza voce nei giorni scorsi e che ora ribadisce: “Andremo avanti”. Ma la questione è legata anche alle recenti decisioni dei giudici, per Meloni, "dal sapore ideologico, se accolte dalla Corte europea rischiano di compromettere le politiche di rimpatrio di tutti gli Stati membri, una prospettiva inaccettabile che occorre contrastare". Vuole fare chiarezza: "L'Italia ha avuto un ruolo decisivo nell'Unione europea per cercare nuove soluzioni al problema migratorio: consideriamo improcrastinabile una revisione della direttiva sui rimpatri e una accelerazione della revisione del concetto di paese terzo sicuro".

L’ironia delle opposizioni

Seduto nelle postazioni riservate al governo, al fianco della premier, c’è il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, sotto il ministro Valditara. Poi Stefano Candiani e Laura Ravetto, e il viceministro alle infrastrutture Edoardo Rixi. Nessun segnale politico, assicurano ancora i leghisti, si tratta solo di un ritardo dovuto ai treni e agli spostamenti, ma anche alla maratona in notturna della commissione Bilancio, impegnata sulla manovra. Ma le opposizioni non minimizzano l'accaduto e tra il serio e l'ironico, osservano: "Non so cosa è accaduto ai colleghi della Lega oggi, spero nulla di grave per spiegare questa assenza" in Aula, afferma il responsabile esteri del Pd Giuseppe Provenzano. "Vedo i banchi della Lega vuoti. Presidente Meloni le esprimo la mia solidarietà per le assenze della Lega. Dicono che sono in ritardo per colpa dei treni, oggi l'Italia è piena di chiodi...", ironizza Angelo Bonelli, ricordando l'incidente dovuto a un chiodo che settimane fa ha bloccato la rete ferroviaria del Paese. "Presidente Meloni, lei oggi è qui afona perché ha perso la voce alla festa di Atreju dove ha urlato come fosse la leader dell'opposizione. Ma lei non è più leader dell'opposizione. Non ha fatto in tempo a parlare di stabilità che la Lega ha perso i treni e non si è presentata in Aula. Poi i deputati della Lega hanno capito che il ministro che ha fatto perdere il treno è il loro ministro e hanno vissuto una crisi esistenziale", osserva caustico Riccardo Ricciardi di M5S.

Dal deputato di Avs e segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, è arrivato un regalo: le cartoline con gli “auguri della pace”. “L'unica cosa che ci ha detto in dettaglio è che dobbiamo aumentare la spesa militare. L'economia di guerra è una scelta che determina il nostro modo di guardare al mondo e le nostre priorità. Ogni missile è un ospedale e una scuola in meno. È una sconfitta. Ogni spesa in più per armi, è un diritto in meno alla scuola o a fare la spesa. È Natale e le consegno questo invito a riflettere", conclude Fratoianni.

Schlein: Meloni scenda dal ring, premier di tutti

I toni si alzano quando a prendere la parola è Elly Schlein: “Scenda dal ring, questo è un luogo serio. Capisco la necessità di trovare un nemico al giorno per coprire i suoi fallimenti, ma se avesse messo un euro per ogni volta che ci attacca, a quest'ora avrebbe risolto il problema delle liste d'attesa". Usa l’ironia anche la segretaria del Pd e nel mirino finiscono i deputati leghisti assenti in aula: "Voglio salutare il ritorno dei colleghi della Lega che stamattina non sono venuti ad ascoltarla dicendo che è colpa dei ritardi dei treni. Beh, sanno con chi prendersela, con il loro ministro, il peggiore della storia dei trasporti". E ripete: “Da un lato c'è 'il favoloso mondo di Ameloni, quello della propaganda che ogni giorno vi raccontate, andata in scena ad Atreju, dall'altro la realtà, quella testarda dei numeriAnche la leader dem attacca sui centri migranti in Albania mostrando le foto dei cpr vuoti: “Ha detto che funzioneranno. Ci ha messo un po', ma la ringrazio di aver ammesso che oggi non funzionano, sono il clamoroso fallimento della sua propaganda".

Si unisce alla polemica anche Giuseppe Conte, presidente del M5S: “È andata a investire 800 milioni in Albania ma" in quei centri per immigrati "non c'è nessuno...quegli agenti lì a non far nulla, riportiamoli qui...”. Ma non solo. “Il vostro obiettivo non è combattere le diseguaglianze ma aumentare gli stipendi dei ministri, di 5 volte lo stipendio di un insegnante – commenta Conte – e dice che non accetta lezioni da M5S? Ma noi ogni anno restituiamo 100 milioni agli italiani... noi siamo al fianco dei lavoratori, noi siamo cuori indomiti ma sul serio, lei invece continua ad aiutare i privilegiati".

Meloni replica alle opposizioni: “Fate un corso woodoo, le macumbe non funzionano”

Conclusa la discussione generale alla Camera, è il momento della replica della presidente del Consiglio che anticipa il voto finale. L’aula si è riempita, il messaggio nella chat dei deputati leghisti ha avuto il suo effetto.

La presidente della Commissione Ue ha indebolito i commissari? Chiede la premier rivolgendosi ai deputati dem. "No", la verità è che "il voto ha indebolito la sinistra. Noi" con la nomina di Raffaele Fitto a Bruxelles "abbiamo rotto un altro tetto di cristallo", il cosiddetto "cordone sanitario" invocato dalla sinistra, "non potete chiedere che il ruolo dell'Italia venga indebolito, su questo non ci capiremo mai". Meloni su questo non molla. Ritrova la voce e attacca le opposizioni sul mancato sostegno a Fitto: “Ho detto che siamo felici perché abbiamo la vicepresidenza della Commissione Ue, che ad esempio nella scorsa legislatura non avevamo. Non so perché questo vi dia tanto fastidio". “Alla Lega dà fastidio, ai suoi alleati che non l'hanno votato", urlano dai banchi delle opposizioni. Replica la premier: "La Lega però non ha scritto lettere per chiedere di togliere all'Italia la vicepresidenza. Sappiamo chi è stato con l'Italia e chi non lo è stato in questa vicenda".

Provenzano a Meloni: "Che è successo ai colleghi della Lega? Esulta per Fitto, loro votano contro"

Ancora contro il Partito democratico. "Il collega Provenzano dice che nessuno si è accorto che l'Italia è stata Presidente del G7. Ora, io penso che delle volte ci si debba ancora rendere conto di che cosa significano le cose che si dicono nel tentativo spasmodico di attaccare il governo su tutto, voglio dire al collega Provenzano che una frase del genere dopo l'anno che abbiamo trascorso non è un insulto a me, è un insulto agli scherpa, ai diplomatici, alle forze dell'ordine, a Papa Francesco, ai funzionari e a tutte le persone che hanno lavorato perché il G7 italiano potesse essere un momento di orgoglio per la nostra nazione mentre voi stavate lì a fare le macumbe, sperando che anche questo fosse un fallimento, perché come sempre tifate contro la vostra nazione se non siete al potere – tuona Meloni – Dopodiché penso che prima o poi dobbiate fare un corso di riti woodoo, perché le macumbe non stanno funzionando". L’attacco è anche sulla questione migranti. "Se nessun Paese è sicuro, compreso il Bangladesh e così via, sicuramente nessun Paese nord africano, non possiamo rimpatriare nessuno, non possiamo fermare nessuno, quindi la soluzione per il Pd sarebbe quella di fare un bel ponte fra la Sicilia e il nord Africa e fare arrivare tutti, solo che questo lo farete voi farete voi quando sarete al governo, perché io non intendo farlo", conclude Meloni.

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