Toti ha patteggiato: farà il centralinista alla Lega tumori
di Concetto VecchioGiovanni Toti e Ignazio La Russa
E poi arriva Ignazio La Russa, si siede tra il pubblico, si sta parlando di Milano, e di Maurizio Lupi che potrebbe esserne il prossimo sindaco (Lupi fa le corna), e il presidente del Senato esclama: «Sono molto critico sul Salva-Milano, per me è più un Salva-Sala».
Sala Matteotti alla Camera. L’ex governatore della Liguria Giovanni Toti presenta il suo libro Confesso: ho governato proprio nel giorno in cui patteggia la pena, due anni e tre mesi, convertiti in 1620 ore di lavori socialmente utili, che sconterà alla Lega italiana per la lotta ai tumori. Curerà la comunicazione e farà il telefonista. L’accusa di corruzione per l’esercizio della propria funzione e finanziamento illecito ai partiti (Toti è finito ai domiciliari, e si è tornati al voto) non gli ha tolto il buon umore. A Lupi dice: «Se vuoi ti farò da spin doctor, ma non chiedermi di raccoglierti i fondi».
E poi arriva Ignazio La Russa, si siede tra il pubblico, si sta parlando di Milano, e di Maurizio Lupi che potrebbe esserne il prossimo sindaco (Lupi fa le corna), e il presidente del Senato esclama: «Sono molto critico sul Salva-Milano, per me è più un Salva-Sala».
Sala Matteotti alla Camera. L’ex governatore della Liguria Giovanni Toti presenta il suo libro Confesso: ho governato proprio nel giorno in cui patteggia la pena, due anni e tre mesi, convertiti in 1620 ore di lavori socialmente utili, che sconterà alla Lega italiana per la lotta ai tumori. Curerà la comunicazione e farà il telefonista. L’accusa di corruzione per l’esercizio della propria funzione e finanziamento illecito ai partiti (Toti è finito ai domiciliari, e si è tornati al voto) non gli ha tolto il buon umore. A Lupi dice: «Se vuoi ti farò da spin doctor, ma non chiedermi di raccoglierti i fondi».
Patteggiamento Toti, il procuratore Piacente: “Inchiesta rapida. E neppure una cazzuola sequestrata”
«Povero ero e povero resto», giura. Il giudice Matteo Buffoni racconta un’altra storia: «Ha asservito la funzione pubblica agli interessi privati» barattando atti «in cambio di soldi per il suo comitato». Toti nota un po’ piccato che il procuratore capo Nicola Piacente ha voluto spiegare le ragioni del patteggiamento, «per noi è una sentenza di condanna con effetti ridotti». Tutta l’inchiesta è costata 396 mila euro.
È un’iniziativa di Noi Moderati. Presenti Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Enrico Costa, Ilaria Cavo, conduce Hoara Borselli. Ma non è solo la presentazione di un libro, è una sorta di pre-lancio della candidatura di Lupi (La Russa la vedrebbe di buon occhio), operazione centrista a destra, posizionamento anti magistrati, come da battaglia degli ultimi mesi della premier Meloni.
La Russa arriva a metà presentazione. Va da Toti, baci e abbracci, i due si sono incontrati l’altro giorno nello studio di avvocato del presidente del Senato a Milano. Che ci fa qui la seconda carica dello Stato? Si prende la scena: «Nel suo libro Toti dice che c’è una continua cessione di potere dalla politica nei confronti della magistratura, ma trent’anni fa la politica si sentiva in grado di essere al di fuori del giudizio delle persone comuni. Il mio partito è l’unico che non ebbe conseguenze, ma anch’io mi sento un po’ colpevole per la deriva che ne è conseguita». Si riferisce agli scontri continui. «L’auspicio è che si possa trovare una perimetrazione del ruolo della politica e della magistratura, una riscrittura delle regole alla quale partecipano politici, magistrati, giornalisti responsabili».
La Russa evoca il ghe pensi mi, rimprovera a Sala di non riuscire a convincere tutta la sua parte a votare la sanatoria, ci deve pensare la destra a togliergli in Parlamento le castagne dal fuoco. Poi Lupi racconta del padre muratore, Toti dice che ha cenato con Del Debbio. Può tornare a fare politica? «Spetta ai cittadini decidere, gli consiglio di tornare a fare il giornalista», risponde La Russa.