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Letta, Zingaretti, Orlando: i tre addii eccellenti del Pd al Parlamento

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Il deputato spezzino ha scelto di fare il consigliere regionale in Liguria. Le dimissioni dell’ex premier in discussione domani alla Camera
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Non è bello dirlo così, però al Pd stanno venendo meno i “pivot” in Parlamento. Nelle partite politiche nazionali, alla Camera e al Senato, mancheranno tre big come Enrico Letta, Nicola Zingaretti, Andrea Orlando. Non saranno più lì ad affiancare Elly Schlein nelle battaglie del partito.

Va via ora da Montecitorio Andrea Orlando, ala sinistra del partito ma piuttosto versatile sia in attacco che in difesa. Dopo 18 anni da parlamentare, tre volte ministro (ambiente, giustizia e lavoro), Orlando, spezzino, classe 1968, lascerà la Camera per fare il consigliere regionale ligure. Prima era stata la volta dell’addio a Montecitorio di Nicola Zingaretti, deputato, ex governatore del Lazio, che ha preferito le aule di Strasburgo e la politica di Bruxelles a quella romana. All’europarlamento Zingaretti è capo delegazione dem. Altro addio al Parlamento italiano è stato quello dell’ex segretario del Pd, Enrico Letta. Economista, politologo, pupillo di Romano Prodi, Letta ha scelto di dedicarsi a…

Non è bello dirlo così, però al Pd stanno venendo meno i “pivot” in Parlamento. Nelle partite politiche nazionali, alla Camera e al Senato, mancheranno tre big come Enrico Letta, Nicola Zingaretti, Andrea Orlando. Non saranno più lì ad affiancare Elly Schlein nelle battaglie del partito.

Va via ora da Montecitorio Andrea Orlando, ala sinistra del partito ma piuttosto versatile sia in attacco che in difesa. Dopo 18 anni da parlamentare, tre volte ministro (ambiente, giustizia e lavoro), Orlando, spezzino, classe 1968, lascerà la Camera per fare il consigliere regionale ligure. Prima era stata la volta dell’addio a Montecitorio di Nicola Zingaretti, deputato, ex governatore del Lazio, che ha preferito le aule di Strasburgo e la politica di Bruxelles a quella romana. All’europarlamento Zingaretti è capo delegazione dem. Altro addio al Parlamento italiano è stato quello dell’ex segretario del Pd, Enrico Letta. Economista, politologo, pupillo di Romano Prodi, Letta ha scelto di dedicarsi all’attività accademica presso la scuola di politiche di Madrid. Proprio venerdì, 20 dicembre, la Camera è chiamata a discutere le sue dimissioni.

Sono tre big, tre “pivot”, attorno ai quali si sono formate alcune delle “correnti” dem. Resteranno quelle correnti a animare il Pd? O sarà il partito di Elly e basta? O come si ricomporranno le correnti e si riequilibrerà il partito? I leader dem parlamentari sono oggi Dario Franceschini, a Palazzo Madama, e Lorenzo Guerini a Montecitorio. Quel che è certo è che i Democratici attraversano una fase di grande cambiamento.

Orlando ha creato e guidato la corrente dei Dems a cui aderiscono Peppe Provenzano, Antonio Misiani, Marco Sarracino tra gli altri. In un video in cui spiega la sua scelta ligure Orlando dice: “Molti a partire dalla segretaria nazionale mi hanno fatto presente come il mio contributo al consiglio regionale della Liguria possa essere importante alla battaglia a livello nazionale”. Da Schlein d’altra parte il neo consigliere regionale ha avuto la delega a occuparsi di politiche industriali nel Progetto per l’Italia su cui il Pd punta. Orlando segna anche in rosso la data del voto per l’amministrazione comunale di Genova. Dopo la sconfitta contro Bucci in Regione Liguria per 8 mila voti, è interessato alla sfida di prendersi palazzo Tursi? I genovesi pensano piuttosto a un cittadino come candidato sindaco, quindi forse non conviene neppure pensarci.

Sempre a proposito di Pd e di correnti, a quella dei neoulivisti di Letta sono appartenuti Marco Meloni, Antonio Nicita, Anna Ascani. Tra gli zingarettiani e bettiniani (da Goffredo Bettini) Roberto Morassut, Cecilia D’Elia, Stefano Vaccari. Resta folta Areadem di Franceschini, benché Energia popolare coordinata da Stefano Bonaccini, ex governatore emiliano romagnolo, ora a Strasburgo, dovrebbe avere il peso maggiore.

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