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La destra esulta: un giudice a Palermo. L’opposizione: rispettare le sentenze

Il vicepremier Matteo Salvini

 (agf)

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Gli alleati: “Accuse surreali”. Orbán si congratula, Musk: torni all’Interno. Schlein: “Rimangono critiche politiche”. Conte: “Toghe autonome”
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Roma — Giubilo e sospiri di sollievo, a destra: quando arriva la notizia dell’assoluzione di Matteo Salvini alla Camera, dai banchi della maggioranza scatta un applauso di un minuto e i leghisti intonano «Matteo, Matteo». Abbracci e foto di gruppo anche in via Bellerio, dove s’erano ritrovati una quarantina di dirigenti e funzionari.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è una delle prime a rilasciare una dichiarazione: «Difendere i confini nazionali non può essere mai un crimine. Il giudizio dimostra quanto fossero infondate e surreali le accuse rivoltegli». L’altro vicepremier Antonio Tajani scrive su X: «Giustizia è fatta. Forza Matteo, avanti insieme per il bene dell’Italia e dei suoi cittadini». Intervengono in tanti, una rincorsa a esprimere solidarietà: «Sono contento per lo Stato, Salvini ha avuto coraggio a esprimere un principio che sembrerebbe elementare», è l’opinione del compagno di partito Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, impegnato per la chiusura della …

Roma — Giubilo e sospiri di sollievo, a destra: quando arriva la notizia dell’assoluzione di Matteo Salvini alla Camera, dai banchi della maggioranza scatta un applauso di un minuto e i leghisti intonano «Matteo, Matteo». Abbracci e foto di gruppo anche in via Bellerio, dove s’erano ritrovati una quarantina di dirigenti e funzionari.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è una delle prime a rilasciare una dichiarazione: «Difendere i confini nazionali non può essere mai un crimine. Il giudizio dimostra quanto fossero infondate e surreali le accuse rivoltegli». L’altro vicepremier Antonio Tajani scrive su X: «Giustizia è fatta. Forza Matteo, avanti insieme per il bene dell’Italia e dei suoi cittadini». Intervengono in tanti, una rincorsa a esprimere solidarietà: «Sono contento per lo Stato, Salvini ha avuto coraggio a esprimere un principio che sembrerebbe elementare», è l’opinione del compagno di partito Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, impegnato per la chiusura della finanziaria a Montecitorio. Il collega alla Giustizia Carlo Nordio tributa «onore a questi magistrati coraggiosi. Questo processo non si sarebbe nemmeno dovuto iniziare, come scrissi anni fa, da editorialista». Il Guardasigilli definisce «grave la decisione politica di autorizzare questo processo, in contrasto con la legge costituzionale che tutela la carica ministeriale». Poi c’è Matteo Piantedosi, che con Salvini ministro degli Interni era capo di gabinetto: «La sentenza riafferma un principio importantissimo: non si può mettere sotto processo la linea politica di un governo. La strategia contro l’immigrazione irregolare attuata da Salvini rappresentava coerentemente la linea politica del governo Conte I». Da registrare anche la seconda carica dello Stato Ignazio La Russa: «La giustizia ha fatto chiarezza, mettendo la parola fine a una vicenda strumentalizzata per fini politici».

Gli alleati del Carroccio brindano due volte: una condanna avrebbe messo al centro del dibattito politico Salvini a tempo indeterminato. Così la faccenda si risolverà con due o tre giorni di dichiarazioni di felicitazioni, quasi un’occasione mancato per il vicepremier sempre a caccia della ribalta. Salvini incassa le congratulazioni degli alleati internazionali dall’olandese Geert Wilders alla leader del Rassemblement National Marine Le Pen (“Sollevata per Salvini, finalmente esce da lungo incubo”). Per il gruppo della Lega in Europa, parla il presidente ungherese Viktor Orbán: «La giustizia ha prevalso, un’altra vittoria per i Patrioti». L’altro big dell’internazionale di destra Elon Musk, sempre compulsivo sul suo X, scrive «speriamo» rispetto all’ipotesi di un ritorno del segretario leghista al Viminale.

Le opposizioni invece non giudicano l’esito del processo («le sentenze si rispettano», dice ad esempio Elly Schlein, e non è la sola) ma mettono in fila alcuni elementi. Sempre la segretaria dem rimarca: «La nostra critica alle scelte di Meloni e Salvini oggi come ieri è tutta politica e non cambia di un millimetro perché è sulla politica che li batteremo». L’assoluzione paradossalmente solleva da una posizione scomoda anche il presidente del M5S Giuseppe Conte, premier ai tempi dei fatti contestati a Salvini e oggi leader di una forza progressista: «I giudici sono un potere autonomo, è bene che tutte le forze di centrodestra lo tengano ben presente quando pensano di aver ragione e quando hanno un’opinione contraria. La sentenza potrà essere commentata quando sarà depositata». A sinistra il rossoverde Nicola Fratoianni ricorda che «se c’è qualcuno che ha usato i migranti per interessi politici è sempre stato Salvini», mentre Angelo Bonelli guarda il lato positivo: «Almeno adesso non potrà più definire “zecche” rosse i giudici». Infine c’è Matteo Renzi: «Bene così, occorre difendersi nel processo non dal processo, ora Salvini si occupi di immigrazione senza spettacolarizzazioni».

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