Lollobrigida: “In Veneto sceglieremo il più bravo. Dividersi? Incomprensibile”
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoFrancesco Lollobrigida
ABU DHABI — «Centrodestra separato in Veneto? A me sembra incomprensibile». Nell’angolo fumatori del gigantesco Adnec di Abu Dhabi, mentre svapa in pausa lavori una sigaretta elettronica blu, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e capodelegazione di FdI al governo, interviene per la prima volta da mesi sulla politica nazionale. Parte dal senso della sua missione negli Emirati affianco alla premier Giorgia Meloni («vedrete, inonderemo di grano il golfo», annuncia con un sorrisone, mentre snocciola dati sulle partnership coi paesi arabi appena siglate e quelle ancora da limare, «tutte senza cessioni di aziende italiane»). Ma poi, una domanda dopo l’altra, risponde anche sulle tensioni tra i Fratelli e la Lega, che da qualche giorno minaccia di correre in solitaria in Veneto, con chissà quali conseguenze sul governo nazionale.
Le parole del governatore Luca Zaia, che ieri l’altro ha parlato di possibili «strade separate» nel centrodestra, per Lollobrigida sono «incomprensib…
ABU DHABI — «Centrodestra separato in Veneto? A me sembra incomprensibile». Nell’angolo fumatori del gigantesco Adnec di Abu Dhabi, mentre svapa in pausa lavori una sigaretta elettronica blu, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e capodelegazione di FdI al governo, interviene per la prima volta da mesi sulla politica nazionale. Parte dal senso della sua missione negli Emirati affianco alla premier Giorgia Meloni («vedrete, inonderemo di grano il golfo», annuncia con un sorrisone, mentre snocciola dati sulle partnership coi paesi arabi appena siglate e quelle ancora da limare, «tutte senza cessioni di aziende italiane»). Ma poi, una domanda dopo l’altra, risponde anche sulle tensioni tra i Fratelli e la Lega, che da qualche giorno minaccia di correre in solitaria in Veneto, con chissà quali conseguenze sul governo nazionale.
Le parole del governatore Luca Zaia, che ieri l’altro ha parlato di possibili «strade separate» nel centrodestra, per Lollobrigida sono «incomprensibili». Perché «i nostri elettori hanno sempre voluto l’unità. E noi facciamo di tutto per tenere insieme la coalizione». Al “doge” che chiede un mandato extra, Lollobrigida ricorda che «in Veneto ci sono stati governatori della Lega, ma anche di altri partiti, come Forza Italia». E che dunque sì, «fa bene» Zaia a parlare degli interessi del suo di partito, il Carroccio, «così come per me prima vengono i cittadini, poi FdI e poi il centrodestra». Ma a patto di non sfasciare il giocattolo. «Perché squadra che vince non si cambia». Il tetto ai mandati? «Legittimo, qualche anno fa Zaia stesso rivendicava di essere stato lui a introdurre le regole sui mandati». Che ora vorrebbe cambiare di nuovo. «E comunque — ragiona Lollobrigida — abbiamo sempre governato bene e insieme, non è che ci si ammazza per il Veneto». Sarà.
Nonostante le tensioni montanti dalla manovra in poi — il governo sotto in Senato sul canone Rai, le bizze Lega-FI, ora gli avvertimenti foschi che arrivano da Venezia — il ministro dell’Agricoltura non crede che a destra ci siano marosi alle viste. «Non respiro aria di crisi, per la verità». Per stemperare gli animi, addirittura sostiene che FdI non abbia intenzione di rivendicare la guida della regione diventata fortino leghista: «Un Fratello per il Veneto? Noi abbiamo una classe dirigente preparata e competente, anche al Nord, come in tutta Italia, tanto che esprimiamo il presidente del consiglio. Anche per il Veneto vale lo stesso discorso: l’importante è che il candidato sia bravo. Bisogna scegliere i migliori e questo ci ha permesso di vincere in quasi tutte le regionali. Anzi, anche in Sardegna, a dirla tutta, abbiamo vinto politicamente». In realtà il centrodestra ha perso, pur di misura… «Tremila voti di scarto, ma abbiamo guadagnato l’8% rispetto alle Politiche, mentre il centrosinistra ha perso 8 punti. Poi vediamo se anche lì si rivoterà a breve, visto che la magistratura si è espressa per la decadenza della presidente Alessandra Todde. E mi pare che i 5 Stelle si siano sempre detti dalla parte dei giudici, dovrebbero seguirli anche stavolta, no?». Potrebbe esserci un’altra regione sul piatto, fa capire, nel menu elettorale dei prossimi mesi. Un’ex regione a guida leghista.
È sempre Salvini ad agitare le acque, in maggioranza. Anche per i ritardi monstre accumulati dai treni, un incidente alla volta, dal chiodo ai cavi tranciati. Lollobrigida qui però si fa pompiere. Anche se FdI è stata fin troppo timida nell’ergersi a difesa del vicepremier lumbard (così come FI). I disservizi sono colpa di Salvini? «Direi di no — risponde il ministro dell’Agricoltura — chi conosce le dinamiche ferroviarie sa come funzionano le cose, lo dice uno che è stato assessore proprio ai Trasporti, alla regione Lazio». Poi la sigaretta blu smette di sbuffare. «Ora torno a occuparmi di grano e di riso, qui lo apprezzano molto, di tutti i tipi: Arborio, rosso, Carnaroli…».