Lievitano a ogni emendamento, a ogni riformulazione, e crescono sempre di più. Adesso siamo arrivati a quota 2 miliardi di euro da aggiungere. Sono i soldi in più necessari alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il regalo della manovra economica in votazione in Parlamento per realizzare la grande opera voluta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che non ha voluto fare una nuova gara ma rimettere in piedi la vecchia procedura del 2010 con il consorzio Eurolink capitanato da Webuild che aveva vinto l’appalto allora bandito dal governo Berlusconi.
Allora il costo stimato era di circa 6-8 miliardi di euro, adesso siamo quasi al doppio considerando le opere connesse: solo negli ultimi dodici mesi, con la manovra in votazione, il costo è salito di altri 2 miliardi di euro. Il totale complessivo al momento delle somme impegnate nel bilancio dello Stato e nei fondi per lo sviluppo economico destinati al Mezzogiorno è di 13,6 miliardi di euro.
Al momento, comunque, il pr…
Lievitano a ogni emendamento, a ogni riformulazione, e crescono sempre di più. Adesso siamo arrivati a quota 2 miliardi di euro da aggiungere. Sono i soldi in più necessari alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il regalo della manovra economica in votazione in Parlamento per realizzare la grande opera voluta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che non ha voluto fare una nuova gara ma rimettere in piedi la vecchia procedura del 2010 con il consorzio Eurolink capitanato da Webuild che aveva vinto l’appalto allora bandito dal governo Berlusconi.
Allora il costo stimato era di circa 6-8 miliardi di euro, adesso siamo quasi al doppio considerando le opere connesse: solo negli ultimi dodici mesi, con la manovra in votazione, il costo è salito di altri 2 miliardi di euro. Il totale complessivo al momento delle somme impegnate nel bilancio dello Stato e nei fondi per lo sviluppo economico destinati al Mezzogiorno è di 13,6 miliardi di euro.
Al momento, comunque, il progetto definitivo del Ponte ha ottenuto un primo via libera dal ministero dell’Ambiente, con 62 prescrizioni compresi gli esami sul rischio sismico e quelli sul traffico (quest’ultimo necessario per giustificare l’investimento dello Stato). Il Cipess non lo approverà prima di gennaio e poi il consorzio Eurolink dovrà presentare, tramite la società committente pubblica Stretto di Messina spa, il progetto esecutivo: l’unico necessario per fare aprire i cantieri.
Nel frattempo cresce a ogni manovra di bilancio l’impegno per lo Stato. L’opposizione critica la scelta di allocare ancora risorse per il Ponte di fronte a una manovra che non dà risposte su molti altri fronti a causa della mancanza di fondi: “Quella del Ponte è un’operazione economica e finanziaria tra le più aggressive e pericolose per la finanza pubblica e sui conti pubblici della Repubblica un grande regalo di soldi pubblici ai privati”, dice il deputato di Alleanza verdi e sinistra, Angelo Bonelli. “Berlusconi almeno quando avvio le procedure per il Ponte aveva previsto che fosse realizzato con il project financing – continua - che per il 60 per cento doveva essere finanziato da privati e per il restante 40 dalla società pubblica Stretto di Messina quindi dallo Stato. Invece il governo Meloni ha prosciugato le risorse per il Sud del fondo di sviluppo e coesione e riduce del 90 per cento gli investimenti per infrastrutture mettendo in ginocchio il fondo nazionale del trasporto rapido di massa”.
I