Roma – A sorpresa c’è anche il nome di Gennaro Sangiuliano tra i membri del Comitato Neapolis 2500 chiamato a occuparsi delle celebrazioni dei 25 secoli dalla fondazione di Napoli. A scegliere l’ex ministro della Cultura, dimessosi a settembre dopo lo scandalo-Boccia, è stato il suo successore Alessandro Giuli che lo ha voluto insieme ad altri rappresentanti scelti sia dal Collegio Romano sia dal ministero degli Esteri, coinvolti nell’organizzazione. A presiedere il comitato sarà il prefetto di Napoli, Michele Di Bari e accanto a lui, oltre a Sangiuliano, siederanno anche il regista Pupi Avati; l’imprenditrice Marilù Faraone Mennella, moglie di D’Amato; il rettore D’Alessandro del Suor Orsola di Napoli. Gli adempimenti sono in via di definizione. Il ruolo del comitato è indicato nel decreto Omnibus, convertito in legge a novembre: 7 milioni per le iniziative ma — sembra — solo un eventuale gettone di presenza per i membri. «Non credo ci sia nulla di male — risponde a Repubblica Sangiu…
Roma – A sorpresa c’è anche il nome di Gennaro Sangiuliano tra i membri del Comitato Neapolis 2500 chiamato a occuparsi delle celebrazioni dei 25 secoli dalla fondazione di Napoli. A scegliere l’ex ministro della Cultura, dimessosi a settembre dopo lo scandalo-Boccia, è stato il suo successore Alessandro Giuli che lo ha voluto insieme ad altri rappresentanti scelti sia dal Collegio Romano sia dal ministero degli Esteri, coinvolti nell’organizzazione. A presiedere il comitato sarà il prefetto di Napoli, Michele Di Bari e accanto a lui, oltre a Sangiuliano, siederanno anche il regista Pupi Avati; l’imprenditrice Marilù Faraone Mennella, moglie di D’Amato; il rettore D’Alessandro del Suor Orsola di Napoli. Gli adempimenti sono in via di definizione. Il ruolo del comitato è indicato nel decreto Omnibus, convertito in legge a novembre: 7 milioni per le iniziative ma — sembra — solo un eventuale gettone di presenza per i membri. «Non credo ci sia nulla di male — risponde a Repubblica Sangiuliano — tanti ex ministri sono diventati consiglieri, presidenti di fondazioni, magari hanno avuto cariche più influenti. Questo è un incarico che io svolgerei a titolo gratuito. Il mio sì definitivo arriverà solo quando avrò avuto le due autorizzazioni a cui tengo, che ho già chiesto: all’Antitrust e alla Rai». «Il mio lavoro è il giornalismo ora — prosegue — Però mi fa piacere dare una mano se posso», aggiunge. Napoli resta centrale per lui: una calamita istituzionale (per gli ottimi rapporti col sindaco Manfredi) e politica (per seguaci e reti di relazioni): «Mi sento stimato e amato. Ha visto quanta gente c’era per la presentazione del mio libro? Erano 1200 persone, assurdo». Era arrivata da Roma anche Arianna Meloni. «Un legame, un’amicizia forte».