«Ho appena finito di leggere...».
E cosa ne pensa, presidente Minniti?
«Mi sembra davvero un’ottima ordinanza. Che oltre a confermare, ovviamente, il ruolo del governo nello stilare la lista dei paesi sicuri, riafferma però la funzione di controllo affidata al giudice. Un controllo che non è formale e tantomeno generico».
Luca Minniti è oggi presidente di sezione Immigrazione a Bologna. Ma è stato anche il primo giudice a disapplicare il decreto ministeriale con la lista paesi sicuri, in collegio, a Firenze. Era l’ottobre 2023, ricorso di un cittadino tunisino, c’era l’attacco del governo contro la collega Apostolico. Il senso di quella sentenza: fino a quando l’Italia non riesaminerà l’inserimento della Tunisia tra i paesi sicuri, il potere giudiziario ha l’obbligo di intervenire a tutela dei diritti di quei richiedenti.
Presidente Minniti, la Cassazione scrive che il giudice della convalida non si sostituisce ai ministri nella valutazione dei paesi sicuri.
«Ma questo non mi pare sia…
«Ho appena finito di leggere...».
E cosa ne pensa, presidente Minniti?
«Mi sembra davvero un’ottima ordinanza. Che oltre a confermare, ovviamente, il ruolo del governo nello stilare la lista dei paesi sicuri, riafferma però la funzione di controllo affidata al giudice. Un controllo che non è formale e tantomeno generico».
Luca Minniti è oggi presidente di sezione Immigrazione a Bologna. Ma è stato anche il primo giudice a disapplicare il decreto ministeriale con la lista paesi sicuri, in collegio, a Firenze. Era l’ottobre 2023, ricorso di un cittadino tunisino, c’era l’attacco del governo contro la collega Apostolico. Il senso di quella sentenza: fino a quando l’Italia non riesaminerà l’inserimento della Tunisia tra i paesi sicuri, il potere giudiziario ha l’obbligo di intervenire a tutela dei diritti di quei richiedenti.
Presidente Minniti, la Cassazione scrive che il giudice della convalida non si sostituisce ai ministri nella valutazione dei paesi sicuri.
«Ma questo non mi pare sia stato mai messo in discussione, men che mai da chi ha interpellato la Corte Ue».
La Cassazione ritiene poi che l’insicurezza di alcune categorie non comporti automatismi: dovrete valutare anche le aree territoriali?
«Giustamente per la Cassazione non è corretta la semplice trasposizione del principio della Corte di Giustizia europea del 4 ottobre ai paesi in cui vi siano solo categorie di persone e non anche aree territoriali a rischio. Queste ultime hanno una forte oggettività, mentre è minore quella delle categorie».
Ma la Cassazione consolida o no un obbligo di controllo forte, a tutto campo, per il giudice?
«Sì. La Corte riafferma che il giudice ha l’obbligo di valutare la situazione di personale insicurezza, e con la necessità di istruttoria sul punto. Non un controllo formale ma sostanziale».
Che entra anche nella valutazione delle forme di persecuzione estesa?
«Certo. Deve, anche in sede di convalida, sindacare la designazione del singolo paese di provenienza. E in questo giudizio la presenza diffusa, endemica di persecuzioni di categorie di persone, anche soggettivamente ristrette, ha rilievo a prescindere dall’appartenenza del trattenuto a quella categoria».
La Corte si sofferma poi sui diritti inviolabili e fa un riferimento analogo a quanto ricordato dal giudice Gattuso di Bologna: “La dignità della persona calpestata dal nazifascismo”. L’ha sorpresa?
«No. Perché la dignità è un valore immodificabile della nostra Carta, dove viene prima dell’eguaglianza».
Tornando al vostro controllo. E se la designazione di Paese sicuro si rivelasse errata?
«Comportererebbe l’illegittimità della procedura e la non convalida del trattenimento. Quindi, tutto l’impianto delle disapplicazioni fatte dai tribunali di Firenze in sede di sospensive e da Catania poi in sede di convalida trova piena conferma. Così come sostanzialmente il giudizio del Tribunale di Roma».
Scusi, se questa è la lettura tecnica, perché il governo suona la grancassa per questa ordinanza?
«Questo andrebbe proprio chiesto al governo».