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Manovra, ok della Camera. Maggioranza divisa sulle multe ai no-vax e norma anti-Renzi

(ansa)

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La maggioranza rivendica le misure della legge di bilancio da 30 miliardi, critiche le opposizioni: “Avete deciso di far pagare il conto ai poveri”
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Arriva il via libera della Camera alla manovra. A votare a favore sono stati 204 deputati, 110 i contrari. Ora la terza legge di bilancio del governo Meloni sbarca al Senato per l’ultimo e definitivo passaggio prima di diventare legge.

L’ok di Montecitorio arriva alle undici di sera: a metà giornata, il governo aveva incassato la fiducia con 211 sì, 117 i no. “Molti parlano di dettagli, ma il cuore c'è e il bilancio pure, l'Italia torna a essere rispettata come seria e responsabile", dichiara il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

La maggioranza rivendica le misure della legge di bilancio da 30 miliardi, mentre le opposizioni sono critiche. Sono le dichiarazioni di voto che precedono la chiama dei deputati a dare forma alla contrapposizione. Il Pd attacca: “Avete deciso di far pagare il conto ai più poveri e ai pensionati e avete preferito la farsa in Albania piuttosto che assumere infermieri in più", incalza il dem Ubaldo Pagano. “Votate contro la manovra forse perché siete…

Arriva il via libera della Camera alla manovra. A votare a favore sono stati 204 deputati, 110 i contrari. Ora la terza legge di bilancio del governo Meloni sbarca al Senato per l’ultimo e definitivo passaggio prima di diventare legge.

L’ok di Montecitorio arriva alle undici di sera: a metà giornata, il governo aveva incassato la fiducia con 211 sì, 117 i no. “Molti parlano di dettagli, ma il cuore c'è e il bilancio pure, l'Italia torna a essere rispettata come seria e responsabile", dichiara il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

La maggioranza rivendica le misure della legge di bilancio da 30 miliardi, mentre le opposizioni sono critiche. Sono le dichiarazioni di voto che precedono la chiama dei deputati a dare forma alla contrapposizione. Il Pd attacca: “Avete deciso di far pagare il conto ai più poveri e ai pensionati e avete preferito la farsa in Albania piuttosto che assumere infermieri in più", incalza il dem Ubaldo Pagano. “Votate contro la manovra forse perché siete più abituati a provvedimenti marchettificio che a misure strutturali, come siamo abituati noi perché manteniamo la parola", ribatte Fabio Rampelli (FdI).

Durante le dichiarazioni di voto erano presenti nell’emiciclo di Montecitorio il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il titolare dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Una presenza che non è passata inosservata dopo le polemiche scoppiate ieri per i banchi vuoti del governo in aula.

Alcuni di FI votano odg Pd sulle multe ai no-vax

Polemiche che continuano, però. Quasi una decina di deputati di Forza Italia, nonostante il parere contrario del governo, hanno votato a favore di un ordine del giorno del Pd sulle multe ai no-vax, poi respinto dall'aula, con il quale si impegna il governo "a garantire la piena e rapida attuazione dei procedimenti sanzionatori" nei confronti dei cittadini che non hanno adempiuto all'obbligo di vaccinazione per il Covid, "escludendo quindi ogni ulteriore proroga o modifica alla legge vigente finalizzata ad evitare che le multe ai cittadini inadempienti vengano sospese o condonate".

Tra i deputati che hanno votato a favore, a differenza del resto della maggioranza, figurano Raffaele Nevi, Alessandro Cattaneo, Paolo Emilio Russo, Rita Dalla Chiesa e Patrizia Marrocco, mentre Nazario Pagano non ha votato. "Noi siamo a favore delle multe" per i no-vax, spiegano gli azzurri, anche se nel Milleproroghe, decreto in cui è contenuta la norma che annulla le multe ai no vax, "abbiamo convenuto col governo che costa di più recuperare quei soldi che lasciare le sanzioni. Tuttavia, il Milleproroghe non è ancora all'esame di Montecitorio".

Odg della Lega contro la norma anti-Renzi

Tra gli ordini del giorno presentati alla manovra dai deputati della Lega ce n'è uno a prima firma Igrid Bisa – poi ritirato – contro la cosiddetta norma anti-Renzi. Nell'odg si dice infatti che la norma che “vieta, tra gli altri, ai parlamentari ad eccezione di quelli eletti all'estero, di percepire, durante il mandato”, contributi o altre utilità" da soggetti stranieri, “è eccessivamente rigida e genera limitazioni ingiustificate per chi esercita attività regolari e tracciabili”.

“La legge mancia”

Dopo il voto di fiducia, i lavori nell’emiciclo di Montecitorio proseguono con il voto delle tabelle e degli ordini del giorno. La maggioranza punta a portare a casa nuove misure proprio con gli odg: a disposizione ci sono 102 milioni in tre anni. Le risorse sono i residui della dote riservata alle modifiche parlamentari: a differenza delle opposizioni, infatti, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, non hanno utilizzato interamente la propria quota.

Sarà un decreto del presidente del Consiglio ad assegnare le risorse entro la fine di gennaio, attingendo da due fondi (il secondo è riservato alla provincia autonoma di Trento) che nel frattempo saranno costituiti al ministero dell’Economia. Tutti soldi per micro-finanziamenti. Si va dagli "investimenti in materia di infrastrutture” alle “associazioni e fondazioni operanti sul territorio” che si occupano di sport e cultura. L’elenco è lungo. Comprende anche “l’acquisto di arredi per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado”.

Dai 100 mila euro nel 2025 per la parrocchia di Santa Maria della Grotticella di Viterbo al milione, ma solo nel 2027 per la ristrutturazione del teatro parrocchiale di Santa Maria Assunta di Brignano a Gera d'Adda (Bergamo). E ancora, i 100 mila euro per il rifacimento del manto stradale di via Frostella a Caiazzo (Caserta) e i 400 mila euro per la manutenzione delle strade rurali del comune di Orune (Nuoro).

Siparietto Mulé-Freni. “Vuol farsi un goccetto?” "Ho finito il tè”

L’esame degli ordini del giorno procede in aula anche all’insegna dell’ilarità. "Vuol farsi un goccetto?", chiede il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che presiede la seduta, al sottosegretario all’Economia, Federico Freni, che sta sta illustrando i pareri del governo ai 246 ordini del giorno. "Avendo esaurito il tè, se potessi disporre di un po’ d'acqua le sarei grato", risponde Freni. "Adesso arriva immantinente", dice Mulè. "Beva l'acqua, ma non parli mentre beve", aggiunge il vicepresidente.

Poi Mulé tira in ballo anche Elon Musk. Freni non trova il testo della riformulazione di un ordine del giorno sul tablet che tiene in mano. "Il tempo che la tecnologia non congiuri eccessivamente contro di noi...", dice mentre cerca il riferimento. "Potremmo chiamare Elon Musk, per esempio...", suggerisce ironico Mulè. "Non serve Elon Musk, è sufficiente far scorrere l'iPad fino al punto giusto", replica alla fine con un sorriso Freni. L’aula applaude.

Protesta M5s. Donno lancia fac-simile banconote

Anche proteste nell’aula della Camera durante la discussione sugli odg. "Mettete le mani nelle tasche dei cittadini, con voi sono tornati i privilegi della politica e della casta, gli italiani sono indignati, ma ci tenete proprio a prendere questi soldi agli italiani? Non ne avete abbastanza? Volete più soldi per i privilegi? E allora prendetevi anche questi e compratevi delle belle maschere per la vergogna...", ha detto il deputato M5s, Leonardo Donno, intervenendo sul suo odg con cui ha chiesto di eliminare la misura sui rimborsi per i ministri non eletti, sul quale l'esecutivo ha dato parere contrario. Prima di terminare l'intervento, Donno ha estratto dal taschino della giacca una “mazzetta” di soldi in fac-simile e li ha lanciati dal banco. Mulé ha stigmatizzato il gesto: "Onorevole Donno ha compiuto un gesto inaccettabile per quest'aula, io censuro quello che ha appena fatto, almeno vada ad aiutare gli assistenti a raccogliere i fogli per terra”.

Il voto finale in diretta tv

L’ultimo atto a Montecitorio stasera alle 22.30. A quell’ora, infatti, è atteso il voto sul provvedimento, in diretta tv sulla Rai. Prima, intorno alle 20, il Consiglio dei ministri si riunirà per approvare la nota di variazione di bilancio, il documento che cambia i saldi della Finanziaria alla luce delle modifiche introdotte con il passaggio in commissione Bilancio.

Sono stati più di 300 gli emendamenti approvati. Tra le novità più significative l’Ires premiale per le imprese che assumono o investono, con un taglio dell’aliquota dell’imposta di quattro punti percentuali, dal 24% al 20%, L’esame nella quinta commissione di Montecitorio è servita al governo anche per correggere alcune norme inserite nel testo approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre. Come la web tax: la tassa sarà applicata solo alle società di servizi digitali con ricavi superiori a 750 milioni di euro all’anno.

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