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Durigon “Insistiamo sui migranti. L’assoluzione dice che Matteo doveva stare già all’Interno”

Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro 

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Il sottosegretario della Lega: “Il processo è stato politico perché quelli che governavano con noi come Conte lo hanno voluto”
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Sottosegretario Claudio Durigon, l’assoluzione del vostro segretario Matteo Salvini nel processo Open Arms cambierà l’agenda politica del partito?

«Rafforzerà l’agenda politica perché la certezza di aver operato bene su sicurezza e immigrazione, e che l’azione di Salvini sia stata giudicata anche dalla magistratura legittima, consente adesso alla Lega di rilanciare con forza questi temi che sono da sempre i nostri cavalli di battaglia».

Ma per voi questo processo non era solo “politico”? Perché adesso con l’assoluzione è diventato importante?

«Considero politico questo processo non per i magistrati ma perché la politica, anche quella che governava con noi, penso a Giuseppe Conte e a Danilo Toninelli che rivendicavano il blocco dei migranti nel nostro esecutivo gialloverde, lo ha mandato a processo. Detto questo, la sentenza di Palermo sul piano dell’azione portata avanti dall’allora ministro Salvini legittima quelle scelte. E quindi ci consente di rilanciare i nostri argomenti su immi…

Sottosegretario Claudio Durigon, l’assoluzione del vostro segretario Matteo Salvini nel processo Open Arms cambierà l’agenda politica del partito?

«Rafforzerà l’agenda politica perché la certezza di aver operato bene su sicurezza e immigrazione, e che l’azione di Salvini sia stata giudicata anche dalla magistratura legittima, consente adesso alla Lega di rilanciare con forza questi temi che sono da sempre i nostri cavalli di battaglia».

Ma per voi questo processo non era solo “politico”? Perché adesso con l’assoluzione è diventato importante?

«Considero politico questo processo non per i magistrati ma perché la politica, anche quella che governava con noi, penso a Giuseppe Conte e a Danilo Toninelli che rivendicavano il blocco dei migranti nel nostro esecutivo gialloverde, lo ha mandato a processo. Detto questo, la sentenza di Palermo sul piano dell’azione portata avanti dall’allora ministro Salvini legittima quelle scelte. E quindi ci consente di rilanciare i nostri argomenti su immigrazione e sicurezza».

Ma chiederete quindi un cambio nell’azione di governo sull’immigrazione? O un maggiore coinvolgimento?

«Noi riprenderemo il tema sul fronte politico, ma adesso il governo sta lavorando molto bene: gli sbarchi sono diminuiti, le regole e i ruoli in mare sono chiari anche grazie alle scelte fatte allora da Salvini. Siamo soddisfatti dell’attività che il governo sta mettendo in campo con l’ottimo lavoro del ministro Matteo Piantedosi».

A proposito. Salvini sembra non escludere un suo ritorno al Viminale. Chiederete un rimpasto?

«Salvini lo ha già spiegato. Piantedosi sta facendo bene il suo lavoro e in questo momento non è in discussione un rimpasto. Certo, durante la formazione del governo Meloni l’opposizione ha puntato molto il dito contro un possibile ritorno al Viminale di Salvini perché sotto processo. L’assoluzione leva del tutto questo argomento dal tavolo: avrebbe potuto benissimo già essere di nuovo al Viminale anche in questa legislatura».

La sentenza rafforza il governo secondo lei? O rilancia solo le ambizioni della Lega?

«La sentenza aiuta il governo. Il rapporto Meloni-Salvini è molto solido. Ma direi che è tutto l’esecutivo rafforzato perché un alleato, e vicepremier, non è più sotto processo politico».

In queste ore è in votazione in Parlamento la manovra di bilancio. Che contributo ha dato la Lega?

«Questa è una manovra sostenibile: ci siamo concentrati sul taglio del cuneo, rendendolo strutturale come chiedevano i sindacati. E penso alla stessa flat tax che è stata allargata anche a chi aveva altri redditi da lavoro. E poi c’è un cambio storico, voluto fortemente dalla Lega, sulla previdenza complementare che può allacciarsi a quella normale, è un primo passo importante e l’obiettivo futuro sarà allargare la platea di chi può andare in pensione. E poi rivendichiamo lo sblocco del turnover nel comparto sicurezza».

Pensa che al prossimo congresso nazionale della Lega verrà messa in discussione la leadership attuale?

«Prima si diceva che in caso di condanna si sarebbe dovuto dimettere e lasciare la Lega. Ora perché è stato assolto Salvini deve essere sfidato. Lo dico con chiarezza: la Lega oggi non può prescindere da Matteo e dal progetto di un partito nazionale e identitario, che difende le proprie comunità. Non esiste alternativa. Sono stati fatti errori per scelte sbagliate fatte dal gruppo dirigente della Lega in momenti politici importanti. Ma la rotta è giusta».

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