ROMA — Difesa assoluta dell’amico Elon Musk. Nessuna chiusura ad un accordo dell’Italia con Starlink. Adesione totale alla linea di Donald Trump. Commozione per la liberazione di Cecilia Sala e dubbi sull’ipotesi di ricandidarsi premier. Gelo verso Matteo Salvini. È la conferenza stampa di inizio anno per Giorgia Meloni. La seconda in dodici mesi. Due ore e mezzo, quarantuno domande.
Musk non è una minaccia
Parla di Elon Musk come di un «amico». E soprattutto, lo difende contro tutto e tutti: «Non prendo soldi da lui e non è un pericolo per la democrazia». Giura che non gli sembra ingerisca nella politica degli altri Paesi, perché non finanzia partiti, semmai lo fa «George Soros». «Il problema è che Musk è un privato o che non è di sinistra? Perché non si può fare che a chi è mio amico venga appiccicata una lettera scarlatta».
Laica su Starlink
Non c’è alcun contratto con Starlink per garantire all’Italia i satelliti di Musk, assicura, solo «interlocuzioni normali». Non ne ha par…
ROMA — Difesa assoluta dell’amico Elon Musk. Nessuna chiusura ad un accordo dell’Italia con Starlink. Adesione totale alla linea di Donald Trump. Commozione per la liberazione di Cecilia Sala e dubbi sull’ipotesi di ricandidarsi premier. Gelo verso Matteo Salvini. È la conferenza stampa di inizio anno per Giorgia Meloni. La seconda in dodici mesi. Due ore e mezzo, quarantuno domande.
Musk non è una minaccia
Parla di Elon Musk come di un «amico». E soprattutto, lo difende contro tutto e tutti: «Non prendo soldi da lui e non è un pericolo per la democrazia». Giura che non gli sembra ingerisca nella politica degli altri Paesi, perché non finanzia partiti, semmai lo fa «George Soros». «Il problema è che Musk è un privato o che non è di sinistra? Perché non si può fare che a chi è mio amico venga appiccicata una lettera scarlatta».
Laica su Starlink
Non c’è alcun contratto con Starlink per garantire all’Italia i satelliti di Musk, assicura, solo «interlocuzioni normali». Non ne ha parlato con Trump e neanche «personalmente» con Musk, giura. «Usare il pubblico per fare favore agli amici non è mio costume». Poi indica il dilemma: affidarsi a un privato o rinunciare a comunicazioni sicure? «Sono laica».
Al giuramento di Trump, forse Meloni potrebbe partecipare il 20 gennaio all’Inauguration day di Trump. «Valuto la compatibilità di agenda. Se riesco, volentieri».
“Non attacca la Groenlandia”
«Mi sento di escludere che gli Stati Uniti nei prossimi anni si metteranno a tentare di annettere con la forza territori» come Panama e Groenlandia, si sbilancia. E la premier difende il tycoon anche sui dazi Usa: «Per noi sarebbero un problema, ma non è una novità» per gli Usa.
“E non abbandonerà l’Ucraina”
Anche su Kiev la linea è difendere la posizione trumpiana. «Le garanzie di sicurezza sono fondamentali» e «non prevedo un disimpegno» degli Usa. «Non abbandonerà Kiev», giura. Pure sulla richiesta del presidente eletto di alzare al 5% le spese militari, zero polemiche: «La questione penso sia interna alla Ue».
Il momento più bello per Sala
«Vi farò una confessione - confida la leader - l’emozione più grande da premier è quando ho comunicato alla madre di Cecilia che sua figlia tornava a casa». Poi loda la «triangolazione con Iran e Usa» e nega che tra il 16 e il 19 dicembre sia mancato un alert dopo l’arresto di Abedini: «Abbiamo 500 italiani in Iran, qualsiasi comunicazione non poteva rimanere riservata». Quanto alla detenzione dell’iraniano, «il caso è al vaglio della ministero della Giustizia» e ne discuteremo con gli Usa. «Il lavoro non è ancora terminato».
L’addio di Belloni
La premier assicura «stima inalterata e rispetto enorme» per Elisabetta Belloni, l’ormai ex direttrice del Dis. Un passo indietro che si spiega con la volontà di «non finire nel tritacarne» degli incarichi. Meloni ricorda l’anticipazione di Repubblica: «Concordammo una transizione serena. Poi, si sa, le notizie girano…».
Dubbi sulla ricandidatura
La leader non offre certezze sulla sua eventuale ricandidatura nel 2027. «Non lo so – dice - questo è un lavoro faticosissimo, deciderò anche valutando i risultati che ho portato a casa. Ma sapete che non sono abbarbicata alla poltrona».
Niente rimpasto
«Non sono tendenzialmente favorevole alla parola rimpasto», ammette. Se poi Daniela Santanché dovesse essere rinviata a giudizio, si deciderà: «Vediamo, ne parlerò con lei».
Salvini, niente Viminale
Gela l’alleato, che ambisce al Viminale: «Sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, ma anche Piantedosi lo è». «Allo stato attuale non è nell’ordine delle cose».
In difesa di Arianna
«Non ho mai parlato di complotto» dei giudici contro mia sorella Arianna Meloni, però in molti la chiamano impropriamente in causa. Chi? «Immagino sia una strategia, altrimenti sarebbe cialtroneria. A livello politico c’è chi getta fango».
Premierato, forse
Spera di approvarlo nella legislatura, magari accompagnato da una legge elettorale coerente. Quanto al referendum costituzionale, «vorrei farlo in questa legislatura».
«Berlusconi fiero di noi»
«Concentreremo le nostre attenzioni sui salari e sulle assunzioni», promette Meloni. «Penso che Silvio Berlusconi possa essere fiero di noi». Nel 2025 il governo darà un «segnale al ceto medio».
L’accordo con Stellantis
«Sono soddisfatta dell’accordo con Stellantis – dice Meloni - cerchiamo quello che possiamo fare per avere sempre un approccio a tutela dei lavoratori».
Ora il Veneto meloniano
La premier ammette di puntare alla presidenza del Veneto per FdI. «Ne discuteremo con gli alleati».
In difesa sull’Albania
I centri in Albania, inutilizzati, «sono pronti ad essere operativi».
Con Mattarella
Critica la sua parlamentare che ha attaccato Sergio Mattarella, accusato di fare opposizione: «Ho grande rispetto per lui».
Bene Pier Silvio in campo
Una discesa in campo in politica di Pier Silvio Berlusconi? Non sarebbe un problema: «Io sarei aperta e disponibile a parlarne».
Ruffini “l’esattore”
Anche di Ernesto Maria Ruffini si è ipotizzato un impegno in politica, per rifondare il centro cattolico. Meloni è dura: «Si sa che gli esattori delle tasse in Italia sono fra quelli che riscuotono maggiore consenso...».
Contro Renzi
Difende la norma “anti-Renzi” che vieta ai parlamentari di avere lavori retribuiti fuori dall’Ue. «Condivido l’iniziativa. La notizia è che serve una legge per dire quello che il buonsenso, la coscienza e il buon gusto avrebbero richiesto».
Niente ius soli e amnistia
Chiude all’amnistia e all’indulto. E vale anche per lo ius soli: «Non metterei altra carne al fuoco».
Difende il carabiniere
Meloni chiede un riconoscimento dell’Arma per il maresciallo Masini, indagato per eccesso di legittima difesa dopo aver ucciso un uomo che aveva ferito passanti a Rimini.
Niente “M” e neanche Scurati
«Non vedo una serie tv – tranne quella bellissima su Elisa Claps - e non leggo un libro che non sia il Pnrr da due anni…», risponde Meloni a chi le chiede se ha letto i libri su Mussolini di Antonio Scurati e se vedrà la serie su Sky “M” con Luca Marinelli.
Le formiche di Meloni
Le chiedono: “Lei calpesta le formiche?”. E la premier: «Se le vedo, no. È la risposta giusta? Che devo dì.. sono in difficoltà. Starò più attenta...».