“Salvini torna a bordo!”, lo attaccano da ogni anfratto delle opposizioni. Pd, 5 Stelle, Avs, +Europa, Italia Viva, Azione, tutti scatenati contro il ministro delle infrastrutture che mentre i treni tracollano un’altra volta sparisce. Dopo il caos di martedì alla stazione Termini oggi nuovi rallentamenti sulla linea Roma-Firenze, nel nodo di Verona, sulla Jonica, a Pomezia, sulla Domodossola-Milano. Ma Salvini non si presenta nemmeno al question time in Parlamento previsto nel primo pomeriggio. Con Matteo Renzi che gli urla “Buffone dimettiti”. E alla fine il vicepremier interviene. Accusando i governi del Pd: "Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato un piano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese, ma Renzi se la prende con me. Ma non doveva ritirarsi dalla politica?” scrive su X il leader della Lega.
Intanto il ministro de…
“Salvini torna a bordo!”, lo attaccano da ogni anfratto delle opposizioni. Pd, 5 Stelle, Avs, +Europa, Italia Viva, Azione, tutti scatenati contro il ministro delle infrastrutture che mentre i treni tracollano un’altra volta sparisce. Dopo il caos di martedì alla stazione Termini oggi nuovi rallentamenti sulla linea Roma-Firenze, nel nodo di Verona, sulla Jonica, a Pomezia, sulla Domodossola-Milano. Ma Salvini non si presenta nemmeno al question time in Parlamento previsto nel primo pomeriggio. Con Matteo Renzi che gli urla “Buffone dimettiti”. E alla fine il vicepremier interviene. Accusando i governi del Pd: "Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato un piano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese, ma Renzi se la prende con me. Ma non doveva ritirarsi dalla politica?” scrive su X il leader della Lega.
Intanto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, partecipando al question time afferma: "Rispondo anche con gli elementi pervenuti dal Gruppo Ferrovie dello Stato italiane. I ritardi che si registrano sulle diverse tipologie di collegamento ferroviario si attestano su percentuali in linea con quelle degli ultimi anni. Il tasso di puntualità è, infatti, del 74% sulle Frecce, dell'82,6% sugli Intercity e dell'88,9% sui Regionali. Le ragioni dei ritardi sono riferite per circa il 34% all'affidabilità dell'infrastruttura e per circa il 25% al materiale rotabile. La restante quota trova origine in cause esterne al sistema ferroviario".
Matteo Renzi era tornato all’attacco rilanciando la petizione on line per chiedere le dimissioni del ministro: “Sei stato al governo più tempo di me, buffone. Da quando tu fai il ministro, è un ritardo continuo. Ma perché non ti dimetti come ti stanno chiedendo migliaia di cittadini?”, controribatte via social a Salvini, che poco prima lo aveva attaccato ricordandogli la promessa non mantenuta di lasciare la politica ai tempi del referendum.
Elly Schlein, segretaria del Pd, afferma a Metropolis su Repubblica. "Mi aspetto anche che ci accusino di essere stati noi a mettere i chiodi...". La leader dem prosegue: "Salvini sta ovunque tranne dove dovrebbe stare, a fare il ministro dei Trasporti. Ma è anche responsabilità di Meloni, si dirà di lei che quando governava lei non c'era un treno che arrivasse puntuale".
Il leader di Azione Carlo Calenda ha interrogato il governo sul disastro di questi giorni, tra cancellazioni, ritardi biblici e guasti. Ferrovie ha depositato stamani un esposto alla Digos di Roma. Salvini è però impegnato in un incontro col ministro degli Esteri israeliano. A rispondere è il ministro dei rapporti col Parlamento Luca Ciriani. Che ha diffuso i dati di Ferrovie: “I ritardi che si registrano sulle diverse tipologie di collegamento ferroviario si attestano su percentuali in linea con quelle degli ultimi anni. Il tasso di puntualità è, infatti, del 74% sulle Frecce, dell'82,6% sugli Intercity e dell'88,9% sui Regionali. Le ragioni dei ritardi sono riferite per circa il 34% all'affidabilità dell'infrastruttura e per circa il 25% al materiale rotabile. La restante quota trova origine in cause esterne al sistema ferroviario". E ancora: "I crescenti volumi di traffico e la presenza dei numerosi cantieri sulla rete, in virtù della mole di investimenti attualmente in corso, generano inevitabili effetti sul servizio di trasporto e situazioni di disagio come quelle a cui abbiamo assistito di recente. Per questa ragione, sono in corso approfondimenti per la rimodulazione e razionalizzazione dell'offerta da parte di Rfi, d'intesa con le imprese ferroviarie, gli stakeholder di settore e l'Autorità di regolazione dei trasporti".
"Che fine ha fatto Salvini? Le stazioni di Milano e Roma in ginocchio nei giorni scorsi, oltre 100 casi di interruzioni e criticità sulla linea ferroviaria da inizio anno, ma il ministro dei Trasporti Salvini non viene in Parlamento, non spiega ai cittadini, non si ha notizia di provvedimenti, interventi e decisioni drastiche per rimediare a questi disastri. Dai suoi social leggiamo ora che sta tentando di fare concorrenza al ministro degli esteri, incontrando il ministro degli esteri del governo criminale di Netanyahu per dirgli 'potete contare su di noi'. Poco fa la lega è uscita per sostenere gli esposti di ferrovie contro i disservizi dei treni. Lo dicano chiaramente: hanno sospetti di complotti anche su questo?”, sferza il leader M5S Giuseppe Conte sui social. "Salvini è per caso su uno dei treni fermi? Perché noi non ne abbiamo notizie. C'è un ministro di questo governo che dovrebbe almeno metterci la faccia e invece si è dato alla macchia. E non penso che questo governo possa permettersi di fronte i problemi che i cittadini stanno vivendo da mesi di minimizzare. Assistiamo al caos dei trasporti da troppo tempo, non c'è più un treno che arrivi puntuale – precisa Simona Malpezzi, senatrice del Pd – E il problema è che il ministro che dovrebbe metterci la faccia e spiegare che cosa sta succedendo, e soprattutto che cosa hai in mente di fare, è in silenzio. No, ho sbagliato: non è il silenzio, parla di altro. Vuole fare il ministro dell'interno. Forse sta facendo apposta a dimostrarsi il peggiore ministro dei trasporti di sempre, per costringere la premer a spostarlo al Viminale.
"Non sapendo come far fronte ai disservizi continui e come giustificarsi, le ferrovie e il ministro Salvini evocano il complotto. Siamo oltre il ridicolo, siamo passati dalla sfortuna al sabotaggio. Sì facciano pure tutte le verifiche ma temo che sia invece solo incapacità", afferma la senatrice Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva. “Prendiamo atto - aggiunge Paita - che Fs e ministero hanno smesso di minimizzare e ammettono finalmente che qualcosa non sta funzionando, e che i cantieri non c'entrano nulla. Ribadisco: Salvini se ne deve andare, e abbiamo presentato una apposita petizione". Calenda ironizza: "Ferrovie presenta un esposto contro Ferrovie per i disservizi provocati da ferrovie. Bene così" scrive su X il leader di Azione. “Salvini si dimetta” ripetono i leader di Avs e +Europa Nicola Fratoianni e Riccardo Magi.
L’intera vicenda finirà all'attenzione dei magistrati di Roma con l'esposto denuncia presentato dal Gruppo Fs alla luce "dell'ennesimo incidente anomalo sulla rete". In base a quanto si apprende l'incartamento è stato trasmesso oggi dai denuncianti alla Digos della Questura capitolina che poi invierà nei prossimi giorni una informativa a piazzale Clodio. Il Gruppo Fs, in riferimento a quanto avvenuto in questi giorni, parla di "circostanze altamente sospette" e nell'atto che finirà all'attenzione dei magistrati si fa riferimento agli orari in cui si sono verificati "alcuni problemi, il tipo di guasti e la loro frequenza".