Rai, nuova fumata nera in Vigilanza. Rivolta al Tg2 per il crollo degli ascolti
di Giovanna VitaleAcque agitatissime al Tg2 per il crollo degli ascolti, precipitati ormai sotto la soglia di guardia. Mentre prosegue lo stallo in commissione di Vigilanza Rai, convocata ancora una volta per ratificare la nomina di Simona Agnes alla presidenza Rai e ancora una volta (la quindicesima) disertata dal centrodestra, che non ha i numeri necessari per insediare la consigliera di rito forzista al vertice del servizio pubblico. Una fumata nera annunciata, visto che nell'ufficio di presidenza la maggioranza era rimasta granitica sulla richiesta alle opposizioni di convergere su Agnes. Muro contro muro che ha spinto la presidente della Vigilanza Barbara Floridia a chiedere l’intervento dei presidenti delle Camere, Fontana e La Russa, affinché convincano i colleghi di coalizione a partecipare ai lavori della commissione per superare un’impasse che fra l’altro sta paralizzando la Tv di Stato.
Caos Tg2
Nel frattempo la redazione del Tg2, preoccupata per un calo degli ascolti senza precedenti, è in …
Acque agitatissime al Tg2 per il crollo degli ascolti, precipitati ormai sotto la soglia di guardia. Mentre prosegue lo stallo in commissione di Vigilanza Rai, convocata ancora una volta per ratificare la nomina di Simona Agnes alla presidenza Rai e ancora una volta (la quindicesima) disertata dal centrodestra, che non ha i numeri necessari per insediare la consigliera di rito forzista al vertice del servizio pubblico. Una fumata nera annunciata, visto che nell'ufficio di presidenza la maggioranza era rimasta granitica sulla richiesta alle opposizioni di convergere su Agnes. Muro contro muro che ha spinto la presidente della Vigilanza Barbara Floridia a chiedere l’intervento dei presidenti delle Camere, Fontana e La Russa, affinché convincano i colleghi di coalizione a partecipare ai lavori della commissione per superare un’impasse che fra l’altro sta paralizzando la Tv di Stato.
Caos Tg2
Nel frattempo la redazione del Tg2, preoccupata per un calo degli ascolti senza precedenti, è in rivolta. Ieri, giorno dello storico annuncio della tregua fra Israele e Hamas, l’edizione della sera è precipitata al 3,1% di share, pari ad appena 639mila spettatori. Con il direttore Antonio Preziosi impegnato altrove: a presentare la sua ultima fatica letteraria insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Primo sponsor politico di Preziosi nonché del responsabile Esteri del Tg2, Marco Sabene, piazzato lì sempre dal segretario di Forza Italia per seguirne ogni mossa e magnificarne le gesta, come dimostrano i dati auditel sull’enorme visibilità del capo della Farnesina all’interno dei notizia Rai (soprattutto quello cadetto). “Dopo il quirinalista, il chigista e il vaticanista abbiamo nuova figura: il tajanista” svelenano i redattori. Per molti, una delle cause della debacle del telegiornale. Che ha spinto il Cdr a vergare un comunicato durissimo: “Ormai non si può più parlare di preoccupazione, ma di vero e proprio allarme. Gli ascolti del Tg2 stanno toccando minimi storici, una situazione avvilente che la redazione non merita”, scrive l’organismo sindacale interno. “La direzione ha annunciato da tempo un piano di rilancio per l’edizione della sera, cui di fatto non è stato dato alcun seguito”. Pertanto “il Cdr del Tg2 chiede un incontro urgente con la direzione e si riserva tutte le azioni possibili a tutela della testata e del futuro di chi ci lavora”. Ormai una battaglia per la sopravvivenza.
Il caso Pescante
Intanto sottobanco continua la trattativa fra la maggioranza e i vertici Rai sulle nomine attese per fine mese, necessarie a sistemare alcune caselle strategiche rimaste vacanti. Una di queste è senz’altro RaiSport, diretta ad interim dal vice più anziano, Massimiliano Mascolo, dopo il pensionamento di Iacopo Volpi. Ebbene per guidare la testata veniva dato in pole Marco Lollobrigida, molto ben visto dalla redazione e considerato vicino a Fratelli d’Italia. Ma Forza Italia si è messa di traverso, decisa a non cedere quell’avamposto, azzurro da sempre. Da qui la proposta di promuovere Riccardo Pescante, figlio di Mario, storico presidente del Coni, più volte parlamentare e sottosegretario berlusconiano. Uno che potrebbe finire per piacere anche ai meloniani: nel 2015 Pescante jr si fece fotografare sotto la scritta DUX impressa sull’obelisco del Foro italico, accompagnando il post con lo slogan: “25 aprile, lutto nazionale: io non festeggio“. Risposta social all’allora presidente della Camera Laura Boldrini che aveva proposto di oscurare i simboli del Ventennio