Il primo assaggio di (studiata) trincea saranno le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, da quella di venerdì 24 a Roma, di fronte al Guardasigilli Nordio, a quelle di tutte le altre sedi. Tra pochi giorni la separazione delle carriere dovrebbe portare a casa il primo simbolico via libera alla Camera e l’Associazione nazionale magistrati - peraltro alla vigilia delle imminenti elezioni, si vota dal 26 gennaio - in vista del referendum conferma mobilitazioni, pubblici dibattiti e proteste come stabilito dalla delibera unitaria dell’Anm, nella recente affollata generale di dicembre, l’ultima assemblea guidata da Giuseppe Santalucia. Che non si ricandiderà e che, oggi a un’iniziativa con l’Ordine dei giornalisti ribadisce: “Se ci sarà il via libera alla separazione, ci muoveremo in attuazione del deliberato della nostra assemblea straordinaria di dicembre e quindi cercando in tutti i modi di veicolare le ragioni di contrarietà. Nessuna protesta di arroccamento, di chiusura ar…
Il primo assaggio di (studiata) trincea saranno le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, da quella di venerdì 24 a Roma, di fronte al Guardasigilli Nordio, a quelle di tutte le altre sedi. Tra pochi giorni la separazione delle carriere dovrebbe portare a casa il primo simbolico via libera alla Camera e l’Associazione nazionale magistrati - peraltro alla vigilia delle imminenti elezioni, si vota dal 26 gennaio - in vista del referendum conferma mobilitazioni, pubblici dibattiti e proteste come stabilito dalla delibera unitaria dell’Anm, nella recente affollata generale di dicembre, l’ultima assemblea guidata da Giuseppe Santalucia. Che non si ricandiderà e che, oggi a un’iniziativa con l’Ordine dei giornalisti ribadisce: “Se ci sarà il via libera alla separazione, ci muoveremo in attuazione del deliberato della nostra assemblea straordinaria di dicembre e quindi cercando in tutti i modi di veicolare le ragioni di contrarietà. Nessuna protesta di arroccamento, di chiusura arrogante alla riforma”.
Per Santalucia, “il Parlamento ha tutto il diritto di riformare anche la Costituzione credo che però, siccome si andrà probabilmente al referendum, l'ampliamento del dibattito sulle ragioni di questa riforma possa essere prezioso sia per chi è fautore della riforma sia per noi che siamo contrari. Quindi contribuiremo a che il referendum sia una scelta quanto più consapevole".
La separazione, già bocciata pochi giorni fa dal plenum del Csm, è per il vertice dell’Anm “uno strappo alla Costituzione”. "Crediamo che una riforma della Carta - spiega il presidente Anm - non solo non sia necessaria, per nulla necessaria, ma addirittura sia dannosa, uno strappo a quel tessuto costituzionale che ci ha retto per tutti questi anni - ha aggiunto - si crea uno squilibrio tra i poteri dello Stato per gli argomenti che spenderemo in tutte le sedi possibili come abbiamo fatto finora".