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L’azione sotto traccia del generale Caravelli, chi è l’uomo dell’Aise

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Grande esperto di Africa e di Medio Oriente. Negli ultimi anni ha gestito i complicatissimi rapporti con i paesi del Nord Africa soprattutto nella gestione del dossier immigrazione
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Giovanni Caravelli è l’uomo che ha riportato in Italia Cecilia Sala. Era con lei sul Falcon che da Teheran è atterrato a Ciampino. Ma soprattutto è stato colui che, con la sponda politica di Palazzo Chigi, è riuscito a sbloccare la situazione negli ultimi giorni riattivando una serie di contatti con l’Iran coltivati nel corso degli anni. Caravelli è infatti il dirigente di maggiore esperienza nella nostra intelligence: militare con un passato come rappresentante speciale dell’Onu in Afghanistan e poi con incarichi di vertice allo stato maggiore della Difesa, è da più di dieci anni alla nostra Agenzia di sicurezza esterna prima come vicario e poi, dal 2020, come direttore.

È un grande esperto di Africa e di Medio Oriente. Tanto che negli ultimi anni ha gestito i complicatissimi rapporti con i paesi del Nord Africa soprattutto nella gestione del dossier immigrazione: i difficili i contatti con Libia o Egitto, a lui si deve anche il lavoro che ha portato negli ultimi mesi a una rid…

Giovanni Caravelli è l’uomo che ha riportato in Italia Cecilia Sala. Era con lei sul Falcon che da Teheran è atterrato a Ciampino. Ma soprattutto è stato colui che, con la sponda politica di Palazzo Chigi, è riuscito a sbloccare la situazione negli ultimi giorni riattivando una serie di contatti con l’Iran coltivati nel corso degli anni. Caravelli è infatti il dirigente di maggiore esperienza nella nostra intelligence: militare con un passato come rappresentante speciale dell’Onu in Afghanistan e poi con incarichi di vertice allo stato maggiore della Difesa, è da più di dieci anni alla nostra Agenzia di sicurezza esterna prima come vicario e poi, dal 2020, come direttore.

È un grande esperto di Africa e di Medio Oriente. Tanto che negli ultimi anni ha gestito i complicatissimi rapporti con i paesi del Nord Africa soprattutto nella gestione del dossier immigrazione: i difficili i contatti con Libia o Egitto, a lui si deve anche il lavoro che ha portato negli ultimi mesi a una riduzione degli sbarchi in Italia. Proprio la sua capacità di mettersi al servizio dell’amministrazione gli ha permesso in questi anni di poter lavorare con governi di tutti i colori: dopo la felice esperienza con Draghi, all’inizio del governo Meloni si parlava di una difficoltà di rapporti con i nuovi vertici ma, al contrario, l’intesa con l’Autorità delegata, Alfredo Mantovano è sempre stata eccellente. Tanto che si era fatto il nome di Caravelli per la successione al Dis del dopo Belloni.

Lo testimonia proprio il ruolo che ha avuto nella gestione Sala: il filo con Chigi è stato diretto e riservatissimo. Incassato il via libera americano alla non estradizione di Abedini è toccato a Caravelli avere la fiducia dell’Iran. Che in un primo momento aveva preteso di liberare Sala soltanto dopo la scarcerazione del loro ingegnere. E invece poi ha deciso di fidarsi della parola di questo militare dalla grande esperienza.

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