ROMA - Tutto precipitosamente per recuperare mesi e scrutini perduti, tutto sul filo dei minuti per stare nei termini di legge. Insomma all’italiana. E, ancora una volta, è la Corte Costituzionale a dover riparare – non senza implicite reprimende – ai vuoti della politica. Di fronte all’immagine, non esaltante, del Parlamento che in seduta comune si riunisce solo il 14, martedì, e finalmente prom…