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Meloni-von der Leyen, confronto sul futuro dell'Europa e presidenza Trump

(ansa)

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Un'ora di colloquio tra la premier e la presidente della Commissione. Al centro dell'incontro Mercosur, migranti e automotive
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Bruxelles - Non si erano potute incontrare ieri, a causa dell’influenza di Giorgia Meloni. Dopo mezza giornata di tachipirina e di stretto riposo all’hotel Amigo, la premier italiana viene ricevuta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Si ritrovano a Palazzo Berlaymont alle dieci del mattino, in una Bruxelles sferzata da un vento gelido e prima della trasferta in Lapponia, dove la leader è attesa nel primo pomeriggio. Sul tavolo almeno tre questioni cruciali e contingenti: automotive, Mercosur e migranti. Sullo sfondo, ma soltanto nel comunicato ufficiale, la figura di Donald Trump. "Con Giorgia Meloni abbiamo discusso della necessità di dare nuova vitalità al ruolo dell'Europa sulla scena globale – scrive su X von der Leyen al termine dell’incontro -. Creiamo più partenariati e alleanze che contribuiscano alla nostra prosperità. Abbiamo anche discusso della necessità di intensificare la lotta al traffico di migranti con i partner".

Meloni ha innanzitutto ne…

Bruxelles - Non si erano potute incontrare ieri, a causa dell’influenza di Giorgia Meloni. Dopo mezza giornata di tachipirina e di stretto riposo all’hotel Amigo, la premier italiana viene ricevuta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Si ritrovano a Palazzo Berlaymont alle dieci del mattino, in una Bruxelles sferzata da un vento gelido e prima della trasferta in Lapponia, dove la leader è attesa nel primo pomeriggio. Sul tavolo almeno tre questioni cruciali e contingenti: automotive, Mercosur e migranti. Sullo sfondo, ma soltanto nel comunicato ufficiale, la figura di Donald Trump. "Con Giorgia Meloni abbiamo discusso della necessità di dare nuova vitalità al ruolo dell'Europa sulla scena globale – scrive su X von der Leyen al termine dell’incontro -. Creiamo più partenariati e alleanze che contribuiscano alla nostra prosperità. Abbiamo anche discusso della necessità di intensificare la lotta al traffico di migranti con i partner".

Meloni ha innanzitutto necessità politica di salvaguardare il progetto degli hub per migranti oltreconfine, sul modello del centro in Albania (ancora fermo, in attesa dei prossimi pronunciamenti della Corte di Giustizia europea). La premier ne ha parlato con altri nove Paesi ieri mattina a margine del Consiglio europeo di Bruxelles. A von der Leyen, Meloni chiede uno sforzo per modificare la norma Ue sui Paesi sicuri e accelerare il patto europeo sull’asilo. Secondo Roma, sarebbe questa la strada per superare i paletti giuridici sollevati dalla Corte europea e ripresi dalla magistratura italiana.

L’obiettivo è anticipare alla primavera del 2025 l’entrata in vigore di quel patto, operativo sulla carta a inizio 2026. Dalla Commissione c’è una generica disponibilità a tentare di esaudire le richieste italiane. È un progetto a cui fa cenno palazzo Chigi alla fine del bilaterale: “Particolare attenzione è stata riservata alla politica migratoria europea, facendo il punto sui risultati raggiunti e su quanto resta ancora da fare per disporre di strumenti efficaci di gestione del fenomeno migratorio”.

Come si diceva, nell’incontro viene toccato anche il dossier dell’automotive. “Al centro del colloquio – si legge - le priorità di azione del nuovo ciclo istituzionale UE, a partire dal rilancio del ruolo e della competitività dell’Unione Europea nel mondo. A tale riguardo, Meloni sì è in particolare soffermata sulle prospettive del settore automobilistico nel contesto del percorso di transizione ambientale”.

C’è però un nodo a dividere le due leader: il patto di libero scambio commerciale tra Europa e Sudamerica. La presidente del Consiglio rileva “le forti preoccupazioni del settore agricolo nazionale nell’ambito dell’Accordo Ue-Mercosur”. È un progetto voluto da von der Leyen, firmato in un recente viaggio nell’America del Sud, ma a cui si oppongono tra gli altri l’Italia e la Francia. Meloni, a colloquio con la presidente della Commissione, chiede di ipotizzare uno schema di compensazioni per il settore agricolo, senza il quale Roma non darà il suo assenso al patto. Non è una chiusura definitiva, ma la richiesta di uno sforzo per consentire di raggiungere un’intesa.

Un passaggio viene dedicato anche al Piano Mattei per l’Africa e alla “complementarietà con la Strategia europea Global Gateway”. Fuori dalla nota ufficiale restano però le due sfide più grandi, strettamente legate: la guerra in Ucraina e il rapporto con Donald Trump, anche di fronte al rischio di dazi contro l’Europa. Meloni continua a proporsi come ponte con la nuova amministrazione. Mette a disposizione il suo rapporto con il tycoon alla presidente della Commissione. E insiste sulla necessità che si trovi un punto di contatto tra le posizioni americane ed europee sul conflitto scatenato dalla Russia. È la posizione più vicina a quella di Washington, ma deve fare i conti con un forte malessere continentale (di cui Ursula deve necessariamente tenere conto). In particolare, sono i Paesi dell’Est ad essere preoccupati per una posizione troppo morbida verso Putin, che considerano anticamera di una tregua sconveniente imposta a Kiev.

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