Scontro sull’intesa con SpaceX, il governo frena. Musk: “Pronti”
di Gabriella CeramiNon è una smentita, piuttosto una frenata, ma neanche troppo tempestiva, quando ormai alla premier Giorgia Meloni era chiaro che il caso avrebbe portato con sé ricadute pesanti, in termini sia di sicurezza sia economici sia politici. Ieri mattina, quando già erano trascorse diverse ore dalla pubblicazione della notizia, la presidenza del Consiglio in una nota ha precisato che «non sono stati firmati contratti» né «sono stati conclusi accordi» tra il governo italiano e SpaceX, società di Elon Musk, per l’utilizzo del sistema di comunicazione tramite i seimila satelliti Starlink, che si trovano in orbita e permettono di collegarsi a internet ad alta velocità da qualsiasi punto del mondo in cui il servizio è aperto.
Tuttavia, poco dopo, è stato lo stesso patron di SpaceX, sulla sua piattaforma social, ad alimentare l’indiscrezione dicendosi «pronto» a «fornire all’Italia la connettività più sicura e avanzata!». E malgrado Palazzo Chigi avrebbe preferito un profilo basso da parte di tutt…
Non è una smentita, piuttosto una frenata, ma neanche troppo tempestiva, quando ormai alla premier Giorgia Meloni era chiaro che il caso avrebbe portato con sé ricadute pesanti, in termini sia di sicurezza sia economici sia politici. Ieri mattina, quando già erano trascorse diverse ore dalla pubblicazione della notizia, la presidenza del Consiglio in una nota ha precisato che «non sono stati firmati contratti» né «sono stati conclusi accordi» tra il governo italiano e SpaceX, società di Elon Musk, per l’utilizzo del sistema di comunicazione tramite i seimila satelliti Starlink, che si trovano in orbita e permettono di collegarsi a internet ad alta velocità da qualsiasi punto del mondo in cui il servizio è aperto.
Tuttavia, poco dopo, è stato lo stesso patron di SpaceX, sulla sua piattaforma social, ad alimentare l’indiscrezione dicendosi «pronto» a «fornire all’Italia la connettività più sicura e avanzata!». E malgrado Palazzo Chigi avrebbe preferito un profilo basso da parte di tutti i ministri, il leader della Lega Matteo Salvini, sempre su X, ha scavalcato la premier difendendo un’eventuale operazione tra Roma e SpaceX e rilanciandola più forte di prima: «Musk è un protagonista dell’innovazione a livello mondiale», dunque, «un eventuale accordo con lui non sarebbe un pericolo ma una opportunità». Questo scrive il vicepremier, in controtendenza rispetto alla cautela raccomandata dalla premier, auspicando anche che «il governo acceleri in questa direzione».
D’altronde il dossier è sul tavolo di Palazzo Chigi da tempo. Tanto che, qualche mese fa, Andrea Stroppa e l’ufficiale di Marina Antonio Masala sono stati indagati per corruzione perché il primo, referente di Musk in Italia, avrebbe ricevuto un documento riservato che riguardava proprio la valutazione del progetto finalizzato all’impiego, con scopi militari prima e dual use dopo, delle tecnologie satellitari fornite dall’azienda americana.
Impossibile quindi per Palazzo Chigi non confermare che le interlocuzioni sono corso e «rientrano nei normali approfondimenti che gli apparati dello Stato hanno con le società», in questo caso con quelle che si occupano di connessioni protette per le esigenze di comunicazione di dati crittografati.
L’agenzia di stampa Bloomberg, domenica sera, quando la premier Giorgia Meloni era da poco rientrata dagli Stati Uniti, ha parlato invece «di fase avanzata» dei negoziati. Non solo. Il valore dell’operazione ammonterebbe a 1,5 miliardi di euro e riguarderebbe in particolare i sistemi di criptaggio di comunicazioni governative e militari. L’intesa, inoltre, che avrebbe durata di 5 anni, farebbe da apri-fila a un progetto più vasto che coinvolgerebbe l’Europa e avrebbe anche ricevuto l’approvazione dei servizi segreti italiani e del ministero della Difesa.
Anche di questo, secondo l’agenzia di stampa internazionale, avrebbe discusso la presidente del Consiglio con il presidente eletto, ma non ancora in carica, Donald Trump durante l’incontro a Mar-a-Lago, al quale era presente lo stesso Musk. Circostanza che viene smentita «categoricamente» perché «ridicola». Parole nette che Palazzo Chigi non può non pronunciare perché, in questa vicenda, ci sono profili di scarsa istituzionalità, dal momento che formalmente il presidente degli Stati Uniti è ancora Joe Biden e dunque, anche dal punto di vista legale, non è Trump l’interlocutore a cui fare riferimento. Sulla vicenda hanno chiesto delucidazioni anche i parlamentari membri del Copasir, ieri durante l’audizione del sottosegretario Alfredo Mantovano.
Infine, in ambienti di governo, si è registrata non poca irritazione nella stanze del ministero della Difesa perché, nello specifico, si tratterebbe di una soluzione in ambito militare: un sistema criptato di massimo livello per le reti telefoniche e i servizi internet del governo, le comunicazioni militari nell’area del Mediterraneo e i servizi satellitari direct-to-cell, utilizzabili per le emergenze.
Anche negli uffici del dicastero dello Sviluppo economico, guidato da Adolfo Urso, la fuga in avanti è stata accolta con una certa resistenza. In Italia ci sono anche altre società che si occupano di questi servizi, società quotate in borsa, aziende sul mercato che da subito potrebbero subire gravi contraccolpi. Per questo occorre la massima cautela e quanto successo viene vissuto con grande imbarazzo.