Le opposizioni chiedono dimissioni di Santanchè tranne Iv. Schlein: “Meloni pretenda passo indietro”
La prima a commentare è Elly Schlein: "Daniela Santanchè è stata rinviata a giudizio. Appena una settimana fa Giorgia Meloni diceva di voler aspettare la decisione della magistratura: ora è arrivata. Non può più continuare a far finta di niente – commenta – Lei, che quando era all'opposizione chiedeva le dimissioni per molto meno, ora che fa? Cambia idea anche su questo? Una presidente del Consiglio non può usare due pesi e due misure, soprattutto verso gli amici che lei ha voluto al governo e per cui adesso è politicamente responsabile”, è l’attacco della segretaria del Pd contro la premier. “Il processo farà il suo corso per accertare se è colpevole, ma quando le accuse sono così gravi chi ricopre le più alte cariche istituzionali deve fare un passo indietro. Daniela Santanchè si dimetta. E Giorgia Meloni deve pretendere le sue dimissioni".
La prima a commentare è Elly Schlein: "Daniela Santanchè è stata rinviata a giudizio. Appena una settimana fa Giorgia Meloni diceva di voler aspettare la decisione della magistratura: ora è arrivata. Non può più continuare a far finta di niente – commenta – Lei, che quando era all'opposizione chiedeva le dimissioni per molto meno, ora che fa? Cambia idea anche su questo? Una presidente del Consiglio non può usare due pesi e due misure, soprattutto verso gli amici che lei ha voluto al governo e per cui adesso è politicamente responsabile”, è l’attacco della segretaria del Pd contro la premier. “Il processo farà il suo corso per accertare se è colpevole, ma quando le accuse sono così gravi chi ricopre le più alte cariche istituzionali deve fare un passo indietro. Daniela Santanchè si dimetta. E Giorgia Meloni deve pretendere le sue dimissioni".
La ministra meloniana del Turismo è stata infatti rinviata a giudizio per l'accusa di concorso in falso in bilancio relativa alle comunicazioni sociali di Visibilia tra il 2016 e il 2022. Il processo comincerà il 20 marzo davanti al Tribunale di Milano.
Le opposizioni si scatenano. Per Nicola Fratoianni di Avs, Santanchè “non può restare al governo. Chi rappresenta lo Stato non può stare in una condizione del genere. È da oltre un anno, dopo l'inchiesta di Report e anche di altri media, e da quando arrivò a mentire perfino nell'aula del Senato - prosegue il leader di Si - che ne chiediamo le dimissioni immediate dal governo Meloni. Su questo abbiamo raccolto oltre 50mila firme di cittadini. È una questione di dignità e rispetto delle istituzioni. E se Santanchè non ha la sensibilità e la responsabilità di assumere questo gesto a tutela dell'onorabilità dello Stato, tocca alla presidente del Consiglio Meloni assumersi la responsabilità. Le istituzioni - conclude Fratoianni - non sono il salotto di casa propria e vanno rispettate". Stefano Patuanelli, capogruppo del M5S al Senato, annuncia su X: “Se Daniela Santanchè non si dimette siamo pronti a una seconda mozione di sfiducia".
Interviene anche il presidente del M5S, Giuseppe Conte: “Noi insistiamo per le dimissioni immediate della ministra, senza volere anticipare l'esito dei processi penali. Ma un partito come Fratelli d'Italia, che ogni giorno grida allo scandalo sul periodo Covid e che fa la guerra a persone in difficoltà accusandole di fare i furbetti con i sussidi dello Stato, poi tiene al suo posto una ministra che dalle evidenze sin qui emerse avrebbe fatto la furbona truffando lo Stato con i fondi Covid? È assolutamente indecoroso per le istituzioni di governo che la ministra rimanga lì - rilancia il presidente M5S - Meloni, che in passato chiedevi le dimissioni di tutti i ministri per molto meno, oggi che fai, continuerai a fischiettare indifferente? Non avverti neppure adesso un sussulto di dignità che ti spinga finalmente a tutelare l'immagine e l'onore delle istituzioni?".
Per Carlo Calenda, leader di Azione, “Santanchè si deve dimettere non perché sia stata rinviata a giudizio, perché il rinvio a giudizio non è una condanna, ma perché ha portato al fallimento una società e perché i fatti e i suoi comportamenti non sono compatibili con una carica importante come quella del ministro del Turismo”. La stessa richiesta è arrivata anche da Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e parlamentare Avs: “La decisione della Procura di Milano di rinviare a giudizio la ministra del Turismo è la conferma che la sua permanenza nel governo è ormai inaccettabile. Uno scandalo. Può Santanchè ricoprire cariche pubbliche nonostante le numerose inchieste che la coinvolgono? Per onore e dignità delle istituzioni - riprende - dovrebbe essere la premier Meloni a chiederne le dimissioni: il permanere della Santanchè alla guida del ministero del Turismo sarebbe un fatto gravissimo che non può essere nascosto dietro un falso garantismo bensì con la difesa della dignità delle nostre istituzioni", conclude il leader di Azione. “Il passo indietro è d’obbligo”, sostiene il deputato e segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Di diverso avviso Italia viva, che attraverso la senatrice Raffaella Paita afferma: "Non siamo mica come Giorgia Meloni, noi siamo garantisti serie. Lei chiedeva le dimissioni ai nostri esponenti anche solo in presenza di un avviso di garanzia, mentre noi siamo garantisti fino in fondo e non chiediamo le dimissioni per un rinvio a giudizio".
Dal lato della maggioranza, la Lega fa quadrato intorno alla ministra e in una nota afferma: "Si è colpevoli dopo tre gradi di giudizio, non prima: ribadiamo la fiducia al ministro Santanchè". Stesso discorso vale per Forza Italia: "Siamo garantisti sempre, non da oggi: si è innocenti fino alla condanna definitiva. Vale per un privato cittadino come per un ministro. Ribadiamo la fiducia di Forza Italia a Daniela Santanchè".
Verso sera arriva anche il commento del coordinatore della direzione nazionale di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli: "Assistiamo ancora una volta alla solita litania giustizialista del Pd e dei cinque stelle che pretendono di emanare, a danno degli avversari, giudizi sommari su accuse che in uno Stato di diritto come l'Italia possono essere valutate con cognizione di causa esclusivamente nelle sedi dell'ordinamento giudiziario. A Daniela Santanchè la mia inalterata stima e fiducia".