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Da Prodi a Ruffini, Delrio raduna i cattolici del Pd: nasce Comunità democratica

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L’ex ministro ha promosso un’iniziativa a Milano il prossimo 18 gennaio. L’obiettivo è quello di non regalare il mondo cattolico a Giorgia Meloni
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Cattolici a Milano. Tornano i popolari da tempo inquieti per la linea troppo a sinistra di Elly Schlein. Li raduna, il 18 gennaio, l’ex ministro Graziano Delrio, che ha invitato a una “iniziativa di riflessione” Romano Prodi, Pierluigi Castagnetti, l’ex direttore delle Agenzie delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che molti vedono bene come Papa straniero, Paolo Ciani, Silvia Costa, Stefano Lepri, Fabio Pizzul, ex sindaci come il bresciano Emilio Del Bono, il presidente delle Acli Emiliano Manfredonia, professori, scout, associazionismo.

L’obiettivo è quello di non regalare il mondo cattolico a Giorgia Meloni, come ammette candidamente uno dei promotori.

Il nome – Comunità democratica – però suona come quella di una nuova corrente. E infatti in Energia popolare, la compagine riformista che fa capo a Stefano Bonaccini, in tanti sono saltati su quando hanno letto l’invito, scambiandosi messaggi preoccupati su WhatsApp: “Non è che nasce sottocorrente che finirà per indebolire il nostro fr…

Cattolici a Milano. Tornano i popolari da tempo inquieti per la linea troppo a sinistra di Elly Schlein. Li raduna, il 18 gennaio, l’ex ministro Graziano Delrio, che ha invitato a una “iniziativa di riflessione” Romano Prodi, Pierluigi Castagnetti, l’ex direttore delle Agenzie delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che molti vedono bene come Papa straniero, Paolo Ciani, Silvia Costa, Stefano Lepri, Fabio Pizzul, ex sindaci come il bresciano Emilio Del Bono, il presidente delle Acli Emiliano Manfredonia, professori, scout, associazionismo.

L’obiettivo è quello di non regalare il mondo cattolico a Giorgia Meloni, come ammette candidamente uno dei promotori.

Il nome – Comunità democratica – però suona come quella di una nuova corrente. E infatti in Energia popolare, la compagine riformista che fa capo a Stefano Bonaccini, in tanti sono saltati su quando hanno letto l’invito, scambiandosi messaggi preoccupati su WhatsApp: “Non è che nasce sottocorrente che finirà per indebolire il nostro fronte?”.

Anche Delrio è un convinto riformista, e ora in tanti temono che possa dare vita a una scissione cattolica, che finirà per spezzettare la minoranza interna. L’ha fatto notare il senatore Dario Parrini, che si è augurato che l’area riformista “rimanga coesa”.

“Non è una correntina interna al Pd né abbiamo intenzione di fondare il partito dei cattolici”, prova a mettere le mani avanti Delrio. “Nessuno se ne vuole andare, ma chiediamo una maggiore accoglienza e spazio, nel Pd o anche fuori dal Pd. È un incontro promosso sotto la spinta della settimana sociale che si è tenuta nel luglio scorso a Trieste, essendo noi attenti anche ad amministratori e intelligenze dentro o fuori il Pd. La cultura del cattolicesimo democratico può dare ancora tanto, come già è avvenuto in passato, perciò s’impone una riflessione libera sulla crisi epocale. Fare da lievito? Sì, ma prima bisogna interrogarsi sul presente”.

La questione cattolica però esiste. È una delle anime dell’Italia profonda, quella che decide le elezioni. E il Giubileo è l’occasione propizia per uscire allo scoperto. Perciò non da ora i suoi esponenti chiedono spazio nel centrosinistra, senza finora essere riusciti a trovare una figura che possa tornare a infiammare una base disorientata. Ora il convegno sarà anche l’occasione per capire se davvero Ruffini ha i numeri per essere il Prodi del futuro.

Attualmente il Pd ha due sole anime, quella che fa capo a Elly Schlein e la minoranza che ruota attorno a Bonaccini. Un inedito in un partito storicamente rissoso e balcanizzato.

E che vuole fare davvero Delrio, a dispetto delle parole rassicuranti? “Vuole vedere l’effetto che fa…e poi i suoi prenderanno una decisione”, dice chi lo conosce bene.

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