ROMA — «Magnifica se stessa e dimentica il Paese reale. Siamo al trionfo della propaganda: nemmeno una novità da parte di una presidente del Consiglio che, dacché è in carica, spaccia per storico qualunque cosa faccia», attacca Nicola Fratoianni, segretario di SI e deputato di Avs.
Normale che a sinistra la vediate così: non sarà un pregiudizio, il suo?
«Il racconto di Giorgia Meloni è quello di un’Italia in cui va tutto bene, pronta a difendere i miliardari alla Musk ma incurante della condizione materiale di tanti suoi concittadini che non sanno come tirare avanti».
Non li vede o lo fa apposta per non doversi giustificare?
«La seconda. Non a caso ha glissato sulle domande scomode e non ha detto una parola sui 4,5 milioni di persone che hanno rinunciato a curarsi, più della metà per motivi economici. Non una parola su salari, pensioni e lavoro povero. Ha esaltato il dato sull’occupazione, ma taciuto sul record di povertà assoluta e su quanti rischiano il posto per le crisi aziendali,…
ROMA — «Magnifica se stessa e dimentica il Paese reale. Siamo al trionfo della propaganda: nemmeno una novità da parte di una presidente del Consiglio che, dacché è in carica, spaccia per storico qualunque cosa faccia», attacca Nicola Fratoianni, segretario di SI e deputato di Avs.
Normale che a sinistra la vediate così: non sarà un pregiudizio, il suo?
«Il racconto di Giorgia Meloni è quello di un’Italia in cui va tutto bene, pronta a difendere i miliardari alla Musk ma incurante della condizione materiale di tanti suoi concittadini che non sanno come tirare avanti».
Non li vede o lo fa apposta per non doversi giustificare?
«La seconda. Non a caso ha glissato sulle domande scomode e non ha detto una parola sui 4,5 milioni di persone che hanno rinunciato a curarsi, più della metà per motivi economici. Non una parola su salari, pensioni e lavoro povero. Ha esaltato il dato sull’occupazione, ma taciuto sul record di povertà assoluta e su quanti rischiano il posto per le crisi aziendali, raddoppiate nell’ultimo anno. Per lei la priorità sono le riforme e i centri in Albania».
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E non ha risposto sulle bollette, che in Italia costano il 30% in più del resto d’Europa.
«È una tecnica collaudata: ogni volta che è chiamata a misurarsi col fallimento delle sue promesse, scappa. Era già successo su accise, pensioni minime a mille euro e taglio delle tasse. La realtà è una pietra dura, quando ci sbatte contro, Meloni la aggira. Peccato che i problemi restino tutti lì, intatti: e a pagarne le spese sono gli italiani».
Ma una premier che tratta alla pari coi grandi del mondo non dovrebbe inorgoglire anche voi?
«Se fosse così si adopererebbe, ad esempio, per far cessare il fuoco a Gaza: tema al quale ha riservato solo poche frasi di circostanza. Al contrario del fiume di elogi all’amico Elon e all’amico Donald, di cui ha minimizzato le minacce agghiaccianti nei confronti di una manciata di Stati sovrani, alcuni dei quali membri della Nato».
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A proposito di Musk, per Meloni la sua Starlink potrebbe essere una strada obbligata per l’Italia.
«Sono basito. Il governo liquida con una battuta una questione politica gigantesca: può un grande Paese del G7 appaltare i propri asset strategici e della sicurezza nazionale a un monopolista privato?».
La premier ha spiegato che un’analoga tecnologia pubblica in Europa non esiste, siamo in ritardo.
«Allora si candidi lei a colmare questo vuoto. Visto che si propone come una leader globale, si dia una mossa. Siccome siamo in ritardo, la risposta non può essere che tocca arrendersi e consegnarsi mani e piedi a uno che controlla lo spazio quasi in esclusiva e fa i suoi interessi, non certo quelli dell’Italia. La quale qualche danno l’ha già subito: la rete Telecom è stata venduta agli americani di Kkr, se diamo a Musk gli asset strategici la privatizzazione dell’interesse generale è definitiva».
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Meloni tuttavia sostiene che non lo si può penalizzare solo perché è suo amico e ha idee di destra.
«Il fatto che Musk sia il principale tifoso dell’estrema destra in giro per il mondo, da questo punto di vista, è irrilevante. Il problema non sta nelle sue idee politiche, ma nel fatto che il suo interesse confligge con il nostro».
Meloni punta a creare, insieme a Trump e Milei, un’internazionale sovranista che sposti all’estrema destra le democrazie occidentali?
«L’internazionale nera che sfrutta la grande finanza e vari strumenti di influenza per cambiare gli equilibri esiste da un po’. E non vorrei mai che il giustificazionismo sulle manie imperialiste di Trump — lo dico con una battuta — finisca per costringere proprio noi di Avs a chiedere di alzare le spese militari per difendere l’Italia dal tycoon Usa. Dopo Groenlandia e Canada, non è escluso gli venga in mente di mutare il Golfo di Sorrento nel Golfo di Mar-a-Lago».