✕

Patto per l’energia con Emirati e Albania, Meloni: Italia strategica nel Mediterraneo

Ascolta l'audio

Siglato un accordo da un miliardo per la produzione di fonti alternative al carbone
1 minuti di lettura

Abu Dhabi — L’opposizione, col M5S in testa, già parla di «inciucetto travestito da accordo». Ma Giorgia Meloni ne va molto «orgogliosa». Il primo ministro albanese Edi Rama — come la presidente del consiglio ieri in trasferta nel golfo persico — è convinto che il patto appena stretto «sarà molto di aiuto». All’Abu Dhabi Sustainability Week, l’Italia con l’Albania e gli Emirati arabi uniti sigla un accordo miliardario per l’energia: gli sceicchi investiranno al di là dell’Adriatico, nelle province albanesi verranno costruite centrali idroelettriche e attraverso un cavo sottomarino, probabilmente tra Valona e le coste pugliesi, parte dell’energia green approderà sullo Stivale. È «la chiave di una nuova diplomazia energetica», sostiene Meloni, convinta che l’Italia possa «diventare un hub strategico per i flussi tra Europa e Africa».

Abu Dhabi — L’opposizione, col M5S in testa, già parla di «inciucetto travestito da accordo». Ma Giorgia Meloni ne va molto «orgogliosa». Il primo ministro albanese Edi Rama — come la presidente del consiglio ieri in trasferta nel golfo persico — è convinto che il patto appena stretto «sarà molto di aiuto». All’Abu Dhabi Sustainability Week, l’Italia con l’Albania e gli Emirati arabi uniti sigla un accordo miliardario per l’energia: gli sceicchi investiranno al di là dell’Adriatico, nelle province albanesi verranno costruite centrali idroelettriche e attraverso un cavo sottomarino, probabilmente tra Valona e le coste pugliesi, parte dell’energia green approderà sullo Stivale. È «la chiave di una nuova diplomazia energetica», sostiene Meloni, convinta che l’Italia possa «diventare un hub strategico per i flussi tra Europa e Africa».

Rama, che ha messo a disposizione del governo italiano i due centri per migranti, ancora deserti, a Shengjin e Gjader, «e l’abbiamo fatto non per convenienza, ma per fratellanza», incassa un accordo che «vale circa un miliardo di euro di investimenti». Per un’energia «pulita»: fotovoltaico solare, eolico e soluzioni ibride. Opzioni che fanno gola pure all’Italia, a caccia di alternative per mettersi al riparo da una decarbonizzazione che a sentire Meloni non può proseguire «al prezzo della desertificazione economica» e dunque andrebbero «messe da parte le ragioni ideologiche ed essere pragmatici».

È con questa filosofia che la premier, sul palco del summit, subito dopo avere stretto la mano allo sceicco Mohammed bin Zayed, rilancia sul nucleare. Esaltando la «fusione, che può potenzialmente produrre energia pulita e sicura, cambiando nella sostanza la storia». Intanto si procede con l’Albania, anche se secondo il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, presente all’incontro con l’ad Enel Flavio Cattaneo, il progetto avrà bisogno di «diversi anni».

Aspettando le centrali idroelettriche, Rama difende i centri per i migranti. A modo suo, con licenza di ironizzare. «Funzioneranno? Credo di sì, vediamo. Intanto hanno già avuto un ruolo di deterrenza». Glissa sui costi esorbitanti, sembra quasi rispondere: affari vostri, non mi immischio. «I conti li fate voi, per il vostro governo e il vostro Paese, io penso ai miei». E i migranti? «Per il momento li portiamo in bicicletta col Giro d’Italia», che quest’anno partirà dalla tappa Durazzo-Tirana.

Leggi i commenti