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Paola Amadei, chi è l’ambasciatrice in Iran promossa da Tajani dopo il caso Sala

Paola Amadei, ambasciatrice italiana in Iran Ministero degli Esteri, Roma, 20 dicembre 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI 

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Esperta di Medio Oriente, è la prima donna a guidare l'ambasciata italiana nella Repubblica islamica
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Paola Amadei, prima donna a guidare l'ambasciata di Italia nella Repubblica islamica, dopo otto mesi a Teheran si è trovata davanti la sfida più difficile: una connazionale arrestata senza accuse specifiche, prelevata in albergo e rinchiusa in una cella di isolamento del carcere di Evin, strumento di repressione dei dissidenti.

Ora che Cecilia Sala è libera, per riconoscere i meriti della diplomatica - e per marcare il ruolo della Farnesina nella vicenda - il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha deciso di promuovere la funzionaria esperta di Medio Oriente al grado di ambasciatrice, il massimo della carriera (finora Amadei era ambasciatrice solo di funzione, ricopriva l'incarico senza il grado). Il vicepremier proporrà l’avanzamento nel Consiglio dei ministri del pomeriggio. "Ha lavorato intensamente in questi giorni", la sottolineatura di Tajani. "È andata a trovare Cecilia in carcere, le ha fatto avere beni di prima necessità”.

Romana, classe 1964, Amadei inizia la carriera…

Paola Amadei, prima donna a guidare l'ambasciata di Italia nella Repubblica islamica, dopo otto mesi a Teheran si è trovata davanti la sfida più difficile: una connazionale arrestata senza accuse specifiche, prelevata in albergo e rinchiusa in una cella di isolamento del carcere di Evin, strumento di repressione dei dissidenti.

Ora che Cecilia Sala è libera, per riconoscere i meriti della diplomatica - e per marcare il ruolo della Farnesina nella vicenda - il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha deciso di promuovere la funzionaria esperta di Medio Oriente al grado di ambasciatrice, il massimo della carriera (finora Amadei era ambasciatrice solo di funzione, ricopriva l'incarico senza il grado). Il vicepremier proporrà l’avanzamento nel Consiglio dei ministri del pomeriggio. "Ha lavorato intensamente in questi giorni", la sottolineatura di Tajani. "È andata a trovare Cecilia in carcere, le ha fatto avere beni di prima necessità”.

Romana, classe 1964, Amadei inizia la carriera diplomatica nel 1992, dopo il master in Alti studi europei al Collegio d’Europa di Bruges. Da lì, si snoda un lungo percorso tra i continenti. Il primo incarico, nel 1996, è a Singapore, dove diventa capo dell'ufficio commerciale dell'ambasciata italiana. Dal 2000, per dodici anni, si occupa di Europa, a vario titolo: quattro anni a Bruxelles per svolgere la funzione di primo segretario alla rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, tre a Roma nella direzione generale per l’integrazione europea, altri quattro anni di nuovo nella capitale belga come coordinatrice della politica commerciale e delle relazioni transatlantiche, sempre per la rappresentanza italiana in Ue. Segue da lì i negoziati per gli accordi di libero scambio tra la comunità europea e gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone, l’India, la Corea e il Mercosur.

Il primo incarico mediorientale nel 2012 la vede ambasciatrice in Oman, paese alleato con l'Occidente e contemporaneamente vicino all'Iran, con il quale è legato da stretti rapporti bilaterali. Torna a Roma nel 2017 per una nomina politica: durante il governo Gentiloni è consigliere diplomatico dell'allora ministro dell'Interno Marco Minniti.

Tre anni dopo, nel mezzo della pandemia, viene trasferita a Manama, ambasciatrice italiana nel Bahrein.

Alla guida dell'ambasciata di Teheran arriva a marzo 2024 in una fase quanto mai delicata. Due anni dopo le proteste scaturite da Mahsa Amini, la 22enne morta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale per non aver indossato correttamente il velo. E nel mezzo di un conflitto sempre potenziale tra Israele e Iran.

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