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Salvini: “Ritorno al Viminale? Per ora no, ma ho fatto il mio dovere e non sono più sotto processo”

Il vicepremier Matteo Salvini

 (agf)

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Il vicepremier dopo l’assoluzione su Open Arms: “Se qualcuno negli anni scorsi ha pensato ‘non puoi andare all’Interno perché sei un potenziale criminale’, ora questa cosa cade”. Telefonata con Berlusconi jr
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Non esclude un ritorno al Viminale Matteo Salvini. Incontra i cittadini a Largo Argentina, a Roma, dopo la sentenza di assoluzione sul caso Open Arms ed è qui che non nasconde il suo desiderio di essere di nuovo ministro dell’Interno. Quando? “Per ora sto bene dove sto, per ora”. Sottolinea così uno stato solo temporaneo. Ma in sostanza, forte della sentenza pronunciata dai giudici di Palermo, è convinto che “se qualcuno negli anni scorsi era convinto che non potevo tornare al Viminale perché ero un potenziale sequestratore e delinquente, adesso questa cosa cade. Detto questo – precisa – all’Interno c’è Piantedosi, un amico, un fratello, non corro per sostituire nessuno”.

“L'assoluzione nel processo Open Arms – rivendica – è un riconoscimento che ho fatto il mio dovere e mi ripaga di tante amarezze”. Il ministro dei Trasporti pronuncia queste parole e sembra quasi illuminarsi, prima di aggiungere: “Il Viminale è una macchina eccezionale, coordinare il lavoro dei questori, della poli…

Non esclude un ritorno al Viminale Matteo Salvini. Incontra i cittadini a Largo Argentina, a Roma, dopo la sentenza di assoluzione sul caso Open Arms ed è qui che non nasconde il suo desiderio di essere di nuovo ministro dell’Interno. Quando? “Per ora sto bene dove sto, per ora”. Sottolinea così uno stato solo temporaneo. Ma in sostanza, forte della sentenza pronunciata dai giudici di Palermo, è convinto che “se qualcuno negli anni scorsi era convinto che non potevo tornare al Viminale perché ero un potenziale sequestratore e delinquente, adesso questa cosa cade. Detto questo – precisa – all’Interno c’è Piantedosi, un amico, un fratello, non corro per sostituire nessuno”.

“L'assoluzione nel processo Open Arms – rivendica – è un riconoscimento che ho fatto il mio dovere e mi ripaga di tante amarezze”. Il ministro dei Trasporti pronuncia queste parole e sembra quasi illuminarsi, prima di aggiungere: “Il Viminale è una macchina eccezionale, coordinare il lavoro dei questori, della polizia di Stato e dei prefetti è qualcosa di stupendo”.

Mentre il vicepremier incontra i cronisti, l'ufficio stampa della Lega dà notizia di una "cordiale telefonata tra il ministro delle Infrastrutture e Pier Silvio Berlusconi" sull’esito del processo di Palermo. “Il leader della Lega ha particolarmente apprezzato – si legge nella nota – l'attenzione e la gentilezza di Pier Silvio Berlusconi, e ha ricordato con grande affetto le battaglie per una giustizia giusta affrontate da Silvio Berlusconi e che il centrodestra vuole portare a termine”.

Il segretario della Lega, dopo il sollievo (“Non avevo paura. È una sentenza giusta che mi aspettavo”), torna alla battaglia: "La riforma della giustizia è ancora più urgente da ieri. la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati di chi sbaglia con dolo è fondamentale", dice il ministro dei Trasporti. “Devo dire – ragiona Salvini – che ieri in tribunale a Palermo ho visto, una corretta, giusta e sana separazione di chi giudica rispetto a chi indaga. Ma non sempre è così”. Il processo Open Arms, sottolinea il vicepremier, "è costato milioni di euro. Sicuramente la sentenza di ieri non metterà più nessun ministro in difficoltà nel suo lavoro".

Compiaciuto dalla solidarietà di molti (“Mi ha fatto piacere il sostegno di Musk, mi hanno scritto in molti anche a sinistra”), Salvini manda una frecciatina a chi invece non si è fatto sentire: “A me onestamente di Conte 'lo smemorato' interessa poco. Gli faccio gli auguri di Natale perché non voglio il male di nessuno".

L’ex premier, a In Onda su La7, risponde a Salvini: "Una precisazione: Salvini mi ha fatto gli auguri e anch'io faccio gli auguri di buon Natale a lui e ai suoi cari, come li faccio a tutti i telespettatori – spiega Conte -. Per quanto riguarda la condanna penale, bene. Perché non auguro una condanna penale a nessuno, neppure a un avversario politico. Però, se parliamo invece di memoria, di metterci la faccia o non la faccia, non consento a nessuno di scherzare. Perché il sottoscritto, da quando ha cominciato il suo impegno politico, ci ha messo sempre la faccia e sempre ce la metterà perché per me la trasparenza con i cittadini è un modo, una premessa necessaria per fare politica. Quindi non facciamo battute".

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