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Musk duetto show con Weidel: “Afd salverà la Germania”. E lei: “Hitler comunista”

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Il confronto sui social
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VIENNA — Sono le sette di sera di mercoledì 9 gennaio. Un momento già destinato a passare alla storia. L’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, duecento milioni di followers sul “suo” X, regala il palcoscenico più esteso della terra, la sua piattaforma social, alla leader dell’estrema destra tedesca Afd. I due sembrano a loro agio e ridono molto. Ma nei momenti sbagliati. Quando Musk, per esempio, dice «ogni civiltà che si rispetti dovrebbe avere almeno due pianeti», restano seri. E anche quando Weidel urla che «Hitler era socialista, era comunista, e l’errore più grande è stato etichettarlo come un uomo di destra». Biblioteche di libri di storia vanno a fuoco, ma i duecentomila che seguono la strana coppia si lanciano in commenti entusiasti. C’è solo uno che si chiede «ma perché l’uomo più ricco del mondo che potrebbe stare su un’isola deserta con cento donne e sbevazzando cocktail fa un live con Alice Weidel?». Ma lo scopo dello show è chiarissimo, Musk lo ripete due volte: «Solo l’Af…

VIENNA — Sono le sette di sera di mercoledì 9 gennaio. Un momento già destinato a passare alla storia. L’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, duecento milioni di followers sul “suo” X, regala il palcoscenico più esteso della terra, la sua piattaforma social, alla leader dell’estrema destra tedesca Afd. I due sembrano a loro agio e ridono molto. Ma nei momenti sbagliati. Quando Musk, per esempio, dice «ogni civiltà che si rispetti dovrebbe avere almeno due pianeti», restano seri. E anche quando Weidel urla che «Hitler era socialista, era comunista, e l’errore più grande è stato etichettarlo come un uomo di destra». Biblioteche di libri di storia vanno a fuoco, ma i duecentomila che seguono la strana coppia si lanciano in commenti entusiasti. C’è solo uno che si chiede «ma perché l’uomo più ricco del mondo che potrebbe stare su un’isola deserta con cento donne e sbevazzando cocktail fa un live con Alice Weidel?». Ma lo scopo dello show è chiarissimo, Musk lo ripete due volte: «Solo l’Afd può salvare la Germania». E «voglio dare qui un consiglio forte: votate Afd, è solo senso comune, non hanno tesi radicali».

In effetti fino a quel momento Weidel si è tenuta. Ha espresso la sua contrarietà all’uscita dall’energia nucleare, «folle, stupida», e i due si sono sbellicati sul «camion» di documenti che Musk ha consegnato alle autorità tedesche per poter aprire la Gigafactory Tesla a Brandeburgo - omettendo di citare anche i miliardi di sussidi ricevuti da Scholz. Oppure Weidel punta il dito contro la presunta «agenda woke» e il «gender» che avrebbero rovinato il sistema educativo in Germania. E viene da augurarsi solo che la moglie della leader dichiaratamente lesbica dell’Afd non stia ascoltando il live. Segue un grottesco passaggio sull’immigrazione. Weidel spiega che «nel nostro buffo paese i migranti irregolari non possono essere buttati fuori». Tesi motivata così: «Il 60% dei profughi butta via i documenti appena entra in Germania». Musk la interrompe, entusiasta. «Quel che accade negli Usa! Alla frontiera col Messico ci sono pile di passaporti buttati». Di nuovo, nessuno ride. Neanche quando poco dopo Weidel chiede della criminalità in California e Musk sostiene che «praticamente rubare in California è legale».

Quando arriva l’endorsement sfegatato di Musk su Afd è come se a Weidel scappasse la frizione. Tuona contro Bill Gates «che voleva solo salvare i suoi vaccini», se la prende con «la truffa delle mascherine», e attacca il leader della Cdu Merz «che ha avvisato il mondo in autunno sul voto a Trump». Soprattutto, Weidel parte lancia in resta contro Hitler: «La prima cosa che ha fatto è stata eliminare la libertà di parola». Un modo per lisciare il pelo a Musk, che ha imposto su X una dittatura dell’algoritmo che seleziona solo i contenuti favorevoli alle sue tesi ma si proclama fautore del free speech per attaccare la Ue che impone una moderazione dei contenuti sui social. Poi arriva l’inattesa lezione di storia: «Hitler era un comunista che considerava se stesso un socialista. Finanziava tutto con soldi pubblici e ha nazionalizzato l’industria». Un errore, insomma, considerarlo un uomo di destra. Un etichetta che Weidel reclama invece per sé: «Noi siamo libertari e conservatori». Un passaggio importante riguarda i conflitti in Ucraina e in Israele, su entrambi Musk promette che «Trump li risolverà il fretta». Dopo un’ora e dieci, quando Weidel chiede a Musk «quando l’uomo andrà su Marte» e se «crede in Dio», il pubblico è stremato. Due potenti sindacati tedeschi fanno sapere che abbandonano per sempre X.

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