Chiodi e blackout. Cavi tranciati e centraline elettriche danneggiate. Rotaie rotte e scambi divelti. Sempre negli orari più critici per il traffico ferroviario: tra le 5 e le 7 del mattino, o tra le 18 e le 18.30. E sempre in nodi nevralgici della rete: la linea alta velocità Firenze-Roma, la tratta tra Milano centrale e Lambrate, la Roma-Napoli e soprattutto la stazione Termini, anche ieri all’alba coinvolta da un guasto che ha comportato un’altra mattinata da incubo per chi viaggia tra cancellazioni, deviazioni, ritardi fino a 45 minuti.
Dopo giorni sotto assedio le Ferrovie provano ad uscire dall’angolo rilanciando. Evocando il sabotaggio e chiedendo che sia la Procura indagare ora su manomissioni, danneggiamenti ripetuti, guasti anomali. Per mano persino interna forse, si sospetta in Fs. La linea è concordata ieri tra l’ad di Fs Stefano Donnarumma e lo stesso ministro delle infrastrutture Matteo Salvini. Fs esce dal vertice con la denuncia di «un disegno volto a colpire gli asset…
Chiodi e blackout. Cavi tranciati e centraline elettriche danneggiate. Rotaie rotte e scambi divelti. Sempre negli orari più critici per il traffico ferroviario: tra le 5 e le 7 del mattino, o tra le 18 e le 18.30. E sempre in nodi nevralgici della rete: la linea alta velocità Firenze-Roma, la tratta tra Milano centrale e Lambrate, la Roma-Napoli e soprattutto la stazione Termini, anche ieri all’alba coinvolta da un guasto che ha comportato un’altra mattinata da incubo per chi viaggia tra cancellazioni, deviazioni, ritardi fino a 45 minuti.
Dopo giorni sotto assedio le Ferrovie provano ad uscire dall’angolo rilanciando. Evocando il sabotaggio e chiedendo che sia la Procura indagare ora su manomissioni, danneggiamenti ripetuti, guasti anomali. Per mano persino interna forse, si sospetta in Fs. La linea è concordata ieri tra l’ad di Fs Stefano Donnarumma e lo stesso ministro delle infrastrutture Matteo Salvini. Fs esce dal vertice con la denuncia di «un disegno volto a colpire gli asset aziendali» che sarebbe dietro la sequenza di eventi critici che stanno mandando in tilt i treni. Un’azione «interna o esterna con la finalità di destabilizzare, anche a livello istituzionale e governativo, Fs e il relativo management» si legge nell’esposto che il gruppo deposita ieri alla Digos di Roma. Il materiale è già sul tavolo dellla Procura capitolina. Che ora aprirà un’indagine.
Nel documento si citano 6 distinti «guasti sospetti» avvenuti da ottobre a oggi, tutti con grosse ripercussioni sui trasporti e sulla percorrenza dei treni e con «impatti negativi per il gruppo Fs a vari livelli, anche di natura sociale e politica». Prima di tutto il chiodo dello scorso 2 ottobre a Termini, che ha disastrato la circolazione nazionale per un’intera giornata. Tra novembre e dicembre una serie di piccoli episodi sono menzionati da fonti Fs ma non citati nell’esposto: tra questi le sedici auto in fiamme nel parcheggio Italferr di Roma, da sempre nel mirino della galassia anarchica, con vari danni. Poi l’escalation nell’ultima settimana: 11 gennaio, ore 7.11, «disalimentazione della linea elettrica, rottura del cavo e pantografi danneggiati» su due treni tra Milano centrale e Lambrate: ritardi fino a 120 minuti su centinaia di treni, un sabato disastroso; 13 gennaio, guasto al deviatoio di Gricignano nel casertano: 25 tra Frecce e Italo deviati e con ritardi fino a 90 minuti; 14 gennaio: all’alba la rottura della rotaia tra Valdarno Sud e Arezo Nord, nel pomeriggio altri guai elettrici a Terontola in Toscana, a sera, tra le 18.10 e le 18.57, blackout totale a Termini a causa di «un guasto presso la cabina elettrica di Porta Maggiore», con ritardi fino a due ore su 40 treni. All’alba di ieri la «disalimentazione del deposito manutenzione alta velocità» di Roma, con altri ritardi sui treni Av che si sommavano peraltro a quelli sui regionali: nodo di Verona, Jonica, Pomezia, Domodossola-Milano.
Secondo Fs «non si può escludere l’ipotesi di un’azione connessa ad attività interne o esterne» proprio per colpire le Ferrovie. Il timore dei dirigenti sarebbe quello di una serie di intimidazioni legate alle grosse gare d’appalto in corso. Tutte circostanze che ora è chiamata a verificare la Procura. La Lega e il Mit si schierano con Fs. Ma l’opposizione non si fida. I problemi della rete ferroviaria sono del resto anche e sopratutto strutturali: 9 mila convogli su linee obsolete e congestionate, per cui i sindacati, Filt Cgil e Orsa in testa, invocano ammodernamento. Come per paradosso però gli oltre 1.200 cantieri aperti in media al giorno sulla rete, 700 per nuove opere e 500 per manutenzione, finiscono per aumentare il caos. Tanto più che dal 2008 ad oggi i passeggeri sono decuplicati, nel 2024 sono stati 70 milioni tra Trenitalia e Italo. Fs ribadisce le «scuse per i ritardi» ma rivendica dati di puntualità dell’Av al 74% nel 2024, in linea col 2023. E dell’88,9% sui regionali. Aggiungendo che il 40% dei ritardi sono frutto di cause esterne a Fs, dal meteo agli investimenti. Per fronte al caos però ora Fs conferma di star valutando una riduzione dei treni. Federconsumatori chiede «una task force emergenze». I ritardi, secondo Unimpresa, pesano per oltre 3 miliardi sul Paese.