Magi: “Radicali e garantisti e abbiamo detto sì alla separazione delle carriere. Svolta necessaria”
di Gabriella CeramiIl segretario di +Europa, Riccardo Magi
Segretario Riccardo Magi, perché voi di +Europa avete votato con la maggioranza a favore della separazione delle carriere?
«Perché noi siamo di scuola politica radicale e siamo sempre stati convinti che la separazione delle carriere sia una riforma importante dell’ordinamento giudiziario».
Forza Italia vuole dedicare la riforma approvata ieri alla Camera in prima lettura a Silvio Berlusconi. Non vi crea disagio?
«No, perché noi condividiamo le stesse convinzioni di Giuliano Vassalli, uno dei più grandi giuristi del ‘900 e partigiano, e di Marco Pannella. Berlusconi in realtà è stato sempre invece un ostacolo. È stato proprio il suo conflitto con la magistratura a portare la riforma della giustizia a uno stallo».
Siete consapevoli però che an…
Segretario Riccardo Magi, perché voi di +Europa avete votato con la maggioranza a favore della separazione delle carriere?
«Perché noi siamo di scuola politica radicale e siamo sempre stati convinti che la separazione delle carriere sia una riforma importante dell’ordinamento giudiziario».
Forza Italia vuole dedicare la riforma approvata ieri alla Camera in prima lettura a Silvio Berlusconi. Non vi crea disagio?
«No, perché noi condividiamo le stesse convinzioni di Giuliano Vassalli, uno dei più grandi giuristi del ‘900 e partigiano, e di Marco Pannella. Berlusconi in realtà è stato sempre invece un ostacolo. È stato proprio il suo conflitto con la magistratura a portare la riforma della giustizia a uno stallo».
Siete consapevoli però che anche adesso c’è un scontro aspro tra politica e magistratura?
«Noi siamo convinti che questa riforma non abbia nulla di sovversivo ma sia necessaria per realizzare il giusto processo e la terzietà del giudice».
Però i magistrati temono che il pubblico ministero sia sottomesso al potere esecutivo.
«Non è così. Il magistrato resta indipendente da ogni potere. Piuttosto questa è un’occasione per recuperare il ruolo di controllo del gip e del gup sull’azione penale. Oggi queste due figure, senza separazione delle carriere, sono fortemente condizionate dalla procura. Mi pare che ci siano dei toni catastrofistici davvero eccessivi ed esasperati. È un primo passo anche se fatto in modo non del tutto perfetto».
Quali difetti vede?
«Definirei questa riforma garantista e liberale ed è sbagliato lasciarla come bandiera nelle mani di questa destra. Tuttavia ho alcune riserve sulla questione del sorteggio per i membri laici e togati del Csm. Si poteva pensare a un sorteggio di secondo livello da un bacino di persone indicate».
Gli altri partiti di opposizione lamentano di essere stati ignorati durante tutta la discussione. È così?
«L’altro aspetto che non condivido è infatti quello del metodo. La riforma è stata scritta senza ascoltare le forze di minoranza, anche quelle che avrebbero potuto contribuire a migliorarla».
Come +Europa siete stati sempre molto critici nei confronti del governo. L’ok sulla giustizia cambia il vostro approccio?
«No, un governo davvero garantista dovrebbe esserlo anche quando si tratta di migranti. Questo invece è un governo che introduce compulsivamente nuovi reati e aumenti di pena e ignora il disastro delle carceri. È un orologio rotto che stavolta ha segnato l’ora giusta. Mai abbiamo mancato di opporci in modo intransigente a questo esecutivo e a tutte le norme liberticide che non abbiamo condiviso».