La battaglia tra Forza Italia e Lega, che è già su molti fronti, investe adesso anche Luca Zaia e il suo desiderio di candidarsi ancora una volta governatore del Veneto. Maurizio Gasparri rende esplicita con un’espressione forte questa guerra intestina: «Troveremo il modo di sfamare Zaia che ha fatto l’amministratore locale e il ministro. Lo sfameremo».
Lo strapotere del presidente del Veneto, che per il capogruppo dei senatori azzurri è anche fame di potere, è sempre stato vissuto con molta difficoltà dal partito azzurro, che nel Nord-Est cerca di promuovere in tutti i modi l’ex sindaco di Verona ed ex leghista Flavio Tosi.
Zaia, da quindici anni alla guida del Veneto e per adesso non ricandidabile per una legge regionale approvata con d…
La battaglia tra Forza Italia e Lega, che è già su molti fronti, investe adesso anche Luca Zaia e il suo desiderio di candidarsi ancora una volta governatore del Veneto. Maurizio Gasparri rende esplicita con un’espressione forte questa guerra intestina: «Troveremo il modo di sfamare Zaia che ha fatto l’amministratore locale e il ministro. Lo sfameremo».
Lo strapotere del presidente del Veneto, che per il capogruppo dei senatori azzurri è anche fame di potere, è sempre stato vissuto con molta difficoltà dal partito azzurro, che nel Nord-Est cerca di promuovere in tutti i modi l’ex sindaco di Verona ed ex leghista Flavio Tosi.
Zaia, da quindici anni alla guida del Veneto e per adesso non ricandidabile per una legge regionale approvata con decorrenza dal 2015, ha ribadito due giorni fa che la questione del terzo mandato «è un’anomalia tutta italiana». Su questo tema dovrà esprimersi in primavera la Consulta, ma potrebbe intervenire anche il governo. Se la sua candidatura si dovesse sbloccare, come quella di Vincenzo De Luca in Campania, il governatore ha già fatto sapere che si presenterà «sicuramente» al voto e non ha escluso «strade separate» se la coalizione dovesse decidere di non puntare su di lui. Quarantotto ore da ferri corti, insomma. «È stucchevole che la lezione venga da bocche che da trent’anni sono sfamate dal Parlamento», ha detto il “doge”. E da queste parole è scaturita, ieri, la dura risposta di Gasparri che, sentendosi forse parte in causa, ha tracciato la differenza tra i governatori e i «consiglieri regionali, comunali o i parlamentari che invece non governano una grande realtà» quindi, a suo giudizio, possono essere eletti senza limiti.
I leghisti veneti fanno quadrato attorno a Zaia. E il caso arriva oggi in consiglio federale «e vedremo se si chiuderà la questione o si dovrà discutere ancora», mette in chiaro il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari. Un messaggio rivolto al partito, per rassicurare i veneti più furiosi, ma anche all’esterno, in particolare a Fratelli d’Italia, che inizia a covare ambizioni sul Veneto, e non solo, essendo ormai primo partito. Lo scontro in maggioranza, come se non bastasse quello in Parlamento, potrebbe presto arrivare sui territori con i suoi appuntamenti elettorali del 2025. «Penso che non si debba arrivare a una spaccatura e penso che Giorgia Meloni deve avere l’elasticità di capire che ci sono situazioni in cui bisogna dare spazio agli alleati», avverte Molinari, «indipendentemente da Zaia». Una sottolineatura, quest’ultima, che dà la cifra di ciò che sta accadendo. Se Zaia non sarà candidabile, la Lega vuole comunque presentare uno dei suoi. Perché, se i leghisti perdono il Veneto, anche la Lombardia, quando sarà, potrebbe essere a rischio. E infatti ecco che la deputata Augusta Montaruli rivendica come un qualcosa di «giusto che FdI possa ambire ad avere un suo candidato».
Dunque, il contrattacco. Il consigliere veneto Luciano Sandonà sostiene che «Zaia non ha certo bisogno di essere sfamato» ma soprattutto domanda: «Come mai non è stata impugnata la legge regionale elettorale del Piemonte che nel 2023 ha aperto la strada ai quattro mandati del governatore forzista Alberto Cirio?». Parole che fanno rumore perché proprio l’aspirante candidato Tosi, poco prima, aveva sostenuto che «non esiste» una chance di allungamento dei mandati e invece il precedente è proprio in casa azzurra.