ROMA — E così Giulia Bongiorno, commossa, si appunta al petto un’altra medaglia — dopo le assoluzioni di Andreotti, Sollecito, Ghedini e tanti calciatori da riempire un paio di spogliatoi — proprio nell’aula che avrebbe potuto farle da camera ardente. Già, perché durante una delle udienze del processo a Salvini, un lastrone di marmo si staccò dal soffitto e la mancò per un centimetro. Anzi, Bongi…