Meloni da Trump per discutere il caso Sala. Prima della visita, la premier telefona a von der Leyen
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWest Palm Beach — Una visita lampo, quella di Giorgia Meloni sabato sera a Mar-a-Lago, con un doppio obiettivo: accreditarsi come punto di riferimento in Europa per Trump e favorire la liberazione di Cecilia Sala. A questo, soprattutto, la premier ha iniziato a lavorare appena messo piede nella residenza in Florida del prossimo presidente Usa, chiedendo al candidato segretario di Stato Rubio la linea che intende adottare con l’Iran. Ma non solo: un accordo miliardario è pronto per la compagnia di Elon Musk SpaceX.
Prima dell’incontro nella villa di Trump – si apprende a quarantotto ore di distanza – Meloni ha telefonato a Ursula von der Leyen proprio “per preparare la visita”. La portavoce Paula Pinho specifica che la presidente della Commissione Ue “non è fisicamente a Bruxelles, deve curarsi dalla polmonite, ma l'attività sta andando avanti, e lei è in contatto quotidiano con tutti".
West Palm Beach — Una visita lampo, quella di Giorgia Meloni sabato sera a Mar-a-Lago, con un doppio obiettivo: accreditarsi come punto di riferimento in Europa per Trump e favorire la liberazione di Cecilia Sala. A questo, soprattutto, la premier ha iniziato a lavorare appena messo piede nella residenza in Florida del prossimo presidente Usa, chiedendo al candidato segretario di Stato Rubio la linea che intende adottare con l’Iran. Ma non solo: un accordo miliardario è pronto per la compagnia di Elon Musk SpaceX.
Prima dell’incontro nella villa di Trump – si apprende a quarantotto ore di distanza – Meloni ha telefonato a Ursula von der Leyen proprio “per preparare la visita”. La portavoce Paula Pinho specifica che la presidente della Commissione Ue “non è fisicamente a Bruxelles, deve curarsi dalla polmonite, ma l'attività sta andando avanti, e lei è in contatto quotidiano con tutti".
L’aereo della premier atterra verso le 18,30 a West Palm Beach, quando in Italia è passata da poco la mezzanotte. Trump l’aspettava in una saletta vicina alla ballroom principale, col segretario al Tesoro nominato Scott Bessent, il consigliere per la sicurezza nazionale Waltz e il futuro ambasciatore a Roma Tilman Fertitta. A ricevere Meloni, il suo consigliere diplomatico Saggio e l’ambasciatrice italiana a Washington Zappia, è andato Rubio, accompagnato dall’imprenditore italiano George Guido Lombardi.
Sono girate voci contrastanti sul tempo passato dalla premier a colloquio col futuro capo della Casa Bianca, ma Lombardi ha dato a Repubblica questa versione: «Meloni ha salutato Rubio, chiedendogli se ha origini italiane. Lui ha risposto di no, ma ha detto di aver fatto ricerche perché alcuni avi potrebbero essere arrivati dalla Sardegna». Quindi la premier ha iniziato subito a lavorare sul caso Sala: «L’ho sentita che chiedeva a Rubio — dice Lombardi — cosa pensano della situazione in Iran, perché il caso della giornalista fermata è chiaramente collegato non solo all’arresto a Milano di Mohammed Abedini, ma anche alla debolezza e instabilità di Teheran».
La serata a Mar-a-Lago era dedicata alla proiezione del documentario “Eastman Dilemma”, che racconta quelle che secondo il capo della Casa Bianca entrante sono state le violazioni commesse durante il voto del 2020 e l’uso della giustizia per perseguitare lui e i suoi alleati. Trump è comparso in sala alle 19.09, per andare a cena con Meloni. Quando è tornato l’ha elogiata: «Sono qui con una donna fantastica, il primo ministro italiano. Ha preso d’assalto l’Europa, e tutti gli altri, e stasera ceneremo insieme». Rubio ha definito la premier «una grande alleata, una leader forte». Dopo la cena, alle 21 e 13 minuti, Trump è tornato con Meloni nella sala dove si proiettava il documentario. La premier non si è fermata a dormire e poco dopo le 23 locali, quando in Italia erano le 5 del mattino, il suo aereo è ripartito da West Palm Beach. All’arrivo ha scritto sui social: «Bella serata con Trump. Pronti a lavorare insieme».
Il New York Times ha scritto che la visita a sorpresa, aggressivamente voluta da Meloni, «rafforza le speranze dei sostenitori di Meloni che la premier conservatrice italiana diventi l’alleata di riferimento di Trump in Europa. Gran parte di questo ruolo consisterebbe nel mediare le tensioni tra altri leader europei e Trump, che ha minacciato di avviare una guerra commerciale col continente, oltre a ridurre il sostegno Usa ad alcuni Paesi Nato e all’Ucraina nella guerra contro la Russia». Il Times ha aggiunto che si è parlato di Sala: «L’Iran ha spesso detenuto stranieri e cittadini con doppia nazionalità per scambiarli con denaro o persone». L’obiettivo sarebbe evitare la richiesta di estradizione da parte degli Usa. Il Times ha notato che Meloni «ha anche un buon rapporto con Musk, e i sostenitori sperano che ciò rafforzi il suo peso internazionale». Il fondatore di Tesla non si è visto, almeno nella foto, ma secondo Bloomberg l’Italia è pronta firmare un accordo da un miliardo e mezzo di dollari con SpaceX, per portare in orbita i satelliti di Starlink che serviranno anche per comunicazioni militari. Secondo Paolo Zampolli, da anni collaboratore del futuro presidente «questa visita dimostra che Trump ha scelto il suo alleato principale in Europa, e finalmente sarà l’Italia».