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Emilia Romagna, D’Ubaldi in pole alla ricostruzione. De Pascale: “Basta con i militari”

Mauro d'Ubaldi, generale di divisione dell'esercito 

 (ansa)

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Cdm domani, schiaffo del governo Meloni al governatore
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ROMA — La convocazione del Cdm è attesa a ore. Ma i ministri sono già stati preallertati, a cavallo tra Natale e Santo Stefano: tutti convocati domani, di sabato, ore 10, a Palazzo Chigi. All’ordine del giorno c’è la nomina del nuovo commissario per la ricostruzione in Emilia-Romagna. Il mandato del commissario uscente, il generale Francesco Paolo Figliuolo, scade la notte di San Silvestro. Dunque la premier, Giorgia Meloni, ha fretta di trovare un sostituto. Impossibile prorogare il mandato del militare che ha guidato la macchina dei vaccini ai tempi del Covid, visto che è stato appena designato dall’esecutivo come vice-direttore dell’Aise, i servizi segreti esterni, per i prossimi due anni.

Dal primo gennaio dunque dev’essere operativo il sostituto. Il nome in pole, dicono due esponenti di governo a conoscenza della questione, è quello di un altro graduato delle forze armate. Il generale di corpo d’armata Mauro D’Ubaldi, che si è formato all’accademia militare di Modena, e che secon…

ROMA — La convocazione del Cdm è attesa a ore. Ma i ministri sono già stati preallertati, a cavallo tra Natale e Santo Stefano: tutti convocati domani, di sabato, ore 10, a Palazzo Chigi. All’ordine del giorno c’è la nomina del nuovo commissario per la ricostruzione in Emilia-Romagna. Il mandato del commissario uscente, il generale Francesco Paolo Figliuolo, scade la notte di San Silvestro. Dunque la premier, Giorgia Meloni, ha fretta di trovare un sostituto. Impossibile prorogare il mandato del militare che ha guidato la macchina dei vaccini ai tempi del Covid, visto che è stato appena designato dall’esecutivo come vice-direttore dell’Aise, i servizi segreti esterni, per i prossimi due anni.

Dal primo gennaio dunque dev’essere operativo il sostituto. Il nome in pole, dicono due esponenti di governo a conoscenza della questione, è quello di un altro graduato delle forze armate. Il generale di corpo d’armata Mauro D’Ubaldi, che si è formato all’accademia militare di Modena, e che secondo fonti di maggioranza avrebbe incontrato Meloni qualche giorno fa, tra la fine della festa di Atreju al Circo massimo e il viaggio della premier in Lapponia. Anche se, dicono le stesse fonti, sono ancora al vaglio un paio di carte coperte: la partita non è del tutto chiusa.

La nomina sul piano formale è comunque tecnica, ma quella di Meloni è una scelta politica. Perché la presidente del Consiglio decide di non assecondare la richiesta del neo-governatore dell’Emilia-Romagna, il democratico Michele De Pascale, che aveva suggerito all’esecutivo di mettere in pratica maggiore condivisione nella scelta del commissario del post-Figliuolo. Avessero offerto a lui quel posto, De Pascale non si sarebbe tirato indietro, così come il predecessore, Stefano Bonaccini. Il neo-presidente di quella che è rimasta l’ultima regione “rossa”, insieme alla Toscana, si era anche presentato alla kermesse di Atreju (a cui Elly Schlein non ha mai voluto partecipare, nonostante l’invito) proprio per mostrarsi disponibile, dialogante. Non solo sulla ricostruzione post-terremoto, ma anche su altri temi cari alla maggioranza, come l’autonomia differenziata.

Anche per questo la mossa di Meloni, se sarà confermata dal Cdm di domani, per De Pascale ha il sapore dello schiaffo. «In teoria il governo prima di procedere alla nomina dovrebbe sentire gli enti interessati, ma finora non abbiamo avuto alcun contatto», commenta lui, al telefono con Repubblica. E aggiunge: «Senza addentrarmi nelle indiscrezioni o parlare di nomi, non si capisce perché insistano nel sottrarre risorse alla Difesa. E cosa c’entri un militare con la ricostruzione di un terremoto. Non è la strada giusta».

Esperienze a Sarajevo e in Afghanistan, D’Ubaldi dal maggio 2023 è comandante logistico dell’esercito, reduce da quasi quattro anni al ministero della Difesa, prima con l’ex 5S Elisabetta Trenta, da vice-capo di gabinetto, poi con Lorenzo Guerini, che col cambio dell’esecutivo e l’insediamento di Draghi, da febbraio a giugno ’21, l’ha promosso capo facente funzioni. D’Ubaldi è stato anche il grande accusatore di Roberto Vannacci: su nomina di Guido Crosetto, è stato l’ufficiale inquirente nell’inchiesta militare che ha portato alla sospensione per 11 mesi dell’attuale eurodeputato leghista.

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