Meloni, compleanno a Abu Dhabi. Rama le regala un foulard: Musk? Gli altri vanno e vengono, io resto
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoAbu-Dhabi – Circondata dalla security emiratina, Giorgia Meloni riceve il primo omaggio di compleanno (le candeline sono 48) dall’amico Edi Rama. La premier è ad Abu Dhabi per un forum sulla sicurezza energetica, ospite del sultano Mohammed bin Zayed, che la vede faccia a faccia alle 18, le 15 italiane.
Il primo ad accoglierla nei padiglioni dell’Adnec è il primo ministro albanese, altro ospite della kermesse sul golfo. Rama le consegna un pacchetto rosso, dentro c’è un foulard grigio punteggiato da fotoritratti di abitanti albanesi del secolo scorso. Rama la chiama “her majesty”, intona un “tanti auguri”, invita i presenti a fare un coretto (ma non lo segue nessuno), “io ho una voce da somaro albanese”. La premier, imbarazzata, scarta il regalo, si fa mettere il foulard sopra la testa, a mo’ di copricapo arabo. Risate. Rama parla di “intimità di coppia” con la premier italiana. “Musk un rivale per me? Gli altri vanno e vengono, io resto”. “Che personaggio!”, chiosa Meloni.
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Abu-Dhabi – Circondata dalla security emiratina, Giorgia Meloni riceve il primo omaggio di compleanno (le candeline sono 48) dall’amico Edi Rama. La premier è ad Abu Dhabi per un forum sulla sicurezza energetica, ospite del sultano Mohammed bin Zayed, che la vede faccia a faccia alle 18, le 15 italiane.
Il primo ad accoglierla nei padiglioni dell’Adnec è il primo ministro albanese, altro ospite della kermesse sul golfo. Rama le consegna un pacchetto rosso, dentro c’è un foulard grigio punteggiato da fotoritratti di abitanti albanesi del secolo scorso. Rama la chiama “her majesty”, intona un “tanti auguri”, invita i presenti a fare un coretto (ma non lo segue nessuno), “io ho una voce da somaro albanese”. La premier, imbarazzata, scarta il regalo, si fa mettere il foulard sopra la testa, a mo’ di copricapo arabo. Risate. Rama parla di “intimità di coppia” con la premier italiana. “Musk un rivale per me? Gli altri vanno e vengono, io resto”. “Che personaggio!”, chiosa Meloni.
Seguita dalla figlia Ginevra, rimasta in hotel, e da Francesco Lollobrigida, qui come ministro dell’Agricoltura insieme al collega forzista dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, Meloni passa negli Emirati il compleanno, ripartirà domattina. Due anni fa bin Zayed la portò a pranzo da Zuma (non quello di Fontanella Borghese) che qui è particolarmente pregiato. Stavolta chissà.
L’accordo sull’Albania sull’energia
Tra un cinguettio su X per festeggiarsi (“E sono 48, grazie a tutti per la forza che mi date, finché voi ci siete continuerò a dare il massimo”) e un pranzo con Lollobrigida e il ministro dell’Industria dello stato arabo, Meloni ad Abu Dhabi firma un accordo proprio con l’Albania e con gli Emirati. “Un miliardo di euro di investimenti, sarà di aiuto”, fa sapere Rama. Nel suo paese, dall’altro lato dell’Adriatico, verranno tirate su da qui a 3 anni alcune centrali green, con gli investimenti degli sceicchi, che porteranno nello Stivale attraverso un cavo sottomarino energia pulita (fotovoltaico solare, eolico e soluzioni ibride). “Sono orgogliosa, sviluppare interconnessioni è la chiave di una nuova diplomazia energetica, l’Italia può diventare un hub strategico per i flussi tra Europa e Africa”, sostiene Meloni sul palco, dopo avere rilanciato il nucleare, augurandosi che la “fusione possa potenzialmente produrre energia pulita e sicura, cambiando nella sostanza la storia”. Rama, dalla platea, ringrazia. E mentre gira per i padiglioni tirati a lucido del modernissimo Adnec (dove sono parcheggiate in bella mostra anche le Tesla fiammanti dell’amico Elon Musk) alla premier recapita un mazzo di fiori pure il presidente del Kazakhistan, Kassym-Jomart Tokayev. “Venga a trovarci”.
I centri migranti in Albania
I migranti? Viene poi chiesto a Rama. Funzioneranno? Come ha scandito dal palco di Atreju cirac un mese fa Meloni. “Credo di sì, vediamo”, i centri “hanno già avuto un ruolo di deterrenza”. In Albania, aggiunge il primo ministro albanese, “ci sono state poche polemiche...” e “i conti li fate voi, per il vostro governo e il vostro Paese". All'Albania è convenuto? "Quando si tratta di fratellanza, alleanze e vicinanze come quella che abbiamo con l'Italia non deve sempre convenire. Sennò perché siamo amici, fratelli e alleati? Quando ci sono cose difficili si devono fare. L'Italia - sottolinea il premier dell'Albania - ha fatto per noi, grazie ai governi italiani, cose che non convenivano. Non dimenticherò mai, quando ci fu il terremoto, che i vigili del fuoco italiani furono i primi ad arrivare: vennero in tanti e con un'organizzazione puntuale, entrarono sotto le macerie, rischiando la vita. Venivano per la prima volta in un Paese straniero”, conclude Edi Rama.