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Perché Todde è stata dichiarata “decaduta” e cosa succede ora

(ansa)

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Il collegio di garanzia ha individuato sette irregolarità nella rendicontazione della campagna elettorale sarda del 2024
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Ora il destino della presidente della Sardegna Alessandra Todde è nelle mani del suo Consiglio regionale. Maggioranza e opposizione saranno chiamate a pronunciarsi sull'atto del collegio sardo di garanzia elettorale che l’ha dichiarata "decaduta" dalla carica di consigliera, e dunque dal vertice della Regione. L'iter giudiziario correrà in parallelo e avrà tempi più lunghi: la governatrice ha già annunciato il ricorso che potrebbe portare alla sospensione del provvedimento e tenerla in sella. Alla base dell'intera vicenda, ci sarebbero una serie di errori marchiani nella rendicontazione della campagna elettorale che ha portato Todde – prima governatrice in quota Movimento 5 stelle – alla vittoria contro Paolo Truzzu per poco più di 3mila voti nel febbraio 2024.

Le contestazioni

La decisione del collegio regionale di garanzia elettorale poggia su dieci pagine di spiegazione e sette contestazioni. Nel complesso, la documentazione del comitato di Todde non sarebbe "conforme" a due norme …

Ora il destino della presidente della Sardegna Alessandra Todde è nelle mani del suo Consiglio regionale. Maggioranza e opposizione saranno chiamate a pronunciarsi sull'atto del collegio sardo di garanzia elettorale che l’ha dichiarata "decaduta" dalla carica di consigliera, e dunque dal vertice della Regione. L'iter giudiziario correrà in parallelo e avrà tempi più lunghi: la governatrice ha già annunciato il ricorso che potrebbe portare alla sospensione del provvedimento e tenerla in sella. Alla base dell'intera vicenda, ci sarebbero una serie di errori marchiani nella rendicontazione della campagna elettorale che ha portato Todde – prima governatrice in quota Movimento 5 stelle – alla vittoria contro Paolo Truzzu per poco più di 3mila voti nel febbraio 2024.

Le contestazioni

La decisione del collegio regionale di garanzia elettorale poggia su dieci pagine di spiegazione e sette contestazioni. Nel complesso, la documentazione del comitato di Todde non sarebbe "conforme" a due norme che regolamentano le spese elettorali, la legge nazionale 515 del 1993 e la regionale 1 del 1994 che la recepisce. Per più di una ragione.

La nomina del mandatario

Innanzitutto, i due provvedimenti impongono la designazione di un "mandatario", un garante, una figura terza che si incarichi di certificare tutte le spese. Nella campagna di Todde, sostiene l’ordinanza del collegio regionale, "non risulta" che sia stata fatta questa nomina che "deve ritenersi obbligatoria". Una mancanza legata inevitabilmente a un altro dei punti contestati: "Non risulta l'asseverazione e la sottoscrizione del rendiconto da parte del mandatario che avrebbe dovuto essere nominato".

Il conto corrente

E poi ancora, una sequela di pasticci con i riferimenti bancari: "Non risulta essere stato aperto un conto corrente dedicato esclusivamente alla raccolta dei fondi", "non è stato prodotto l'estratto del conto corrente bancario o postale" e "non risultano dalla lista dei movimenti bancari i nominativi dei soggetti che hanno erogato i finanziamenti per la campagna elettorale", come avrebbero previsto le leggi regionali e nazionali. Nello specifico, nella rendicontazione non è esplicitata l’identità di due soggetti – “persone fisiche o società” – che hanno erogato una donazione da 30mila euro il 23 gennaio 2024 e una da 8mila euro il 21 febbraio. Il collegio di garanzia, nel dettaglio, contesta persino l’omessa dichiarazione di una bolletta di una delle sedi elettorale. L’importo? 153 euro. Ultima inadempienza: non sarebbe chiaro a quale conto ricondurre le donazioni raccolte durante la campagna elettorale attraverso PayPal (ma si tratterebbe di cifre non rilevanti).

Le spese di Todde e del M5s

C'è poi un altro elemento di confusione. Un rendiconto elettorale più preciso ci sarebbe, ed è quello inviato alla Corte dei conti il 23 maggio dal comitato Cinquestelle, firmato dal senatore e coordinatore regionale Ettore Licheri. E tuttavia, non sarebbe chiaro "se le spese indicate nei documenti depositati afferiscano alle spese della singola candidata alla carica di Presidente o alla campagna elettorale dei candidati alla carica di Consigliere sostenuti dal Movimento". Difficile distinguere, quindi, quali siano le cifre riferibili a Todde e quali quelle da attribuire al partito.

Di che numeri stiamo parlando? Nella dichiarazione elettorale il comitato riporta “spese per complessivi euro 90.629,98” e di aver ricevuto “contributi e/o servizi per euro 90.670,00".

La sanzione

Il collegio di garanzia ingiunge alla presidente di versare 40 mila euro, a titolo di sanzione amministrativa, all'Agenzia delle entrate entro i prossimi 30 giorni. Todde ha presentato una memoria difensiva, menzionata nel documento del collegio, ma ritenuta insufficiente a sanare le irregolarità.

Cosa succede ora: il doppio binario giudiziario e politico

L'ordinanza-ingiunzione è stata trasmessa al Consiglio regionale sardo che sarà chiamato a ratificare la decadenza della presidente in carica, tramite la giunta per le elezioni. I passaggi politici potrebbero però essere congelati dall'iter giudiziario. Todde ha già annunciato che impugnerà il provvedimento: "Ho la piena motivazione e la piena legittimazione di continuare a lavorare per i sardi e così farò. Non ci sono atti definitivi", ha assicurato la governatrice. La giunta per le elezioni potrebbe decidere - ed è probabile che lo faccia - di attendere l'esito del ricorso, sospendendo gli effetti dell'ordinanza. Del resto, la decisione è delle più delicate: sancire la decadenza della presidente della Regione vorrebbe dire mandare a casa anche i 59 consiglieri di maggioranza e opposizione. E indire una nuova consultazione.

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