✕

Terzo mandato, il governo si divide. Pressing leghista, il no di FdI e FI

Vincenzo De Luca 

 

Ascolta l'audio

Al cdm approdano i pareri discordanti dei ministeri. Entro il 10 gennaio va impugnata la norma campana che spiana la strada a De Luca
2 minuti di lettura

La decisione sarà politica e verrà presa dal consiglio dei ministri in forma collegiale: perché sul tavolo del governo arriveranno pareri a dir poco ingarbugliati dei ministeri (e dei ministri) competenti sulla scelta di impugnare o meno la legge della Regione Campania che apre al terzo mandato del governatore dem Vincenzo De Luca. Un precedente, quello della Campania, che rischia di creare un precedente per altre regioni intenzionate ad andare oltre il tetto dei due mandati fissati dalla legge. A partire dal Veneto, il cui governatore, Luca Zaia, di mandati ne ha fatti già più di due.

Non a caso la Lega frena sull’impugnativa, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia la danno per scontata: e che non ci sia un clima sereno nella maggioranza e nell’esecutivo sulla strada da seguire lo dimostra lo slittamento del cdm inizialmente previsto per oggi e che si terrà invece domani o nei prossimi giorni. Di sicuro entro il 10 gennaio, venerdì, data ultima per ricorrere alla Consulta contro la…

La decisione sarà politica e verrà presa dal consiglio dei ministri in forma collegiale: perché sul tavolo del governo arriveranno pareri a dir poco ingarbugliati dei ministeri (e dei ministri) competenti sulla scelta di impugnare o meno la legge della Regione Campania che apre al terzo mandato del governatore dem Vincenzo De Luca. Un precedente, quello della Campania, che rischia di creare un precedente per altre regioni intenzionate ad andare oltre il tetto dei due mandati fissati dalla legge. A partire dal Veneto, il cui governatore, Luca Zaia, di mandati ne ha fatti già più di due.

Non a caso la Lega frena sull’impugnativa, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia la danno per scontata: e che non ci sia un clima sereno nella maggioranza e nell’esecutivo sulla strada da seguire lo dimostra lo slittamento del cdm inizialmente previsto per oggi e che si terrà invece domani o nei prossimi giorni. Di sicuro entro il 10 gennaio, venerdì, data ultima per ricorrere alla Consulta contro la norma De Luca: una norma regionale che formalmente recepisce il tetto ai due mandati, ma farebbe partire il conteggio dalla prossima elezione regionale consentendo al governatore uscente di ricandidarsi.

La proposta in cdm spetta al ministro degli Affari regionali, il leghista Roberto Calderoli, che nei giorni scorsi ha già raccolto i pareri degli altri due ministeri coinvolti: quello dell’Interno, guidato da Matteo Piantedosi, e quello della Riforme, che fa capo a Elisabetta Casellati. Di solito il ministro degli Affari regionali fa una sintesi e propone una strada chiara: ma Calderoli nell’appunto che dovrebbe portare a Palazzo Chigi lascia aperta anche la via della non impugnazione della norma, pur avendo gli uffici predisposto il testo da inviare all’avvocatura per ricorrere alla Corte costituzionale. Insomma, un po’ di confusione c’è e la scelta finale maturerà dopo una discussione tra i ministri. Nell’appunto si riprende innanzitutto il parere del ministero dell’Interno, in gran parte basato sulla necessità di impugnare la norma perché «priva dei caratteri di generalità e astrattezza», si legge in sintesi nel parere. La norma, inoltre, si porrebbe in contrasto «con il principio della non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo previsto» e per tanto la legge della Campania «risulterebbe incostituzionale». Ma gli uffici dell’Interno poi concludono inserendo anche argomentazioni che aprono alla non impugnazione della norma.

Chi punta dritto sull’impugnativa è il ministero delle Riforme di Casellati. La tesi è che la norma del 2024 che impone il tetto dei due mandati è già «applicativa» e quindi De Luca, anche se la sta recependo venti anni dopo, comunque deve tenerne conto e non può ricandidarsi.

Si arriva quindi al parere finale del ministro Calderoli. Gli uffici degli Affari regionali hanno preparato un testo per ricorrere alla Consulta: «La norma della Campania eccede le competenze legislative attribuite alla Regione e presenta profili di illegittimità costituzionale». Ma secondo l’ufficio legislativo dello stesso ministero, è possibile dare anche letture diverse. Si aprirebbe così a un via libera alla norma De Luca. Insomma, Calderoli non si prenderà la responsabilità di proporre l’impugnativa della legge Campania. Da Fdi fino a ieri assicuravano: «La legge sarà impugnata, stop». A giorni il responso.

Leggi i commenti