Arriva in aula alla Camera la riforma della giustizia che comprende la separazione delle carriere della magistratura e contestualmente il Csm si prepara, con una mozione, ad esprimere parere contrario in quanto è una riforma che "non trova riscontro nella giurisprudenza costituzionale" e non si comprende in che modo "possa contribuire a migliorare qualità ed efficienza della giurisdizione". Comporta inoltre una serie di conseguenze pratiche che andranno affrontate.
Montecitorio nel pomeriggio esamina le questioni presentate dalle opposizioni, che saranno respinte anche perché il centrodestra può contare sulla sponda di Italia viva, Azione e Più Europa, da sempre favorevoli al testo. Contrari invece Pd, Movimento 5 stelle e Avs che hanno ripresentato gran parte degli emendamenti già proposti e bocciati durante l’esame in commissione Affari costituzionali.
Arriva in aula alla Camera la riforma della giustizia che comprende la separazione delle carriere della magistratura e contestualmente il Csm si prepara, con una mozione, ad esprimere parere contrario in quanto è una riforma che "non trova riscontro nella giurisprudenza costituzionale" e non si comprende in che modo "possa contribuire a migliorare qualità ed efficienza della giurisdizione". Comporta inoltre una serie di conseguenze pratiche che andranno affrontate.
Montecitorio nel pomeriggio esamina le questioni presentate dalle opposizioni, che saranno respinte anche perché il centrodestra può contare sulla sponda di Italia viva, Azione e Più Europa, da sempre favorevoli al testo. Contrari invece Pd, Movimento 5 stelle e Avs che hanno ripresentato gran parte degli emendamenti già proposti e bocciati durante l’esame in commissione Affari costituzionali.
Tuttavia i deputati di Forza Italia, che rivendicano la paternità della riforma, hanno presentato una proposta di modifica che cancella il sorteggio per i componenti laici del Csm. Gli azzurri vogliono infatti lasciare l'elezione dei laici così com'è ora, cioè da parte del Parlamento in seduta comune. Il sorteggio resterebbe, invece, per i soli componenti togati. Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati garantisce che “su alcuni punti specifici, come il sorteggio dei componenti laici del Csm, su cui ci sono sensibilità diverse in maggioranza, ne discuteremo e troveremo, come sempre, la sintesi migliore”.
La riforma della giustizia prevede che, a differenza di oggi, le carriere dei magistrati che fanno le indagini (pm) siano distinte da quelle della magistratura giudicante. Dunque a inizio percorso bisognerà decidere quale strada intraprendere. Viene introdotto inoltre un nuovo organo costituzionale, cioè un secondo Consiglio superiore della magistratura, organo di autogoverno della magistratura: con la separazione delle carriere diventerebbero due, uno per la magistratura requirente e l’altro per la magistratura giudicante, ciascuno operativo per i “suoi” magistrati e ed entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, che oggi è il capo del Csm. Verrebbe poi istituita una Alta Corte disciplinare, chiamata a emettere sentenze disciplinari nei confronti dei magistrati di entrambe le funzioni, punendo dunque illeciti disciplinari e stabilendo le relative sanzioni.
Novità riguardano anche la nomina dei componenti. Per un terzo sorteggiati da un elenco di professori ordinari in materie giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio che il Parlamento in seduta comune compila mediante elezione (entro sei mesi dall’insediamento). Per i restanti due terzi sorteggiati rispettivamente tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti. Ciascun consiglio elegge il proprio vicepresidente tra i componenti indicati dal Parlamento.
L’iter del provvedimento è solo all’inizio e rispetto agli annunci è già in ritardo dal momento che l’approvazione in prima lettura alla Camera era prevista entro dicembre scorso. Comunque sia, una volta ottenuto il via libera dal Parlamento, sarà sottoposto al referendum. Il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, è convinto che “i no: il popolo italiano saprà apprezzare il fatto che questa Costituzione ha dato tanto e ha molto da dare e non si farà ingannare da una semplificazione quella sì pericolosa per cui il referendum potrebbe essere una sorta di sondaggio di gradimento sulla magistratura”.