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“L’intesa sui satelliti con SpaceX è rischiosa. Per l’Esa l’Italia resta partner di Iris2”

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Intervista al direttore delle telecomunicazioni dell’Agenzia Spaziale Europea. “Un miliardo e mezzo è un prezzo sorprendentemente alto. Se l’esempio di Roma sarà seguito da altre nazioni? Non ne vedo la necessità”
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“C’è una corsa al primato spaziale in corso, e le telecomunicazioni sono al centro di questa gara. L’Europa non può rischiare di dipendere dalle imprese private di Stati Uniti o Cina”.

Laurent Jaffart è il direttore della connettività e delle comunicazioni sicure dell’Esa, Agenzia Spaziale Europea. E’ lui a seguire direttamente lo sviluppo di Iris2, la costellazione di satelliti per le telecomunicazioni sicure e criptate che l’Europa sta mettendo in piedi per i suoi paesi membri.

Cosa pensa dei negoziati in corso fra il governo italiano e l’azienda di Elon Musk, SpaceX, per i servizi internet dei satelliti Starlink?

“Non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali dall’Italia, solo notizie di stampa. Per noi l’Italia resta un partner di Iris2. Nel 2022 si è impegnata a partecipare al progetto, che è finanziato tramite la Commissione Europea. E le sue industrie sono ben contente di contribuire”.

Laurent Jaffart 
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“C’è una corsa al primato spaziale in corso, e le telecomunicazioni sono al centro di questa gara. L’Europa non può rischiare di dipendere dalle imprese private di Stati Uniti o Cina”.

Laurent Jaffart è il direttore della connettività e delle comunicazioni sicure dell’Esa, Agenzia Spaziale Europea. E’ lui a seguire direttamente lo sviluppo di Iris2, la costellazione di satelliti per le telecomunicazioni sicure e criptate che l’Europa sta mettendo in piedi per i suoi paesi membri.

Cosa pensa dei negoziati in corso fra il governo italiano e l’azienda di Elon Musk, SpaceX, per i servizi internet dei satelliti Starlink?

“Non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali dall’Italia, solo notizie di stampa. Per noi l’Italia resta un partner di Iris2. Nel 2022 si è impegnata a partecipare al progetto, che è finanziato tramite la Commissione Europea. E le sue industrie sono ben contente di contribuire”.

Laurent Jaffart 

Iris2 costerà 10,6 miliardi di euro. Si è detto che è molto caro rispetto a un contratto da 1,5 miliardi con SpaceX. E’ così?

“Stiamo confrontando pere con mele. Iris2 è un’infrastruttura a sovranità europea. Viene costruita, lanciata e fatta funzionare dai paesi membri, che avranno anche dei ritorni economici per le forniture delle loro industrie. Il finanziamento avviene tramite la Commissione Europea. La quota di ciascun paese va calcolata in base al suo contributo complessivo alla Commissione. SpaceX, in base a quanto ho letto sulla stampa, offrirebbe all’Italia solo un servizio per 5 anni. E a un prezzo non da poco”.

Le sembra caro?

“E’ una cifra sorprendentemente alta e non è chiaro il perché. E’ più di quanto spendono tutti gli altri stati europei messi insieme sul mercato privato per le telecomunicazioni governative”.

Però Iris2 sarà pronto nel 2030. Nel frattempo come fanno gli altri stati?

“Starlink non è l’unica costellazione al lavoro. Ce ne sono altre già operative o che stanno per entrare in funzione per i paesi europei. La peculiarità di Starlink è di operare in un’orbita bassa, a poche centinaia di chilometri. Iris2 posizionerà i suoi satelliti in orbite basse e medie, che arrivano a 8mila chilometri. I satelliti attuali sono invece geostazionari e lavorano in orbite più alte. Hanno un problema di latenza, cioè di leggero ritardo tra l’invio e la ricezione dei segnali, ma hanno sempre dimostrato di avere capacità sufficiente per i paesi europei”.

Crede che l’esempio italiano di acquistare servizi da Starlink sarebbe seguito da altre nazioni?

“Sono decisioni degli stati, ma non ne vedo la necessità”.

Iris2 offrirà prestazioni simili a Starlink?

“Sì e in più offrirà la sovranità completa agli stati membri. Ciascun governo avrà una chiave e utilizzerà un sistema per le comunicazioni criptate con la tecnologia 5G. Iris2 è concepito per non consentire alcun trasferimento di dati al di fuori dell’Unione Europea”.

Starlink invece?

“Dipende dall’architettura del sistema, che io non conosco. Dovrebbe essere l’Italia a chiedere i dettagli, in caso di negoziati. A noi non risulta che esista una garanzia che i dati non vengano fatti transitare negli Stati Uniti”.

Iris2 potrà essere usato anche per scopi militari?

“Ogni paese sarà libero di accedere e usarlo come vuole, incluse le comunicazioni militari”.

Qualcuno avrà il potere di spegnerlo?

“No, non è prevista questa possibilità. Non avverrà come in Ucraina, dove i satelliti di SpaceX durante la guerra sono stati disattivati per decisione del suo Ceo. Sappiamo anche che la copertura di Starlink oggi non si estende alle intere frontiere geografiche dell’Ucraina”.

Nella corsa al predominio per lo spazio, quali sono gli altri paesi coinvolti?

“Oltre agli Stati Uniti, la Cina è molto attiva. La novità sorprendente è che la corsa non coinvolge solo gli stati, ma anche attori non tradizionali. Costruttori di automobili o compagnie telefoniche in Cina stanno progettando le loro costellazioni di satelliti per le telecomunicazioni. La Commissione Europea e l’Esa hanno deciso di lanciare il progetto Iris2 proprio per non essere tagliati fuori da questo settore. Avremmo rischiato di dipendere da fornitori privati e stranieri per le comunicazioni e il trasferimento di dati sensibili”.

Qualora stringesse un accordo con SpaceX, l’Italia verrebbe tagliata fuori da Iris2?

“Ne sappiamo ancora poco, ma al momento direi di no. Sembra che i negoziati con SpaceX prevedano la fornitura di un servizio per 5 anni. Iris2 diventerà operativa nel 2030. Prima facie non vedo ragioni di incompatibilità”.

Il suo connazionale Thierry Breton, ex commissario europeo, ha detto in un’intervista a Repubblica che Iris2 è un elemento importante della sovranità europea e che l’Europa dovrebbe essere più determinata nel difendere la propria democrazia. E’ d’accordo?

“Sono un direttore dell’Esa e non parlo di politica, ma non posso trattenermi dal dire che un’Europa unita è più forte e che Iris2 offre all’Europa e ai suoi stati membri l’occasione di essere più uniti”.

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