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Breton: “Bisogna vigilare sulle infrastrutture e proteggere i cittadini dalle manipolazioni”

Thierry Breton

 

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L’ex commissario Ue non nasconde la preoccupazione davanti all’escalation del patron di SpaceX, Elon Musk: “Gli strumenti per tutelare le nostre democrazie ci sono già, è importante applicarli”
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PARIGI — «L’Europa deve garantire le regole sulle piattaforme digitali e la sua sovranità nelle infrastrutture di telecomunicazioni», dice Thierry Breton, l’ex commissario Ue, padre del Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo che ha fissato un nuovo quadro giuridico per i servizi digitali. Quando era a Bruxelles, l’ex manager e politico francese era diventato il nemico numero uno di Elon Musk, col quale si è più volte scontrato. Breton, 69 anni, si è dimesso in polemica con la presidente Ursula von der Leyen. E oggi non nasconde la preoccupazione davanti all’escalation del patron di SpaceX. «Gli strumenti per proteggere le nostre democrazie ci sono, è importante applicarli».

È stato uno dei primi esponenti europei ad accusare Musk di esercitar…

PARIGI — «L’Europa deve garantire le regole sulle piattaforme digitali e la sua sovranità nelle infrastrutture di telecomunicazioni», dice Thierry Breton, l’ex commissario Ue, padre del Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo che ha fissato un nuovo quadro giuridico per i servizi digitali. Quando era a Bruxelles, l’ex manager e politico francese era diventato il nemico numero uno di Elon Musk, col quale si è più volte scontrato. Breton, 69 anni, si è dimesso in polemica con la presidente Ursula von der Leyen. E oggi non nasconde la preoccupazione davanti all’escalation del patron di SpaceX. «Gli strumenti per proteggere le nostre democrazie ci sono, è importante applicarli».

È stato uno dei primi esponenti europei ad accusare Musk di esercitare «interferenze straniere». La situazione si è aggravata?

«Chiariamo subito una cosa: Musk ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. Personalmente considero scioccante quando attacca uomini politici come Keir Starmer o interferisce nella campagna elettorale tedesca per sostenere l’estrema destra. Ma se interviene con un articolo su un giornale come Die Welt si tratta di libertà di espressione. Diverso è quando le stesse opinioni di Musk vengono diffuse sul suo social X, sottoposto alle regole del Dsa. In questo caso, l’Europa ha il dovere di vigilare per evitare manipolazioni di contenuti».

L’ultimo caso è il livestream che Musk farà domani su X con Alice Weidel, leader Afd, nel pieno della campagna elettorale in Germania. La Commissione ha promesso una vigilanza. Un po’ poco?

«Non sono più commissario ma come artefice del Dsa posso garantire che la Commissione ha gli strumenti per far applicare le regole contro distorsioni e disinformazione. Il Dsa non ha lo scopo di censurare. Si tratta di proteggere i nostri cittadini e le nostre democrazie dagli effetti amplificatori delle piattaforme con più di 45 milioni di utenti che possono amplificare i messaggi su una scala senza precedenti nella storia delle nostre democrazie. L’obiettivo è monitorare e regolare».

Quando era commissario ha mandato varie lettere a Musk per richiamarlo al rispetto delle regole.

«Ho scritto più volte a Musk per ricordargli le regole del Dsa. L’ultima in agosto, quando aveva programmato un dialogo su X con Donald Trump. Ho insistito affinché la piattaforma applicasse standard di moderazione, evitando rischi di amplificazione di contenuti illeciti o dannosi. Qualche giorno fa mi sono permesso di allertare sulle condizioni dell’intervista tra Musk e Weidel».

L’approccio della nuova Commissione è diventato più timido?

«Non voglio dare giudizi. Come cittadino europeo, vedo quello che sta succedendo e spero che le regole saranno rispettate. Noto poi che la Commissione è intervenuta per esempio sulle distorsioni prodotte da TikTok nella campagna elettorale in Romania a dicembre. Quindi, si tratta di farlo in altri contesti. Musk è una personalità pubblica che da solo ha quasi un terzo dei followers di X, di cui è anche proprietario, quindi c’è una normale vigilanza da applicare».

Da commissario ha aperto un’indagine su presunte violazioni di X. I risultati tardano ad arrivare.

«Mi sono occupato di avviare il procedimento formale contro X. E so cosa c’era dentro l’indagine. Ho lasciato la Commissione a settembre: ora non sono più io a doverne parlare».

Il futuro vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero diminuire il sostegno alla Nato se l’Ue dovesse limitare X. Il contesto geopolitico pesa?

«Le leggi elaborate in Europa non possono essere modificate in funzione di evoluzioni geopolitiche. Sono le leggi degli europei, per gli europei. Tutto qui. Il Dsa è stato concepito per essere applicato, in linea con la volontà del parlamento e del consiglio dell’Ue. Penso che sia così che dobbiamo ragionare».

Intanto il governo Meloni sta valutando un accordo con SpaceX.

«Da commissario mi sono battuto per lanciare Iris 2, una costellazione satellitare europea innovativa che integra tecnologie di crittografia quantistica per garantire comunicazioni ultra-sicure. Tutti i paesi Ue hanno sostenuto il lancio di Iris 2. Anche l’Italia ha partecipato e penso che abbia fatto bene perché è un elemento molto importante della nostra sovranità. L’Europa è una delle grandi democrazie mondiali con 450 milioni di abitanti, più di quelli degli Usa. Siamo forti se restiamo uniti e difendiamo le nostre infrastrutture, la nostra industria e le nostre leggi».

Lei che ha frequentato Musk, che idea si è fatto?

«I nostri scambi sono stati numerosi e spesso franchi. Quando ha commentato le mie dimissioni dalla Commissione per augurarmi “buon viaggio”, ho risposto con una battuta, chiedendogli un biglietto per Marte. Musk è una personalità complessa. Ci possono essere letture psicologiche del personaggio ma non le farò».

Perché non chiude il suo profilo su X?

«Non è l’unico social che uso, e faccio la differenza tra aziende e azionisti. Al momento X è una piattaforma legale che non ha infranto le regole. Vedremo quali saranno i risultati delle indagini della Commissione».

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