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Missione per Cecilia Sala, Meloni atterrata a Palm Beach per vedere Trump: vertice a Mar-a-Lago

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La premier a sorpresa nella residenza del presidente eletto, due settimane prima dell’insediamento. All’incontro anche Musk. L’Italia cerca di evitare l’estradizione negli Usa dell’ingegnere iraniano
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L'aereo della premier Giorgia Meloni è atterrato all'aeroporto di West Palm Beach, in Florida. Sui social sono comparsi foto e video dell’arrivo della premier.

Harry Sisson, un influencer dem, ha postato una foto che ritrae nel salone d'ingresso la premier insieme al presidente eletto, il futuro segretario di Stato Marco Rubio e il futuro segretario al Tesoro Scott Bessent. Meloni è accompagnata dall'ambasciatrice in Usa Mariangela Zappia.

La presidente del Consiglio ha in programma alle 19.30 a Mar-a-Lago un incontro con il presidente eletto Donald Trump. L’aereo di Stato era decollato da Ciampino alle 10.40 del mattino. A bordo la premier. Il primo indizio che sia diretto in Florida è lo scalo tecnico effettuato a Shannon, in Irlanda. Un’ora e diciotto minuti dopo, riparte: Flightradar24, il sito che monitora in tempo reale tutti i voli del pianeta, non indica però la destinazione. È il tentativo di far trapelare il più tardi possibile la ragione del viaggio a sorpresa: …

L'aereo della premier Giorgia Meloni è atterrato all'aeroporto di West Palm Beach, in Florida. Sui social sono comparsi foto e video dell’arrivo della premier.

Harry Sisson, un influencer dem, ha postato una foto che ritrae nel salone d'ingresso la premier insieme al presidente eletto, il futuro segretario di Stato Marco Rubio e il futuro segretario al Tesoro Scott Bessent. Meloni è accompagnata dall'ambasciatrice in Usa Mariangela Zappia.

La presidente del Consiglio ha in programma alle 19.30 a Mar-a-Lago un incontro con il presidente eletto Donald Trump. L’aereo di Stato era decollato da Ciampino alle 10.40 del mattino. A bordo la premier. Il primo indizio che sia diretto in Florida è lo scalo tecnico effettuato a Shannon, in Irlanda. Un’ora e diciotto minuti dopo, riparte: Flightradar24, il sito che monitora in tempo reale tutti i voli del pianeta, non indica però la destinazione. È il tentativo di far trapelare il più tardi possibile la ragione del viaggio a sorpresa: si tratta di un blitz della premier a Mar-a-Lago, la residenza di Donald Trump in Florida. L’incontro, a cui dovrebbe prendere parte anche Elon Musk, è programmato nella notte italiana, quando a Roma è l’1.30 del mattino. Sul tavolo, ovviamente, spicca un dossier spinoso: la detenzione di Cecilia Sala.

È una missione inaspettata. Delicatissima. Che cade sedici giorni prima del giuramento del leader repubblicano come nuovo presidente degli Stati Uniti. E che viene organizzata ventiquattr’ore dopo la richiesta della famiglia della giornalista di Chora Media e del Foglio di favorire il silenzio stampa. Mentre Meloni è in volo per gli Usa, il significato della mossa è ancora più evidente: è in corso un tentativo diplomatico della presidente del Consiglio di ottenere da Washington il via libera politico alla trattativa per arrivare alla liberazione di Sala. Che passa dalla volontà di esaudire la richiesta di Teheran di non estradare negli Usa e di riportare infine in libertà Mohammad Abedini, l’ingegnere iraniano recluso nel carcere di Opera a seguito del mandato di cattura internazionale emesso dagli Stati Uniti, con l’accusa di rivestire un ruolo di primo piano nella costruzione di droni per l’Iran.

La presidente del Consiglio dormirà a Mar-a-Lago, la residenza sfarzosa del tycoon a Palm Beach. E dovrebbe ripartire oggi, nel corso della giornata, per Roma.

Che Meloni fosse intenzionata a vedere presto Trump era nell’aria da giorni. La premier, però, aveva lasciato trapelare molte perplessità rispetto alla possibilità di partecipare al giuramento del nuovo presidente, il 20 gennaio. Tanto più con il caso della cronista ancora aperto e senza soluzione. Da qui, l’accelerazione di queste ore.

È evidente il peso politico della scelta di raggiungere immediatamente Trump negli Stati Uniti: a Washington è, nei fatti, già iniziato il percorso di transizione tra l’amministrazione Biden e quella repubblicana. Una difficoltà in più, per Meloni, che l’11 gennaio ha in programma di incontrare Joe Biden a Roma: può decidere di forzare la mano a favore di Abedini per ottenere in cambio la liberazione di Sala, ma non può farlo scontentando Trump. Deve ottenere da lui, prima ancora del Presidente uscente, il via libera politico. Perché è con lui che dovrà trattare anche in futuro.

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