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Von der Leyen accelera su migranti e auto: sintonia con Meloni

Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen

 

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Incontro a Bruxelles. La presidente si impegna a intervenire su 15 miliardi di multe ambientali nel 2025. La premier preme su asilo e Paesi sicuri
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BRUXELLES – Una assicurazione: la Commissione europea interverrà sulla crisi dell’auto subito. Già a gennaio. Anche sul nodo delle multe in cui potrebbero incorrere le aziende produttrici che non rispetteranno i nuovi limiti di emissione nel 2025.

Giorgia Meloni continua a coltivare il rapporto diretto con Ursula von der Leyen e ieri, prima di partire per la Finlandia, ha incontrato la presidente dell’esecutivo a Bruxelles. A causa dello stato influenzale della premier italiana, infatti, giovedì al Consiglio europeo le due non hanno avuto la possibilità di parlare. Meloni ha bisogno che la Commissione intervenga rapidamente su alcuni dossier che stanno diventando spinosi per il governo: dall’automotive ai migranti fino all’accordo con il Mercosur che sta destando l’allarme in particolare tra gli agricoltori italiani, francesi e polacchi.

L’imminente inizio dell’era Trump, rispetto al quale la premier si propone come pontiere con l’Europa, il rischio di dazi e gli sviluppi della guerra…

BRUXELLES – Una assicurazione: la Commissione europea interverrà sulla crisi dell’auto subito. Già a gennaio. Anche sul nodo delle multe in cui potrebbero incorrere le aziende produttrici che non rispetteranno i nuovi limiti di emissione nel 2025.

Giorgia Meloni continua a coltivare il rapporto diretto con Ursula von der Leyen e ieri, prima di partire per la Finlandia, ha incontrato la presidente dell’esecutivo a Bruxelles. A causa dello stato influenzale della premier italiana, infatti, giovedì al Consiglio europeo le due non hanno avuto la possibilità di parlare. Meloni ha bisogno che la Commissione intervenga rapidamente su alcuni dossier che stanno diventando spinosi per il governo: dall’automotive ai migranti fino all’accordo con il Mercosur che sta destando l’allarme in particolare tra gli agricoltori italiani, francesi e polacchi.

L’imminente inizio dell’era Trump, rispetto al quale la premier si propone come pontiere con l’Europa, il rischio di dazi e gli sviluppi della guerra in Ucraina sono stati tra i temi del colloquio. «Meloni e io - ha spiegato la presidente tedesca - abbiamo discusso della necessità di dare nuova vitalità al ruolo dell’Europa sulla scena mondiale. Stringiamo più partnership e alleanze che contribuiscano alla nostra prosperità. Abbiamo discusso con i partner anche della necessità di intensificare la lotta al traffico di migranti».

Ma appunto uno dei temi principali hanno riguardato le difficoltà del settore automobilistico in tutta l’Unione. Anche la Germania, infatti, sta attraversando un momento delicato da questo punto di vista. Da palazzo Berlaymont sono arrivate garanzie sulla necessità di intervenire rapidamente. In primo luogo sulle potenziali multe per chi non rispetta i nuovi limiti ambientali nel 2025. Von der Leyen si è in sostanza impegnata a trovare una soluzione. Le ipotesi consistono nella sospensione delle multe almeno fino all’approvazione di un pacchetto-quadro che potrebbe essere discusso al Consiglio europeo di marzo oppure nella trasformazione della sanzione pecuniaria in una di altra natura. Va infatti considerato che le prime stime valutano che a normativa vigente le sanzioni complessive potrebbero ammontare a circa 15 miliardi di euro. Un colpo per un comparto già in sofferenza. Il tutto in vista poi di un intervento complessivo che riguarderà anche alcuni aspetti del Green Deal, ossia la data del 2035 a partire dalla quale si dovrebbe bloccare la produzione dei veicoli a benzina e diesel. Un appuntamento che potrebbe essere corretto non tanto spostandolo in avanti nel tempo ma introducendo i carburanti alternativi come i biofuel.

La premier italiana, poi, spera di poter avere un ulteriore sostegno per quanto riguarda la lotta all’immigrazione illegale. Al di là dell’attuazione del nuovo Patto per l’asilo e i migranti, che però entrerà in vigore nel 2026, l’Italia punta a due aspetti che considera fondamentali: anticipare le regole sui rimpatri e anche in qualche modo modificarle al fine di trasformare in una pratica comune i cosiddetti hub in Paesi terzi. Ossia Meloni si augura che il centro creato in Albania diventi una soluzione praticabile stabilmente. Il secondo aspetto concerne la revisione della disciplina sui cosiddeti Paesi sicuri. Ossia quegli Stati che garantiscono uno standard minimo nel rispetto dei diritti sociali e politici e verso i quali i migranti illegali possono essere rimpatriati senza dover assicurare in automatico il diritto d’asilo. In questo quadro l’inquilina di Palazzo Chigi ricorda sistematicamente il cosiddetto Piano Mattei per lo sviluppo delle aree da cui principalmente partono i migranti. Anche se si tratta di un programma ad ora di fatto vuoto.

L’ultimo aspetto è l’intesa con il Mercosur. I timori riguardano la possibile concorrenza dei prodotti agricoli sudamericani. Il via libera all’accordo potrebbe passare dalla costituzione di un fondo che risarcisca gli eventuali svantaggi subiti.

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