A palazzo Chigi hanno capito l’antifona e assicurano che al Viminale non ci sarà alcun cambio al vertice dove resta saldo Matteo Piantedosi: non è in programma una staffetta nel breve periodo, ma non lo sarà nemmeno per il prosieguo della legislatura. Un modo per mettere le mani avanti. Perché dopo la sentenza di assoluzione, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha già fatto intendere la nuova linea della Lega da qui ai prossimi mesi.
Al di là del tirare il sasso e poi nascondere la mano sulla sua volontà di tornare alla guida del ministero degli Interni, Salvini ha detto ai suoi come intende sfruttare l’onda del verdetto del tribunale di Palermo sul caso Open Arms: «Non solo rilanceremo sulla riforma della giustizia, ma da adesso saremo in prima fila sull’argomento migranti — dice un leghista del cerchio magico del Capitano — e chiederemo di replicare le azioni incisive fatte dal nostro segretario quando era lui ministro dell’Interno: azioni avallate anche da un Tribunale».
A palazzo Chigi hanno capito l’antifona e assicurano che al Viminale non ci sarà alcun cambio al vertice dove resta saldo Matteo Piantedosi: non è in programma una staffetta nel breve periodo, ma non lo sarà nemmeno per il prosieguo della legislatura. Un modo per mettere le mani avanti. Perché dopo la sentenza di assoluzione, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha già fatto intendere la nuova linea della Lega da qui ai prossimi mesi.
Al di là del tirare il sasso e poi nascondere la mano sulla sua volontà di tornare alla guida del ministero degli Interni, Salvini ha detto ai suoi come intende sfruttare l’onda del verdetto del tribunale di Palermo sul caso Open Arms: «Non solo rilanceremo sulla riforma della giustizia, ma da adesso saremo in prima fila sull’argomento migranti — dice un leghista del cerchio magico del Capitano — e chiederemo di replicare le azioni incisive fatte dal nostro segretario quando era lui ministro dell’Interno: azioni avallate anche da un Tribunale».
Già nei giorni che hanno preceduto il verdetto del processo, alcuni fedelissimi di Salvini, come il sottosegretario Claudio Durigon e il vicesegretario della Lega Andrea Crippa, avevano suggerito nelle riunioni interne del partito di tornare a puntare con forza sul tema migranti con l’obiettivo di crescere nei sondaggi. L’assoluzione di Palermo ha tolto qualsiasi remora al leader.
Ma il non detto, in queste ore, è che in casa Lega hanno intenzione di stare con il fiato sul collo non solo del ministro Piantedosi ma anche della stessa premier Giorgia Meloni, non appena ci saranno sbarchi ed eventi rilevanti di reati commessi da immigrati irregolari.
Una linea che consentirebbe, nelle intenzioni di Salvini, di tornare a parlare anche ai piccoli commercianti e imprenditori del Nord mentre cresce la fronda della Lega lombarda contro il segretario «troppo distratto» su temi nazionali e sulla rincorsa alla destra. Dopo l’assoluzione, comunque, anche nella Lega che guarda solo al Nord nessuno mette davvero in discussione la leadership del Capitano: dal neo segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, e dai governatori Attilio Fontana e Luca Zaia, nel prossimo congresso nazionale arriverà al massimo la richiesta di un cambio di rotta «sui temi» che deve portare avanti il partito. Ma non ci saranno molti dubbi su chi li dovrà incarnare.
Salvini sulle ali dell’entusiasmo cerca di ampliare il suo raggio di azione anche nel campo degli alleati del centrodestra. Dopo gli screzi con Forza Italia sulla manovra incassa la telefonata di auguri per l’assoluzione da parte di Pier Silvio Berlusconi: colloquio subito reso pubblico dal ministro per rimarcarne il valore politico e rilanciare la riforma della giustizia «cara al Cavaliere».
Una attivismo che non è piaciuto alla premier Meloni. Dalla Lapponia trapela il malumore della presidente del Consiglio per la diffusione data al colloquio con Pier Silvio Berlusconi, che lei considera un potenziale rivale politico. Per questo Meloni ha un filo diretto solo con Marina Berlusconi, che tenta da sempre di dissuadere il fratello dalla tentazione di una discesa in campo. E per questo Salvini ha invece subito esaltato la telefonata di Pier Silvio.
Il vicepremier leghista da oggi sogna non solo di tornare al Viminale. Ma anche, cavalcando gli argomenti immigrazione e giustizia, di risalire nei consensi a scapito di FdI.