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La protesta di Magistratura democratica: via tutti quando parla il ministero

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L’appello alla mobilitazione contro la separazione delle carriere in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario. Mentre l’Anm valuta lo sciopero
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Nei minuti in cui viene approvata la riforma costituzionale che prevede anche la separazione delle carriere tra funzione giudicante o requirente, i candidati e le candidate di Magistratura democratica alle prossime elezioni dell'Associazione nazionale magistrati chiedono che, in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, “i magistrati, con toga indosso e copia della Costituzione alla mano, abbandonino l'aula, in forma composta, nel momento in cui il rappresentante del ministro prenderà la parola”.

Si tratta, dicono, di una “reazione davvero all'altezza delle aggressioni che, contro la Costituzione e i diritti dei cittadini, si vogliono portare con la riforma”. Vogliono quindi mettere da parte forme di protesta “deboli e tiepide” e agire invece con “gesti visibili e determinati, in difesa della Costituzione” contro la separazione delle carriere.

Tutto ciò avviene mentre il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, che fa parte della corrente Area, non esclud…

Nei minuti in cui viene approvata la riforma costituzionale che prevede anche la separazione delle carriere tra funzione giudicante o requirente, i candidati e le candidate di Magistratura democratica alle prossime elezioni dell'Associazione nazionale magistrati chiedono che, in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, “i magistrati, con toga indosso e copia della Costituzione alla mano, abbandonino l'aula, in forma composta, nel momento in cui il rappresentante del ministro prenderà la parola”.

Si tratta, dicono, di una “reazione davvero all'altezza delle aggressioni che, contro la Costituzione e i diritti dei cittadini, si vogliono portare con la riforma”. Vogliono quindi mettere da parte forme di protesta “deboli e tiepide” e agire invece con “gesti visibili e determinati, in difesa della Costituzione” contro la separazione delle carriere.

Tutto ciò avviene mentre il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, che fa parte della corrente Area, non esclude lo sciopero dei magistrati, proprio contro la riforma delle separazioni delle carriere. “È una delle opzioni”, ha detto nei giorni scorsi: “Il percorso della riforma costituzionale è lungo, vedremo se e quando farlo, ma non è per niente escluso”.

Quanto alla tempistica dell'eventuale sciopero si sta studiando quale possa essere il momento migliore. Se già dopo l’approvazione della Camera, quindi a stretto giro, o dopo il via libera anche del Senato. Si deciderà questo week end quando si riunirà il direttivo dell'Associazione. “Ma lo sciopero – ha aggiunto Santalucia - è uno strumento non di protesta ma di comunicazione per dare ancora più voce alle ragioni della nostra contrarietà alla riforma nell'opinione pubblica”.

Intanto secondo la corrente progressista di sinistra dell’Anm, forme di protesta “decise e ferme” sono “le sole e uniche cui si può ricorrere quando in gioco vi è la difesa della Costituzione e, con essa, i diritti dei cittadini: tutti messi a rischio dal momento che, con la riforma in cantiere, si finirà per negare loro il fondamentale diritto ad un giudice e un pubblico ministero entrambi autonomi e non dipendenti da alcuno, se non da legge e Costituzione”.

Con la separazione delle carriere, affermano i candidati di Md, “si intende istituire e creare qualcosa di radicalmente nuovo: un nuovo 'corpo di burocrati', benché chiamati giudici, ed un nuovo 'corpo di accusatori', non più pubblici ministeri orientati a fini di giustizia e perciò autonomi e indipendenti, bensì avvocati della polizia, dipendenti dalle investigazioni della polizia e, in ottica futura, destinati a finire sotto il controllo del potere esecutivo e del governo di turno”.

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