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È Rizzi il favorito nella corsa al Dis per il dopo Belloni

Vittorio Rizzi

 

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Oggi il Consiglio dei ministri in cui potrebbe essere formalizzata la scelta
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Giorgia Meloni ha fretta di chiudere la pratica Dis, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che coordina i nostri servizi segreti, dopo le dimissioni di Elisabetta Belloni, anticipate da Repubblica lunedì. Nella serata di oggi, a valle del consiglio dei ministri convocato per le 18, dovrebbe arrivare il nome del nuovo direttore. Quasi una settimana prima del 15 gennaio, l’ultimo giorno in carica di Belloni. Dopo giorni di rimuginamenti, in pole per guidare il dipartimento c’è il prefetto Vittorio Rizzi, poliziotto di lunga data, oggi numero due dell’Aisi, i servizi segreti interni. Un indizio: ieri Rizzi è stato a Palazzo Chigi, dove ha incontrato Ugo Taucer, il consigliere del sottosegretario Alfredo Mantovano, che per conto di Meloni ha la delega sull’intelligence. Ufficialmente i due avrebbero discusso del piano sicurezza del Giubileo. Ma diverse fonti a conoscenza del dossier confermano che è lui, Rizzi, il favorito per il post Belloni.

Giorgia Meloni ha fretta di chiudere la pratica Dis, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che coordina i nostri servizi segreti, dopo le dimissioni di Elisabetta Belloni, anticipate da Repubblica lunedì. Nella serata di oggi, a valle del consiglio dei ministri convocato per le 18, dovrebbe arrivare il nome del nuovo direttore. Quasi una settimana prima del 15 gennaio, l’ultimo giorno in carica di Belloni. Dopo giorni di rimuginamenti, in pole per guidare il dipartimento c’è il prefetto Vittorio Rizzi, poliziotto di lunga data, oggi numero due dell’Aisi, i servizi segreti interni. Un indizio: ieri Rizzi è stato a Palazzo Chigi, dove ha incontrato Ugo Taucer, il consigliere del sottosegretario Alfredo Mantovano, che per conto di Meloni ha la delega sull’intelligence. Ufficialmente i due avrebbero discusso del piano sicurezza del Giubileo. Ma diverse fonti a conoscenza del dossier confermano che è lui, Rizzi, il favorito per il post Belloni.

La mossa eviterebbe a Meloni un complesso effetto domino ai vertici delle agenzie della nostra intelligence, da poco rimaneggiati, con la nomina di Bruno Valensise a capo dell’Aisi nell’aprile scorso e quella di Francesco Paolo Figliuolo a vicedirettore dell’Aise, i servizi esterni, poco prima di capodanno. Due nomi circolati in questi giorni anche per il timone del Dis, come quello del numero uno dell’Aise, Giovanni Caravelli, appena rientrato dall’Iran con Cecilia Sala. La scelta di Rizzi ridurrebbe al minimo gli avvicendamenti nei servizi: al suo posto all’Aisi, come vicedirettore, arriverebbe un generale della guardia di finanza, Leandro Cuzzocrea, reggino classe ‘63, da un anno e mezzo capo di stato maggiore del comando generale delle fiamme gialle, un passato al Mef come vicecapo di gabinetto prima con Roberto Gualtieri ministro, nel Conte bis, e poi con Daniele Franco sotto Draghi.

Rizzi, 65 anni, bolognese, lunghissima carriera da uomo-macchina in polizia (ma non nella filiera dell’ex capo Franco Gabrielli), era arrivato al piano nobile dell’Aisi poco più di quattro mesi fa, il 2 settembre scorso, dopo un anno abbondante da vice vicario della polizia, nominato dal ministro Matteo Piantedosi. Prefetto dal 2016, ha diretto la Polstrada, la Criminalpol, prima ancora il gruppo investigativo “Marco Biagi” per le indagini sui terroristi a Bologna e le “mobili” di Milano, Venezia e Roma, dove è riuscito a risolvere il cold case dell’infermiere killer Angelo Stazzi. Meloni, dicono nella cerchia della premier, per la guida del Dis da giorni ragionava su un prefetto di esperienza che potesse svolgere il ruolo originario del dipartimento, cioè quello di coordinamento fra le due agenzie operative dell’intelligence, senza rischi di sovrapposizioni o protagonismi.

Per la nomina, la premier in teoria non ha bisogno della validazione del cdm: le basta firmare l’atto e informare il Cisr, il comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, che presiede.

Secondo fonti di governo però, per dare l’idea di una collegialità della scelta con gli alleati, passerà comunque dal consiglio dei ministri, che sempre oggi ratificherà la nomina di Fabrizio Curcio a commissario alla ricostruzione per l’alluvione in Emilia Romagna, al posto di Figliuolo.

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