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Santanchè, il gelo di Fratelli d’Italia e Meloni valuta il cambio alla guida del Turismo

(ansa)

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Pochi commenti in difesa della compagna di partito. Solo Cirielli in serata parla di “stima e fiducia”. Ipotesi Caramanna per la successione
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Il gelo della premier trapela dal suo silenzio. Giorgia Meloni apprende del rinvio a giudizio della sua ministra al Turismo quasi in diretta, appena le agenzie battono la notizia alle 12,30. È il suo portavoce Fabrizio Alfano a farle avere subito lo screenshot dei primi lanci che confermano l’esito temuto: Daniela Santanchè è ufficialmente imputata per falso in bilancio nella sua società editoriale Visibilia.

La premier da un lato si aspettava questa notizia, ma dall’altro, fino all’ultimo, ha creduto alle rassicurazioni che dall’inizio di questa storia la ministra di FdI le ha dato: da quando nel giugno 2023 è scoppiato il caso con l’avviso di garanzia della procura di Milano, che poi ha aperto altri due fascicoli che potrebbero portare ad altri processi per truffa ai danni dell’Inps e bancarotta.

Il gelo della premier trapela dal suo silenzio. Giorgia Meloni apprende del rinvio a giudizio della sua ministra al Turismo quasi in diretta, appena le agenzie battono la notizia alle 12,30. È il suo portavoce Fabrizio Alfano a farle avere subito lo screenshot dei primi lanci che confermano l’esito temuto: Daniela Santanchè è ufficialmente imputata per falso in bilancio nella sua società editoriale Visibilia.

La premier da un lato si aspettava questa notizia, ma dall’altro, fino all’ultimo, ha creduto alle rassicurazioni che dall’inizio di questa storia la ministra di FdI le ha dato: da quando nel giugno 2023 è scoppiato il caso con l’avviso di garanzia della procura di Milano, che poi ha aperto altri due fascicoli che potrebbero portare ad altri processi per truffa ai danni dell’Inps e bancarotta.

Meloni, in prima battuta, fa arrivare a tutti i suoi più alti dirigenti il seguente messaggio: nessun commento. Passano i minuti, le ore. Intervengono nel frattempo esponenti di Forza Italia e il vicepremier della Lega Matteo Salvini dando sostegno alla ministra e appellandosi al garantismo dei tre gradi di giudizio. Ma da Fratelli d’Italia e da Palazzo Chigi nulla. Solo l’eurodeputato meloniano Carlo Fidanza fa subito un comunicato, tra l’altro sostenendo che la vicenda «lascia perplessi». Ma Fidanza a Milano ha in corso una faida interna a FdI che lo vede contrapposto all’asse La Russa-Santanchè. La sua è una uscita non concordata.

Solo in serata, a domanda, il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami dice a denti stretti: «Le eccezioni sui bilanci societari sono sempre particolarmente complesse — sostiene — qui oltretutto pare di capire si tratti di una mancata svalutazione degli ammortamenti di una società. Difficile fare una valutazione squisitamente politica». E alle 21 arriva il commento del viceministro Edmondo Cirielli che attacca «la solita opposizione giustizialista», confermando «stima e fiducia» alla ministra.

In realtà Meloni starebbe valutando l’ipotesi di accompagnare la ministra alla porta in tempi molto brevi: senza attendere l’altro possibile rinvio a giudizio per un reato contro una azienda di Stato, l’Inps, o la chiusura della vicenda per l’ipotesi dei pm di bancarotta dell’azienda del biologico che Santanchè aveva insieme all’ex compagno Caio Mazzaro. «D’altronde, nella conferenza stampa di inizio anno, Meloni alla domanda sul possibile rinvio a giudizio di Santanchè era stata chiara, dicendo che avrebbe parlato con la ministra non appena fosse arrivata la prima decisione dei giudici», ricordano da via della Scrofa, dove ribadiscono la differenza con il rinvio a giudizio per un altro componente del governo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: «Quella è una vicenda politica e quindi resta in carica».

Meloni potrebbe chiedere il passo indietro della sua ministra, lasciano intendere fonti di maggioranza, ma prima vuole avere chiaro il quadro delle accuse. La comunicazione non avverrà comunque nelle prossime ore. Il motivo? Per non andare negli Usa con una grana così pesante al governo, anche se la trasferta prevista per l’insediamento di Donald Trump è molto in bilico. Ma non solo: la premier prima di comunicare decisioni di questo peso vuole parlarne di persona con Ignazio La Russa, il cui sodalizio politico con Santanchè è noto, ma il presidente del Senato in questi giorni è in missione in Tunisia. E questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è ad Agrigento. Impossibile fare un blitz come accaduto con la staffetta tra Sangiuliano e Giuli prima, Fitto e Foti poi.

La ministra però spera ancora di restare in sella: ieri fonti ben informate riferivano di una lunga telefonata di Santanchè con La Russa per trovare una soluzione politica che eviti le dimissioni. Voci, rumor: resta il silenzio pubblico della presidente del Consiglio, che comunque avrebbe anche il problema di trovare subito il sostituto per il Turismo. Uno dei principali candidati, Gianluca Caramanna, deputato di area “Lollo” e già consigliere della ministra, è in trasferta a El Salvador. Caramanna è l’uomo del turismo in FdI, ed è stato in questi anni un po’ il ministro ombra.

Due certezze trapelano comunque da Palazzo Chigi: nessuno degli alleati pensi di poter dare il via a un rimpasto. E la poltrona del Turismo è e resterà di Fratelli d’Italia con o senza Santanchè.

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