SpaceX, Colao: “Rischiamo di finire nelle mani di un monopolista. La Ue si svegli, siamo in ritardo”
di Giuseppe Colombo«Da uomo di azienda dico: attenzione a legarsi a società che dipendono troppo da singole persone e ad affidarsi a possibili monopolisti». All’accelerazione dei contatti tra il governo italiano e la SpaceX di Elon Musk per l’utilizzo del sistema di comunicazioni satellitari Starlink, Vittorio Colao risponde con la prudenza. «Bisogna stare molto attenti a non creare una dipendenza strategica», sottolinea l’ex ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale nel governo Draghi.
I satelliti di Musk sono un’opportunità o l’Italia rischia?
«È una grande sveglia che suona per l’Europa, un monito a realizzare quello che ci siamo impegnati a fare tre anni fa sulla tecnologia spaziale. Se non ci muoviamo in fretta, presto non avremo alternative e saremo costretti ad alzare bandiera bianca. Sarebbe davvero un gran peccato».
«Da uomo di azienda dico: attenzione a legarsi a società che dipendono troppo da singole persone e ad affidarsi a possibili monopolisti». All’accelerazione dei contatti tra il governo italiano e la SpaceX di Elon Musk per l’utilizzo del sistema di comunicazioni satellitari Starlink, Vittorio Colao risponde con la prudenza. «Bisogna stare molto attenti a non creare una dipendenza strategica», sottolinea l’ex ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale nel governo Draghi.
I satelliti di Musk sono un’opportunità o l’Italia rischia?
«È una grande sveglia che suona per l’Europa, un monito a realizzare quello che ci siamo impegnati a fare tre anni fa sulla tecnologia spaziale. Se non ci muoviamo in fretta, presto non avremo alternative e saremo costretti ad alzare bandiera bianca. Sarebbe davvero un gran peccato».
Cosa può fare l’Europa?
«Servono affidamenti diretti dalla Ue a imprese europee capaci di operare in questo settore per accelerare la creazione di costellazioni che siano in grado di dare agli Stati membri una capacità autonoma. L’iniziativa europea Iris 2 è in ritardo e procede lentamente. E poi sarebbe saggio seguire le indicazioni contenute nel rapporto di Mario Draghi sulla competitività: l’osservazione della terra e la sicurezza delle comunicazioni devono diventare pilastri della politica industriale congiunta europea».
Il governo è interessato ai servizi di Starlink. In ballo ci sono le comunicazioni strategiche, come quelle della difesa. Quali i rischi?
«Bisognerebbe conoscere i dettagli tecnici, ma sicuramente ci sono rischi da valutare. Quello che trovo curioso è che quando noi stabilimmo tre livelli di sicurezza per i dati all’interno della cloud policy nazionale, le grandi domande che ci arrivavano dal Parlamento erano principalmente su chi controllava i dati, mentre oggi non sembra così importante porsi queste stesse domande».
Musk ha l’infrastruttura. Potrà accedere anche ai nostri dati?
«Il rischio dipende dai sistemi di crittografia che verranno utilizzati e dall’hardware che verrà messo a bordo dei satelliti. Quando abbiamo creato il Polo strategico nazionale, uno dei prerequisiti era che le aziende di fiducia dei governi europei — nel nostro caso per esempio Leonardo — controllassero i sistemi di crittografia. Se si vuole mantenere la sicurezza delle infrastrutture fisiche e di quelle nello spazio è opportuno che hardware e software siano verificabili. L’Italia dovrebbe raccordarsi con la Commissione Ue e si deve decidere insieme se si vuole avere tecnologia europea».
«Pronti a fornire all’Italia la connettività più sicura e avanzata», dice Musk. Ci si può fidare?
«Una connettività avanzata sicuramente sì: Musk ha creato una impresa straordinaria con le costellazioni di Starlink. Sicura dagli hacker anche, rispetto alle leggi europee invece va ben verificato».
È opportuno fare accordi con un soggetto privato?
«È rischioso fare accordi con aziende che dipendono in modo così forte dal suo fondatore, ma c’è anche un secondo livello di rischio”.
Quale?
«Affidarsi al monopolista di turno. Trovo curioso che ci si preoccupi dello strapotere di aziende, tra l’altro meritevoli, come Microsoft e Google, ma non si veda lo stesso rischio in questo caso. Gli europei si lamentano di non avere servizi cloud e ora ci andiamo a mettere nelle mani di un potenziale nuovo monopolista? Da uomo di azienda dico: attenzione a legarsi a società che dipendono troppo da singole persone e ad affidarsi a un singolo fornitore. Bisogna stare molto attenti a non creare una dipendenza strategica».
I satelliti di Starlink porterebbero Internet super veloce nelle aree remote. Non è un’occasione da sfruttare?
«Assolutamente sì».
Il piano Italia 1 giga del Pnrr procede lentamente. È utile stralciare dal Piano le aree che si fa fatica a coprire?
«Se i vincitori della gara non sono in grado di raggiungere le aree chiamate a coprire e prendono atto di questo, allora si può fare una gara modificando il quadro del Pnrr. Certo, dobbiamo essere consapevoli che di fatto una vera gara non ci sarà perché si presenterà solo Starlink, ma questa è una decisione meno delicata e strategica per il governo italiano».