Cappellacci: “Che beffa, volevano la trasparenza ma sono dei dilettanti”
di Giovanna Casadio«Io resto garantista, non sono un garantista a senso unico, solo con gli amici. Però mi auguro che Alessandra Todde faccia un bell’esame di coscienza e valuti se è più importante il suo futuro politico o quello della Sardegna». Ugo Cappellacci è un sardo che ha governato l’Isola dal 2009 al 2014, ha avuto più di un procedimento giudiziario, ma è sempre stato scagionato, è deputato forzista, e ripete: «Sono preoccupato per la Sardegna».
Cappellacci, una bufera politico-giudiziaria di questa portata in Sardegna se l’aspettava?
«Le irregolarità di rendicontazione sono molto gravi: qui siamo in presenza di dilettanti allo sbaraglio. Neppure l’ultimo dei consiglieri regionali, dei cosiddetti candidati per spirito di servizio potrebbero avere fatto simili errori».
Cosa la colpisce di più?
«Tutto: che non sia stata individuata la figura del mandatario e quindi non lo si sia nominato, che non ci fosse un conto corrente dedicato. E sono solo alcuni dei clamorosi e numerosi errori. A poco a…
«Io resto garantista, non sono un garantista a senso unico, solo con gli amici. Però mi auguro che Alessandra Todde faccia un bell’esame di coscienza e valuti se è più importante il suo futuro politico o quello della Sardegna». Ugo Cappellacci è un sardo che ha governato l’Isola dal 2009 al 2014, ha avuto più di un procedimento giudiziario, ma è sempre stato scagionato, è deputato forzista, e ripete: «Sono preoccupato per la Sardegna».
Cappellacci, una bufera politico-giudiziaria di questa portata in Sardegna se l’aspettava?
«Le irregolarità di rendicontazione sono molto gravi: qui siamo in presenza di dilettanti allo sbaraglio. Neppure l’ultimo dei consiglieri regionali, dei cosiddetti candidati per spirito di servizio potrebbero avere fatto simili errori».
Cosa la colpisce di più?
«Tutto: che non sia stata individuata la figura del mandatario e quindi non lo si sia nominato, che non ci fosse un conto corrente dedicato. E sono solo alcuni dei clamorosi e numerosi errori. A poco a poco veniamo a sapere le falle dell’ultima campagna elettorale di Todde».
Se l’aspettava?
«Francamente no. C’erano voci ma venivano derubricate a pettegolezzo. Io nasco, vivo e morirò garantista».
Quindi cosa c’è da fare adesso, secondo lei?
«Non grido alle dimissioni perché c’è un procedimento in corso e va attesa la definizione finale. Però la preoccupazione è grande. Todde si sta barcamenando in un difficile braccio di ferro con la sua maggioranza, con il Pd soprattutto. C’è molto malumore sull’assessore alla Sanità e all’assistenza sociale della Regione, Armando Bartolazzi, ex sottosegretario del governo Conte. Quando è stato notificato l’atto a Todde il centrosinistra era riunito a discutere proprio della riforma della sanità. Nel frattempo la Sardegna rischia l’esercizio provvisorio e c’è il monitoraggio rafforzato per i fondi europei. La situazione è complicata e richiederebbe un presidente di Regione solido e competente, non certo azzoppato come la Todde. Sono preoccupato per la Sardegna».
Non ha però risposto alla domanda: Todde deve dimettersi?
«Ripeto: non sono garantista a senso unico, però mi auguro che la governatrice faccia un esame di coscienza e valuti se è più importante il suo futuro politico o quello della Sardegna. Aggiungo che fa un certo effetto che coloro, i 5Stelle, che hanno gridato alla trasparenza ora sostengano che in definitiva si tratta di atti puramente formali».