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Paesi sicuri, la Cassazione: “Attendiamo la corte Ue, la lista spetta ai ministri”

(reuters)

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Il governo ha il compito di valutare, le toghe possono decidere sui singoli casi. La destra esulta: “Ci ha dato ragione”. L’opposizione: “Non è vero”
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Spetta esclusivamente ai ministri il compito di valutare e stilare la lista dei Paesi sicuri. Il giudice esercita comunque la sua funzione di controllo a tutto tondo: caso per caso in sede di convalida, anche analizzando il profilo di violenze e discriminazioni endemiche in alcune aree, senza tuttavia tracciare facili automatismi tra categorie di persone “perseguitate” ed eventuale depennamento dalla lista. Ma l’interpretazione corretta può arrivare solo dalla Corte europea. A cui la Cassazione si affida per l’ultima parola.

È un’ordinanza interlocutoria quella con cui i giudici della prima sezione della suprema corte, ieri, sospendono ogni provvedimento, in attesa dei colleghi del Lussemburgo. Un esito quasi obbligato dopo l’udienza del 4 dicembre scorso sui ricorsi presentati dal governo contro le prime mancate convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo in Albania. E che, con il peso e l’autorevolezza delle «considerazioni» offerte dagli ermellini «al dialogo con la Corte d…

Spetta esclusivamente ai ministri il compito di valutare e stilare la lista dei Paesi sicuri. Il giudice esercita comunque la sua funzione di controllo a tutto tondo: caso per caso in sede di convalida, anche analizzando il profilo di violenze e discriminazioni endemiche in alcune aree, senza tuttavia tracciare facili automatismi tra categorie di persone “perseguitate” ed eventuale depennamento dalla lista. Ma l’interpretazione corretta può arrivare solo dalla Corte europea. A cui la Cassazione si affida per l’ultima parola.

È un’ordinanza interlocutoria quella con cui i giudici della prima sezione della suprema corte, ieri, sospendono ogni provvedimento, in attesa dei colleghi del Lussemburgo. Un esito quasi obbligato dopo l’udienza del 4 dicembre scorso sui ricorsi presentati dal governo contro le prime mancate convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo in Albania. E che, con il peso e l’autorevolezza delle «considerazioni» offerte dagli ermellini «al dialogo con la Corte di giustizia» non sconfessa certo la decisione di giudici, come il collegio presieduto a Bologna da Marco Gattuso, che avevano interpellato i colleghi Ue.

Pronunce tuttavia finite nel mirino della destra, da sud a nord, in una spirale di attacchi anche personali: con l’accusa di voler boicottare la missione costruita sull’asse Roma-Tirana. Un’ordinanza che, nelle ore dell’apprensione bipartisan per Cecilia Sala, torna a surriscaldare il clima politico. Fratelli d’Italia fa festa: zittita la sinistra, il governo aveva ragione. Mentre le opposizioni ironizzano: non sanno neanche leggere le carte. La Corte europea affronta il caso a partire dal 25 febbraio. Il verdetto è atteso entro aprile.

La Cassazione, presidente relatore Alberto Giusti, fissa quindi dei punti cardine richiamando la pronuncia della Corte di giustizia europea del 4 ottobre scorso, in tema di Paesi sicuri. Il giudice «non si sostituisce» all’esecutivo, chiarisce il Palazzaccio. La valutazione e quindi la designazione sui Paesi sicuri spetta «in generale, soltanto al ministro degli Affari esteri e agli altri ministri che intervengono in sede di concerto». Ma il giudice è «chiamato a riscontrare, nell’ambito del suo potere istituzionale, la sussistenza dei presupposti di legittimità» di quella scelta, «rappresentando tale designazione uno dei presupposti giustificativi della misura del trattenimento». Caso per caso, appunto. La Cassazione cita i diritti inviolabili, la dignità «calpestata dal nazifascismo». E sottolinea: «La valutazione di sicurezza contenuta nel decreto ministeriale non impedisce al giudice di prendere in considerazione specifiche situazioni di persecuzione che per il loro carattere esteso e generalizzato siano tali da rendere il Paese obiettivamente insicuro». Nel caso di clima di pericolo o violenze «con carattere generalizzato, endemico e costante, il giudice potrà ritenere illegittima» quella designazione.

C’è invece uno stop alle facili conclusioni tra categorie di persone esposte a discriminazioni e concetto di paese insicuro: tema che si porrebbe anche per migranti Lgbtqia+. Non c’è spazio «per alcun automatismo di ricaduta». Perché la Corte europea si occupa «esclusivamente delle eccezioni territoriali».

FdI esulta. Il sottosegretario Delmastro: «La Cassazione è una pietra tombale sulla sinistra. Il modello Albania è pienamente legittimo». Ma il Pd, con il senatore Nicita: «Non solo la destra legifera male, ma non capisce i provvedimenti». E Bonelli di Avs: «La Cassazione dà ragione ai tribunali: la questione va affrontata in sede europea». Intanto il governo vuole tirar dritto: la nave Libra riprenderà i viaggi in Albania. Confidando che le convalide sui trattenimenti, dall’11 gennaio, passino alla Corte d’Appello di Roma. Dove, però, sono applicate anche le avversate toghe della sezione immigrazione del tribunale. La partita Albania riprende col nuovo anno.

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