Inchiesta su Berlusconi, Marina attacca Report: “Pattume mediatico”
di Giovanna Vitale«Pattume mediatico-giudiziario». Stavolta Marina Berlusconi non intende lasciar correre. L’inchiesta di Report sui presunti affari politico-mafiosi di Marcello Dell’Utri in combutta con il padre Silvio l’ha fatta andare su tutte le furie. Scatenando la reazione di Forza Italia, che ha subito chiesto ai vertici di Viale Mazzini di «fermare questo scempio». Ovvero la chiusura della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci per «uso politico della tv di Stato». Scudato invece da 5S e Pd. «Se qualcuno pensa di abbattere uno degli ultimi presidi di indipendenza in Rai sappia che non lo permetteremo», avverte Barbara Floridia, presidente della Vigilanza: «Difenderemo il servizio pubblico da ogni nuovo editto bulgaro».
Durissima la figlia del Cavaliere: «Rimestando per quasi due ore in un bidone di accuse sconnesse, illogiche, già smentite mille volte, utilizzando prevalentemente, addirittura, brani di puntate precedenti, e dando voce a personaggi più che screditati — attacca la presidente …
«Pattume mediatico-giudiziario». Stavolta Marina Berlusconi non intende lasciar correre. L’inchiesta di Report sui presunti affari politico-mafiosi di Marcello Dell’Utri in combutta con il padre Silvio l’ha fatta andare su tutte le furie. Scatenando la reazione di Forza Italia, che ha subito chiesto ai vertici di Viale Mazzini di «fermare questo scempio». Ovvero la chiusura della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci per «uso politico della tv di Stato». Scudato invece da 5S e Pd. «Se qualcuno pensa di abbattere uno degli ultimi presidi di indipendenza in Rai sappia che non lo permetteremo», avverte Barbara Floridia, presidente della Vigilanza: «Difenderemo il servizio pubblico da ogni nuovo editto bulgaro».
Durissima la figlia del Cavaliere: «Rimestando per quasi due ore in un bidone di accuse sconnesse, illogiche, già smentite mille volte, utilizzando prevalentemente, addirittura, brani di puntate precedenti, e dando voce a personaggi più che screditati — attacca la presidente di Fininvest — la trasmissione ha tentato di riesumare le infamanti, paradossali accuse di una presunta vicinanza di mio padre alla criminalità organizzata: accuse ormai vecchie un quarto di secolo e tutte regolarmente sepolte sotto le plurime archiviazioni decise, sempre su richiesta degli stessi inquirenti, dai tribunali di Palermo, di Caltanissetta e di Firenze. Accuse totalmente false finite nel nulla, così come nel nulla non potrà che finire anche l’ultima di queste inchieste, assurdamente riaperta a Firenze molti anni fa, dopo quattro successive archiviazioni». Un’intemerata pronta a trasferirsi nelle aule di giustizia: «Faremo ricorso a tutti gli strumenti legali per reagire a questo ignobile e vergognoso esercizio di pseudo-giornalismo».
Il servizio di Report si apre con le immagini dei funerali del capostipite: «Chi lo ama gli perdona tutto», il commento in sottofondo, «anche di aver scelto come manager e fondatore del suo partito un uomo come Marcello Dell’Utri, ponte con la mafia. Berlusconi ci ha lasciati con una condanna per frode fiscale e con un’indagine come mandante esterno delle stragi di mafia del ‘93. Non è riuscito a farsi eleggere presidente della Repubblica, ma per lui è arrivato il lutto nazionale, onore concesso solo a Ciampi». La tesi di Report, firmata da Paolo Mondani, si fonda sui «nuovi dettagli» svelati dalla procura di Firenze, per la quale gli attentati dei primi anni ‘90 sarebbero il frutto dell’accordo fra Cosa nostra e l’ex senatore siciliano, fedelissimo di Berlusconi, che avrebbe agito come tramite per creare un clima favorevole all’affermazione della neonata FI.
È in quest’ambito che lo scorso luglio sono state depositate perizie contabili inedite, da cui emergerebbe che l’ex premier «in 50 anni avrebbe consegnato a Dell’Utri una mole di denaro impressionante: oltre 100 milioni e un vitalizio di 30 mila euro al mese», spiega Ranucci. «Per far cosa? Per gratitudine verso di chi ha condiviso un percorso imprenditoriale e politico o per averlo protetto dalle indagini sulla mafia?». Da qui la controffensiva di Marina. Sostenuta dall’intero centrodestra. Parla di «marmellata indigesta che avvelena l’informazione con un’infinita serie di bugie» l’azzurro Mulé. Di «deriva ideologica con evidenti finalità politiche» Montaruli (FdI). Di «roba indegna» la Lega. Anche Renzi si schiera con Marina. Ma Ranucci non ci sta. «È un’inchiesta rigorosa, di grande interesse pubblico, basata su documenti e dichiarazioni vagliate dai magistrati». Ennesimo capitolo della saga Report-contro tutti.